Divina commedia di Dante Allighieri corspiegazioni tratte dai migliori commentari e colla vita e colla vita dit Dante de Giovanni Boccaccio

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Librairie de firmin Didot freres, 1864 - 458 pagine
 

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Pagina 9 - Per me si va nella città dolente : Per me si va nell' eterno dolore : Per me si va tra la perduta gente. „ Giustizia mosse 'l mio alto Fattore : Fecemi la divina Potestate, La somma Sapienza, e 'l primo Amore.
Pagina 275 - l menava in dritta parte vólto. Sì tosto come in su la soglia fui Di mia seconda etade, e mutai vita, Questi si tolse a me, e diessi altrui. Quando di carne a spirto era salita, E bellezza e virtù cresciuta m'era, Fu...
Pagina 106 - Diretro al sol, del mondo senza gente. Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti, Ma per seguir virtute e conoscenza.
Pagina 107 - Quando n' apparve una montagna bruna Per la distanza, e parvemi alta tanto Quanto veduta non n' aveva alcuna '. Noi ci allegrammo ; e tosto tornò in pianto : Che dalla nuova terra un turbo nacque, E percosse del legno il primo canto. Tre volte il fe' girar con tutte l' acque; Alla quarta levar la poppa in suso, E la prora ire in giù , com' altrui piacque, Infin che
Pagina 18 - I' venni in luogo d' ogni luce muto, Che mugghia , come fa mar per tempesta , Se da contrari venti è combattuto. La bufera infernal , che mai non resta , Mena gli spirti con la sua rapina, Voltando , e percotendo gli molesta. Quando giungon davanti alla ruina, Quivi le strida, il compianto, e 'l lamento; Bestemmian quivi la virtù divina. Intesi, ch' a così fatto tormento Eran dannati i peccator carnali, . Che la ragion sommettono al talento.
Pagina 332 - Chi dietro a iura, e chi ad aforismi Sen giva, e chi seguendo sacerdozio, E chi regnar per forza o per sofismi, E chi rubare, e chi civil negozio, Chi, nel diletto della carne involto, S...
Pagina 49 - Non era ancor di là Nesso arrivato, Quando noi ci mettemmo per un bosco. Che da nessun sentiero era segnato. Non frondi verdi, ma di color fosco ; Non rami schietti, ma nodosi e involti ; Non pomi v
Pagina 51 - L' animo mio per disdegnoso gusto, Credendo col morir fuggir disdegno, Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d
Pagina 153 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente allora, Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co' del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora.
Pagina 386 - Che segue il tauro, e fui dentro da esso. O gloriose stelle, o lume pregno Di gran virtù, dal quale io riconosco Tutto, qual che si sia, il mio ingegno; Con voi nasceva, e s...

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