Risultati 1-1 di 1
Recensione dell'utente - Segnala come inappropriato

I metodi del progetto territoriale e di architettura nel corso del ‘900 si sono consolidati per analogia con quelli delle scienze occidentali “esatte”, maturate con Cartesio, Galileo e Newton ed evolutesi nel positivismo.
Non sono più, da tempo,adeguati alle conoscenze e alle esigenze dell’oggi.
L’opera, presentata da Bianca Bottero, essa stessa esempio di arte relazionale (composta da un primo volume di riflessione teorica e da un secondo denso di riferimenti progettuali), parte con l’individuare le aperture metodologiche che, sul versante della scienza, della filosofia o dell’arte, hanno contribuito al superamento dell’approccio “newtoniano” alla conoscenza, dimostrando come la progettualità oggi prevalente sia e sia sempre stata – non solo in considerazione della modesta qualità ambientale che produce,ma anche nei presupposti epistemologici - inadeguata.
Gli autori – docenti di Firenze,rispettivamente in Tecnologia e Paesaggio – individuano nelle relazioni l’autentico,auspicabile oggetto del progetto, e nella loro arte il compito e l’abilità dei progettisti; dimostrano come l’utilità del progetto venga meno se esso non è partecipato, “attivato” nell’ambito dei corpi sociali destinati a viverne i risultati.
Un’autentica comprensione dell’ecologia sociale e la capacità di attivarne, le potenzialità latenti, in termini di ricadute sull’ambiente artefatto, diventano, così, gli strumenti del progettista avveduto.
Gian Luca Brunetti
 


5 stelle - 0
4 stelle - 0
3 stelle - 0
2 stelle - 0
1 stella - 0
Senza valutazione - 1

Recensioni editoriali - 0