La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, Volume 1

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Presso L. Ciardetti, 1823 - 383 pagine
 

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Pagina 68 - Ma quando il sol gli aridi campi fiede Con raggi assai ferventi, e in alto sorge, Ecco apparir Gerusalem si vede, Ecco additar Gerusalem si scorge, Ecco da mille voci unitamente Gerusalemme salutar si sente. Così di naviganti audace stuolo Che mova a ricercar estranio lido, E in mar dubbioso, e sotto ignoto polo Provi l...
Pagina 45 - Amico, altri pensieri, altri lamenti Per più alta cagione il tempo chiede. Che non pensi a tue colpe, e non rammenti Qual Dio prometta ai buoni ampia mercede? Soffri in suo nome, e fian dolci i tormenti; E lieto aspira alla superna sede. Mira il ciel com'è bello, e mira il sole Ch'a se par che n'inviti e ne console. XXXVII. Qui il vulgo de' Pagani il pianto estolle: Piange il Fedel, ma in voci assai più basse.
Pagina 2 - O Musa tu , che di caduchi allori Non circondi la fronte in Elicona , Ma su nel cielo infra i beati cori Hai di stelle immortali aurea corona ; Tu spira al petto mio celesti ardori , Tu rischiara il mio canto, e tu perdona Se intesso fregi al ver, s' adorno in parte D'altri diletti, che de
Pagina 2 - Tu, magnanimo Alfonso, il qual ritogli Al furor di fortuna, e guidi in porto Me peregrino errante, e fra gli scogli E fra l'onde agitato e quasi absorto, Queste mie carte in lieta fronte accogli, Che quasi in voto a te sacrate i
Pagina 2 - 1 vero condito in molli versi I più schivi allettando ha persuaso : Così ali' egro fanciul porgiamo aspersi Di soave licor gli orli del vaso; Succhi amari ingannato intanto ei beve , E dall
Pagina 65 - Era la notte allor ch'alto riposo Han l'onde ei venti, e parea muto il mondo; Gli animai lassi, e quei che '1 mare ondoso, O de' liquidi laghi alberga il fondo, E chi si giace in tana, o in mandra ascoso, E i pinti augelli nell'oblio profondo Sotto il silenzio de' secreti orrori Sopian gli affanni, e raddolciano i cori.
Pagina 22 - E di Blesse e di Turs, in guerra adduce. Non è gente robusta o faticosa, Sebben tutta di ferro ella riluce. La terra molle e lieta e dilettosa Simili a se gli abitator produce.
Pagina 201 - Vedendo quivi comparir repente l'insolite arme, sbigottir costoro; ma gli saluta Erminia, e dolcemente gli affida, e gli occhi scopre ei bei crin d'oro: — Seguite, dice, avventurosa gente al Ciel diletta, il bel vostro lavoro; ché non portano già guerra quest'armi a l'opre vostre, ai vostri dolci carmi.
Pagina 96 - ... sdegni noti son troppo, e l'alta impresa nostra; or Colui regge a suo voler le stelle, e noi siam giudicate alme rubelle.
Pagina 205 - La fanciulla regal di rozze spoglie s'ammanta, e cinge al crin ruvido velo; ma nel moto de gli occhi e de le membra non già di boschi abitatrice sembra.

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