Raccolta di rime antiche toscane ...

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Tip. di G. Assenzio, 1817
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Pagina 181 - E gli occhi pien d' amor , cera rosata : Con sua verghetta pasturava agnelli; E scalza , e di rugiada era bagnata : Cantava come fosse innamorata, Era adornata di tutto piacere...
Pagina 188 - L'essere è quando lo voler è tanto ch'oltra misura di natura torna, poi non s'adorna di riposo mai. Move, cangiando color, riso in pianto, e la figura con paura storna; poco soggiorna; ancor di lui vedrai che 'n gente di valor lo più si trova. La nova qualità move sospiri, e voi ch'om miri 'n non formato loco, destandos
Pagina 162 - Tolosa beli' e gentil, d'onesta leggiadria, tant' è diritta e simigliante cosa, ne' suoi dolci occhi, de la donna mia, ch'è fatta dentro al cor desiderosa l'anima in guisa, che da lui si svia e vanne a lei; ma tant'è paurosa, che no le dice di qual donna sia. Quella la mira nel su' dolce sguardo, ne lo qual face rallegrare amore, perché v'è dentro la sua donna dritta.
Pagina 183 - Toscana, va tu, leggera e piana, dritt'a la donna mia, 5 che per sua cortesia ti farà molto onore. Tu porterai novelle di sospiri, piene di doglia e di molta paura; ma guarda che persona non ti miri...
Pagina 163 - Sentir non può di lui spirito vile, Di cotanta virtù spirito appare: Quest' è lo spiritel che fa tremare, Lo spiritel che fa la donna umile. E poi da questo spirito si move Un altro dolce spirito soave, Che segue un spiritello di mercede; Lo quale spiritel spiriti piove, Che di ciascuno spirito ha la chiave, Per forza d
Pagina 188 - ... menzione per ragione vale: discerne male in cui è vizio amico. Di sua potenza segue spesso morte, se forte la vertù fosse impedita la quale aita la contraria via: non perché...
Pagina 170 - ... credo che saremmo noi. [LUI] XV RISPOSTA DI GUIDO S'io fosse quelli che d'amar fu degno, del qual non trovo sol che rimembranza, e la donna tenesse altra sembianza, assai mi fiaceria sì fatto legno. 5 E tu, che se...
Pagina 407 - Sol la faccia gentil cosa. Poi che n' ha tratto fuore Per sua forza lo Sol ciò che...
Pagina 176 - Vedete ch'i' son un che vo piangendo e dimostrando il giudicio d'amore; e già non trovo sì pietoso core che, me guardando, una volta sospiri.
Pagina 186 - F prego voi che di dolor parlate che, per vertute di nova pietate, non disdegn[i]ate — la mia pena udire. Davante agli occhi miei vegg'io lo core e l'anima dolente che s'ancide, che mor d'un colpo che li diede Amore ed in quel punto che madonna vide. Lo su' gentile spirito che ride, questi è colui che mi si fa sentire, lo qua!

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