I dialoghi di Torquato Tasso, Volume 1

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F. Le Monnier, 1858
 

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Pagina 289 - In tante parti e si bella la veggio, che, se l' error durasse, altro non chieggio. Io l'ho più volte - or chi fia che me 'l creda ? ne l'acqua chiara e sopra l'erba verde veduta viva, e nel troncon d'un faggio e 'n bianca nube, si fatta che Leda avria ben detto che sua figlia perde come stella che...
Pagina 395 - Nota non pure in una sola parte, Come Natura lo suo corso prende Dal divino Intelletto e da sua arte : E se tu ben la tua Fisica note, Tu troverai non dopo molte carte, Che 1' arte vostra quella, quanto puote, Segue, come il maestro fa il discente, SI che vostr
Pagina 291 - Solo e pensoso i più deserti campi • Vo misurando a passi tardi e lenti ; E gli occhi porto per fuggir intenti Dove yestigio uman 1' arena stampi. Altro schermo non trovo che mi scampi Dal manifesto accorger delle genti: Perchè negli atti d' allegrezza spenti ( Di fuor si legge com...
Pagina i - Io mi son un che, quando Amore spira, noto, ed a quel modo Che detta dentro, vo significando. O frate, issa vegg...
Pagina 282 - ... sogni essere annoverato. Di sogno ti parrà che meriti il nome più convenevolmente gran parte de la tua vita passata: percioché in lei nulla rimirasi di vero, nulla di sincero e di puro, nulla in somma di stabile e di costante; ma quelle che si mostrarono a...
Pagina 349 - ... l'altro, contenesse. Aveva dinanzi quasi una picciola piazza, d'alberi circondata: vi si saliva per una...
Pagina 347 - ... frutti, quando io, ch'in abito di sconosciuto peregrino tra Novara e Vercelli cavalcava *, veggendo che già l'aria cominciava ad annerare e che tutto intorno era cinto di nuvoli e quasi pregno di pioggia, cominciai a pungere più forte il cavallo. Ed ecco intanto mi percosse...
Pagina 226 - Dentro dal ciel de la divina pace si gira un corpo ne la cui virtute l'esser di tutto suo contento giace.
Pagina 351 - Io, fattomi incontra al buon padre di famiglia, il salutai con quella riverenza eh' a gli anni ed a' sembianti suoi mi pareva dovuta: ed egli rivoltosi al maggior figliuolo, con piacevol volto gli disse : " Onde viene a noi quest'oste, che mai più mi ricordo d'avere in questa o in altra parte veduto?
Pagina 348 - Mentr'egli queste cose diceva, io gli teneva gli occhi fissi nel volto, e parevami di conoscere in lui un non so che di gentile e di grazioso. Onde, di non basso affare giudicandolo...

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