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Dopo che il Carducci, nel 1876, 1 ebbe rinfrescato e rinvigorito da par suo gli argomenti, co' quali il De Sade 2 e il Betti 3 avevano già combattuto l'opinione comune che lo Spirto gentile, cui fu diretta una famosa canzone del Petrarca, fosse Cola di Rienzo, « la causa del tribuno ». parve perduta per sempre. Tra i critici italiani, soli il D'Ancona 4 e il Bartoli 5 continuarono a credere non ancora definitivamente chiusa la disputa; ma altri, anche autorevoli, come il Borgognoni, 6 si attennero alle conclusioni

1 V. Rime di Francesco Petrarca sopra argomenti storici, morali e diversi, saggio d'un testo e commento nuovo, ecc., a cura di Giosuè CARDUCCI. In Livorno, Vigo, 1876, pp. 42 e seg.

2 Mémoires pour la vie de F. P.

3 Ho presenti il dialogo Intorno ad una famosa canzone del Petrarca, ristampa con molte aggiunte; Roma, tip. delle Belle Arti, 1864; e la 2a ediz. dell'opuscolo Intorno alla canzone del Petrarca la quale comincia « Spirto gentil, ecc. »; Roma, tip. delle Belle Arti, 1855.

4 Studi di critica e storia letteraria ; Bologna, Zanichelli, 1880, pp. 72 e seg.

5 Storia della Lett. ital., vol. VII, pp. 113 e seg.
6 La canzone « Spirto gentil »; Ravenna, David, 1881.

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del Carducci. Però gli avversari di Cola, concordi contro lui, non si accordarono punto fra loro, quando si trattò di determinare qual altro personaggio potesse aver ispirata la canzone.

Il Carducci, 1 seguendo il De Sade e il Betti, propose Stefano Colonna il giovine, che, nel 1335, avrebbe avuto dal papa la dignità senatoria per cinque anni, secondo gli Ann. aven. pol. e il Platina. Ma il D'Ancona dimostrò che Stefanuccio non fu senatore di Roma nė nel 35,:ne:net 38 nė nel 41; che non si ha niuna

prova nemmeno dell'intenzione, la quale, secondo alcuni; ebbe il papa di 'nominarlo. 2 « Resta da sapere

conchiudeva il D'Ancona se ai fautori di Stefanuccio accomoderebbe di porre la canzone al 1342 anzichè al 35, ma in tal caso perdono valore la maggior parte delle loro argomentazioni, nelle quali strettamente si collegano il personaggio e l'anno ». 3 11 Labruzzi di Nexima 4 propose, nel 1879, Paolo Annibaldi, che, nel 1339, fu, con Buccio Savelli, deputato del popolo romano. E il D'Ancona, di rimando, 5 chiese se l'uffizio di deputato fosse diverso da quello dei tredici capitani di rione, eletti dal popolo, « nel qual caso l'autorità dell'Annibaldi non solo sarebbe stata divisa col Savelli, ma anche con gli altri undici personaggi, e perciò ben minima »; osservo, inoltre, che se si trovano ricordati come deputati, nel giu

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1 Saggio, pp. 57 e seg. ? Studi, loc. cit.

3 Studi , loc. cit. Il PLATINA aveva attinto agli Annali del MONALDESCHI, o questo al Platina; a ogni modo, l'autenticità degli Ann., già revocata in dubbio dal GREGOROVIUS, fu oppugnata validamente dal LABRUZZI DI NEXIMA nell'Arch. rom. di St. patria, vol. II, f. 3.

4 Rivista Europea, 1° marzo 1879. 5 Studi, p. 83.

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gno 1335, l'Annibaldi e il Savelli, si sa d'altra parte essere stati senatori, in quel mese stesso, Riccardo Orsini e Giacomo Colonna: « adunque la vera autorità era nei senatori ».

Il Borgognoni, nel 1881, credette, nello Spirto gentile, scorgere Stefano Colonna il vecchio. Prevedendo tale ipotesi, il D'Ancona aveva già avvertito: « se la canzone fosse scritta in altra occasione da quella del 47, e diretta ad uno dei due Stefani, sarebb'egli stato conveniente al Petrarca che pur era anche amico ed ospite degli Anguillara, eccitare il suo eroe contro l'altra fazione, quando ambedue quei Colonnesi ebbero nel proprio rettorato a collega un Orsini? Se l'unione nel primo magistrato municipale di due rappresentanti le grandi famiglie rivali era simbolo di pacificazione, poteva e doveva il Petrarca aizzare l'un senatore contro l'altro? » 1 E gli argomenti dal Borgognoni opposti al professore di Pisa furon confutati da alcune gravi osservazioni del Bartoli, che riferirò più in là.

Ultima venuta è una ipotesi dello stesso Bartoli, il quale, avendo letto, in un manoscritto del Quattrocento, accanto alla canzone Spirto gentil, queste parole: « Mandata a messer Busone da Gobbio essendo senatore di Roma », dopo averle giudicate affatto indegne di fede, ha finito col ritenere non improbabile che anche Bosone de' Raffaelli « potrebbe avere ispirato al Petrarca la sua bella canzone »

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1 Studi, p. 73. Il D’Ovidio, in un articolo a favore di Bosone stampato nel n.° 8, anno II, della Domenica del Capitan Fracassa, domanda: « come mai il Petrarca, scrivendo a un Colonna, avrebbe sentito il bisogno di raccomandargli di favorire i Colonna ? Sarebbe come se un poeta ghibellino avesse raccomandato a Farinata, reduce vittorioso in Firenze, di tenere dalla parte degli Uberti! »

2 V. La Domenica del Capitan Fracassa, anno II, n. 2.

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