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Era nell' Abruzzo citeriore, non guari lunge da d^mL. Sulmona, il castello di S. Martino, fortissimo per arte e per natura: Anichino avvicinovvi le squadre, e mostrando d'essere ridotto all'estremo della fame, richiese umilmente i terrazzani a volergli somministrare i viveri a pronti contanti. La buona gente al vedersi pagare i pani un gigliato l'uno, smorzò coll'avarizia la paura; e a uno, a due, a tre i venturieri colle mani piene d'oro furono ricevuti amichevolmente nel castello. Ma non si tosto questi si veggono in numero sufficiente, che s'avventano repentinamente sugli abitatori, rompono le porte, introduconvi gli altri compagni, ed in un batter d'occhio si impadroniscono d'ogni cosa (1). Diventò allora il castello di S. Martino il quartiere generale di una grandissima compagnia; ma per poco tempo; imperocché gli Ungheri, sedotti per trentatré migliaia di fiorini dal re di Napoli, non solo si scostarono dal Bongarden, ma corsero ad assediarlo in Atella, terra già prima da lui rapita al duca di Durazzo. Alla fine la noia di quel vano assedio disperse non meno gli assaliti che gli assalitori, e qual drappello di essi passò nella Marca e nella Romagna, quale tornò in patria al di là dalle Alpi; molti si fermarono in quelle provincie a servigio del re, od a strazio de' popoli. Anichino, oramai ridotto al verde di genti e di provvigioni, usci per accordo dal regno, e traversando una parte della

kullewcit.p. III. e. XXXI. p. 189. — P. Azar. Chr. p. 391 (t. XVI).— Corio, p. HI. p. 460. —M. Vili. IX. 111. X. 7. (3) M. Vili. X. 10. 15. 1?. 19. 28. 50.

Voi. IL 9

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CAPITOLO QUINTO

Le Compagnie Inglesi e Brettone

A. 1361-1377.

Anichino BongardenAlberto Steri
Giovanni Acuto.

I. Origine e fatti delle compagnie di ventura in Francia.
Imprese di Arnaldo di Cervoles. Battaglia di Brignais.
Le compagnie in Provenza.
II. Il marchese di Monferrato le fa venire in Italia. Mili-
zia degli Inglesi. Loro portamenti in Lombardia.Morte
del conte Lando.

III. Origine e vicende della compagnia del Cappelletto. Gli

Inglesi in Toscana sotto l'Acuto. Il Bongarden e lo Sterz dan forma alla compagnia della Stella. Loro imprese. Supplizio dello Sterz.'

IV. Ambrogio Visconti mette insieme, la compagnia di S.

Giorgio. Sue vicende e disfatta. Imprese di Lucio Lando e dell'Acuto, che abbandona i Visconti.V. Giovanni Acuto fa la Compagnia santa. Sue fazioni. Strage . di Faenza. ,

VI. Vicende delle compagnie in Francia. Si propone di riunirle tntte in una Crociata. Lettera di s. Caterina a Giovanni Acuto. Il Papa assolda i Brettoni e li manda in Italia.

VII. Crudeltà de'Brettoni nella Romagna. Duello e vittoria di due Italiani contro due di essi. Eccidio1 di Cesena.

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CAPITOLO QUINTO

Le Compagnie Inglesi • Brettone

A. 1361-1377.

r Amichino Bongarden Alberto Sterz -r Giovanhi Acuto.

I.

Mentre le compagnie di ventura in Italia spegnevano la libertà, in Francia crollavano il feudalismo. Quivi la necessità di milizie mercenarie propria di «•olal sistema, da molte e gravissime cause era stata aggrandita. Infatti le infelici spedizioni di Terrasanta, e le romanzesche imprese dei Normanni vi avevano rovesciato un'infinita copia di venturieri; e questi avevano poi trovato nutrimento nelle misere condizioni dello Stato, dentro il cui seno la interminabile contesa coll'lngbilterra era cóme una piaga ognora aperta e pullulante di funesta sanie. Altri venturieri aveva assoldato l'un re per combattere il re nemico oppure i sudditi ritrosi; altri ne avevano stipendiato i baroni francesi affine di lacerarsi tra loro, ovvero di opporsi al legittimo principe sotto spezie d'indipendenza o divozione verso il principe nemico. Per Io che vedévansi i mercenarii secondo l'occasione ora in grosse schiere combattere nei regii eserciti, ora in bande separate scorrazzare le campagne e campeggiare le piccole terre per conto di qualche signore, ora à proprio nome spargere il sacco e la rapina, pronti sem

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