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DE,

d'ora.

DESSO.

DEBÒTO, avv. Fra poco : A momenti ; in poco o in una minuzia Poco deci- , DECOTO, s. m. Decotto, Liquore che ser-
Quanto prima; Fra breve; Da qui a poco; Poco conta; Poco rileva; La balle in ve di bevanda, e di medicina.
Da qui a un credo; Da qui a un ottavo poco.

Parlando d'uomo, Decottore o Pallito,
UN SOLO NO DECIDE, Una noce sola non Che ha sprecato il suo e quel d'altri. V.

Falio. Deboto XE MEZA NOTE, Mezza notte è suona in un sacco, prov. e vale che Un vicina; Il di è presso, e simili. V. Dessa- solo non può condurre a fine quel fatto | DECOZIÓN, 8. f. Decozione o Decotto, Beche ha bisogno di molti. V. Un.

vanda medicinale. DEBÙ, s. m. Francesismo stato da pochi DECIMADA, s. f. Decimazione o Addeci- Decoziòn, dicesi anche per Fallimento. anni introdotto dai novatori di lingua, co- mazione, Il levar una parte di che che DECREPITEZZA. V. in Età. me voce teatrale da Début, che vale Co- sia Spilluzzicamento, dicesi l’Atto del- DECREPITO, s. m. Decrepito; All' ultima minciamento, Principio, Iotroduzione. Di- lo spilluzzicare.

vecchiezza venuto; Che ha valicato molti cono Debù, e i più idioti PRIMO DEBÙ DE LA DECIMİNA, R. f. Chiamasi da noi un Giuo- anni; Che ha un piede in terra e un nelPRIMA Dona, per Prima comparsa o azio- co di dieci numeri legati, che si fa al Lotto. ľavello. ne o fatica o recita della etc. Da questo DECİPO

DECÙBITO, s. m. Decubito, propr. signiDebo viene il seguente.

DECIPADA s. m. Strazio; Dis: i- fica il Giacere in letto, e specialmente per DEBUTÀR, v. che si vede qualche volta an- DECIPAMENTO

cagione d'infermità. che stampato negli avvisi teatrali, dal fran- pazione; Diserlo; Sparnazzamento, Rovi- FAR DECUBITO, Decumberc, T. Medico. cese Débuter, che vale Cominciare, Princi- na o guasto di qualche cosa Sciupinio

Umori che decumbono. piare, e s'allude al Primo comparire d'un o Sciupio, dicesi delle vivande.

DE DIA. V. Dia. personagio nuovo sulla scena. Dicono per DECIPAR, v. Scipare; Sciupare; Lacera

DEDOTO (coll'o stretto) add. Dedotto e esempio, Avrà l'onore di debutare o di re, guastar che che sia. Sciupinare è fre

Deduilo e Didotto, cioè Argomentato, rifare il primo Debuto, per Esporsi al pub- quentativo di Sciupare.

cavato. blico la prima volta; Far la sua prima DecipÅR I bezzi, Sbraciare a uscitar; Novo Depoto, dicevasi in T. del Foro azione o comparsa teatrale. È anche usa- Scialacquare; Straziare; Scacazzare i

ex Veneto alla Restituzione in intiero, atteto il participio Debutante per Esordiente. danari; Profondere; Dissipare Mal

si nuovi documenti presentati in causa ciDECADER. V. DESCAZER. mettere vale Spender male.

vile. DECADUDO, V. Descazuo.

DecipÅR LA ROBA DATORNO O I ABITI, Ln

Depoto, si dice ancora per Sottratto , DECAMPÀR, v. Decampare, dicesi per Ri- gorare; Frustare i vestimenti; Spasima

Levato dalla somma. tirarsi, rinunziare, desistere, cedere, spo- re la roba.

DEÈLE, s. m. Voce Contadinesca. V. Fongliarsi delle sue ragioni, rinunziare alla DECIPAR EL DISNAR, Guastare il desina- GHI SBR 150TI. sua opinione – L'HA DECAMPÀ, Desistette; re, Dicesi del Far tale colezione che levi Deèle, dicevasi fra noi anticam. quasi Cedè; Rinunzio. l'appetito.

piccole dita, dal lat. Digitulus o forse da DECAPITAR, v. Decapitare o Decollare. DECIPAR LA ROBA, dicesi anche nel si- Digitellus, alle dita de' piedi LEVARSE DeCAPITÁR UNO, detto fig. Perder uno gnif. di SERAMPUGNAR, V.

IN DEELE, Alzarsi sulle punte de' piedi. nella vita civile, cioè Infamarlo, Farlo ca- DECIPARSE UN BRAZZO, UNA

DEFALCÀR. V. DIFalcÅR.

GAMBA etc. der di concetto. Sciuparsi un braccio, una gamba o simi

DEFÀTI O ) DECERNİR,

avv. Di fatlo; Infalli. V. Inv. ant. Discernere, nel sign.

DEFÀTO ) le, vale Fiaccare, impiagar malamente. di Comprendere coll’intelletto, Conoscere. Si ruppe un braccio e si sciupò un galDECERVELAMENTO O MATIMENTO, s. lone.

De fato in Fin, Maniera antiq. Del tutm. Rompicapo; Stordimento, Si dice di DECIPÒN, 8. m. Dissipatore; Sprecatore:

to; Totalmente; Asfalto. Cosa che giunga altrui molesta.

Distruggitore; Uno che consumerebbe o DEFENDER, v. e Dipender, Difendere; DECERVELARSE, v. Dicervellarsi e Dis- manderebbe a male il ben di selte Chiese; Guarentire. cervellarsi, Applicarsi con soverchia atten- Uno che darebbe fondo a ogni avere; Uno

DEFENDERSE CO LE MAN E com pie, Arrozione, Rompersi il capo.

che farebbe a mangiar coll interesse. starsi, Volgersi in quà e in là e colle bracIn altro sign. Beccarsi il cervello; Stillar- DECIPÒN DEL ABITI, Dissipatore; Sciupa

cia e colle altre membra, schermendosi a si il cervello; Fantasticure; Arpicare col tore: Consumatore; Distrugg:lore delle

difendendosi. cervello; Mulinare; Girandolare, Andir vesti.

DEFENSIVO o Difensivo, add. Difenvagando coll'immaginazione. Abbacare de- Decipòna, detto di Donna, Distruggitri- sivo, Atto a difendere Apologetico vale gli zeri, vale Armeggiar col cerveHo sen- ce; Dissipatrice.

Difensivo, appartenente ad apologia o difeza concbiusione.

DECISAMENTE, avv. Certamente; Sicu- sa per via di apologia. EL M'HA DECERVELÀ, Ei m'ha dicerve!. ramente; Senza dubbio. V. ASSOLUTAMENTE. Processo difensivo , dicevasi all'epoca lato, cioè Sbalordito, stordito colle strida DECLARATORIO, add. Voce ch'era molto del Governo Veneto, la seconda parte di o altro frastuono.

usata nel Foro ex-Veneto, Declaratorio e un processo criminale, in cui l'imputato DECESSO, add. (Latinismo) Morto; e an- Dichiaratoio o Dichiarativo Dichiara- proponeva formalmente le proprie difese che da alcuni sustantivamente per Morle. tivo della volontà.

e i testimonii da esaminare a sua difesa. AVANTI EL 80 decesso, Prima della sua DECLĪVIO, s. m. Declive; Declivo; Decli- DEFERENZA, s. f. Maniera ant. Diffemorte o mancanza.

vità. Pendio. V. Dissèsa. DECIDER, v. Decidere, dicesi per Giudi- DECONTO, s. m. e per lo più in plur. De- DÈFICIT, Voce latina che s'usa in forza care. Decidere una quistione, una lite. CONTI, T. milit. ex Veneto, Massa, Quella di sust. nel sign. di Mancanza; ed inten

DECIDERSE O DRENTO 0 BEN FORA, porzione di danaro, che si ritiene dalla pa- diamo lo Sbilancio d'un'amministrazione Pigliar partito decisivamente; Appigliar- ga del Soldato, e si amministra a suo pro economica, cioè il difetto dell'amministrasi o Afferrarsi ad un partito; Affermare dal Capitano della compagnia.

tore. o negare; 0 si o no; Risolvere dentro e DECORER, v. Aver corso, Dicesi del tem- DE FICON, detto a modo avv. ANDÅR DE fuori.

po, e s'allude all'epoca del suo principio. FICÓN, Andar difilalo o affilato e affusoUsasi ancora per Consistere o Importa- DA DECORER DAL ZORNO, etc. Da comin- lato, vale Andar con prestezza, quasi a fire. LA XE UNA COSSA CHE DECIDE DE POCO; ciare; Da computarsi: dicesi del tempo. lo Diviato, vale Ratto, sollecito, sen

La cosa o l'affare poco monta o rileva; DECORSO, add. Trascorso; Scorso; Pas- r'attendere ad altro.
Trattasi di poca cosa; L'affare consiste salo, Si dice di apno o mese o simile. LAORÀR de picón, Lavorare in fretta.

FATI.

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BEN

DEFILAR, v. T. Mil. Filare, Marciare in colonna per drappello, per compagnia o per divisione e in ordine di parata, in faccia al Sovrano od ai Capi supremi dell'esercito.

Spilare, è pur T. mil. e vale Camminare alla sfilata rompendo le file, le ordinanze. L'esercito splò per le gole de' monti. Spilare a drappelli, a sezioni. DEFINITIVAMENTE, avv. (dal lat. Definitive) ch'era in uso ai tempi Veneti, specialmente negli atti pubblici, Diffinitivamente, che vuol dire Decisivamente, Determipatamente. Dicevasi nelle sentenze di bando perpetuo, Che N. N. sia bandito

definitivamente e in perpetuo. DEFINIZION, 8. f. Diffinizione o Defini

zione, Decisione, termine. DEFONTO, add. Defunto o Morto; e dicesi

degli uomini. DEFORMAR, V. DESPORMÅR. DEFORME, add. Deforme; Difforme; Sformato; Esformato, Agg. a Persona scontraffatta, mostruosa, sfigurata.

DEFORME, dicesi anche nel parlare vernacolo per Sporco; Lordo; Schifo, Imbrattato da sozzure. DEFRAUDO, 8. m. Frodo; Frode e Froda, Inganno occulto alla vicendevole fede; ma per lo più si prende per occultazione di qualche roba, che si porti alla città ad oggetto di fraudar la gabella.

Generalmente si prende per Danno; Pregiudizio, ma fallo contro giustizia e pel fine di lucro. DEGÀN, 8. m. Decano o Seniore, Il più vecchio d'una famiglia o d'un villaggio.

Decano è anche Dignità canonicale.

Degas de Comun, Cursore del Comune, Colui ch'è al soldo d'una Municipalità per servizio de'Capi, per portar le denunzie etc. Io qualche luogo dicevasi Meriga. DEGERİR o Digerir, v. Digcrire; Digestire; Smaltire, ed anche Patire Concuocere dicesi dell'operazione che fa lo stomaco in digerire.

DEGERÌR UN afir, Digerire o Digestire, detto fig. vale Discutere, disaminare Ripensare di una cosa , vale Riandarla colla mente, Pensarvi sopra. DEGNAR, v. Degnare.

GRANDEZZA DEGNARSE. V. GRANDEZZA.

DEGNARSE DE TUTO, Calarsi a un lombri. co o 'a un lui, vale Accettare ogni piccolo guadagno. DEGNÈVOLE, add. Degnevole e Degnante, che degna, cioè Affabile, Cortese.

DeGNEVOLE però noi lo usiamo per lo più ironicamente parlando di alcuno, che ridotto a basso stato non ricusi qualche soccorso, e si dice E. Xe ON SIGNÒR DEGNEVOLE, quasi che s’abbassi per affabilità e gentilezza d'animo ad accettare una cosa piccola e vile. DÈGOLA, s. f. e per lo più Degole in plur. Pretesto; Sulterfugio; Colore; Coperta e figur. Diverticolo, Forma di sfuggir che che sia , Scampo, Modo da scampare, da

uscir d'impegno. Elusione, Contravvenzio-DELETÓSO, add. Voce ant. detta già dal
ne colorata da qualche artifizioso pretesto. nostro Andrea Calmo per Dele TANTE, V.
V. ENDÈGOLA.

DeletosO DE PIORI, Fiorista o Dilettan-
• DEGOLÀ, add. Decollato. Una chiesa suc- te e coltivatore di pori.
cursale di Venezia, intitolata alla Decolla- | DELIBERÀR, v. Deliberare o Deliberare,
zione di S. Giovanni Battista, viene chiama- Risolvere, Stabilire.
ta CAIESA DE SAN Zan DeGOLÀ.

DELIBERAR , in altro sigo. Diliberare a DEGRADAR, v. Digradare, cioè Peggiora- Deliberare per Liberare, Campar di perire, Deteriorare.

colo o torre un impedimento.
DEGRADAR DE Prezzo, Rinviliare; Avvi- Dio DELIBERA! Il Ciel ne liberi; Dio ci
lire; Svilire: dicesi del prezzo delle biade guardi; Guardi Dio o il Cielo; Tolga Dio.
o delle altre mercanzie.

V. VARDÅR.
DEGRADAR DE PESO, Culare o Scemare, DELICÀO, T. ant. V. DELICATO.
Dicesi di che che sia che trovisi sccmato di DELICATIN, add. Tenerino ; Tenerello ;
peso.

Deboletto; Deboluzzo, Assai delicato; di-
DEGRADÀR, per Privar del grado, V. De-

cesi di complessione Delicatello, PerSGRADÀR.

sona alquanto delicata. DEGRADO, 8. m. DBGRADO DE peso, Calo

DELICATO, add. Delicato e Dilicato. o Scemamentd.

Ono DELICATO, Uomo delicato di coscienDEGRADO DE VALUTE, Peggioramento, De- za , vale Di coscienza pura, immacolato terioramento.

- Riferito a complessione, Delicato e DeDEGRADO DE stato, Diminuzione di sta- licatello, contrario di Robusto. to o di capo, T. de'Legisti.

EL GRAN DELICATO! Detto con ammiraDEGRADO DE SPIRITO, Avvilimento; Svi- zione e sardonicamente, Molto delicatalimento; Depressione.

mente nutrito; Schizzinoso; Gli puzzano DEGRADO DE PREZZI, Avvilimento; Svi- i fori del melarancio, Si dice di Uno che limento; Spregio.

pretenda d'esser molto delicato per qualDBGRADO DE PORZE, Spossatezza; Debo- sivoglia genere di cose. Egli è un falanilezza.

na ; Dorme co'guanti; É fatto di fiato, DELAIDE, Adelaide, Nome proprio di Dicesi di chi non vuole disagiarsi. donda.

DELIMARSE, verbo propriam. usato a DELAPIDÀR, v. Dilapidare, Scialacquare. Chioggia, in vece di LIMARSE che diciam DELAZION, 8, f. DELAZIÒN D'ARME (voce noi fig. per Limarsi il

cuore; Delimarsi, latina), Porto o Porlatura d'armi, Il tener Consumarsi, Venir meno per travagli e fale armi addosso, il portarle.

tiche. Anche i Latini avevano Delimare. DELEGATO, add. Delegato , si dice al DELINEAMENTO, s. m. Lincamento. Giudice ch'è deputato dall'autorità supe- DELINEAMENTI DE LA PAZZA, Lineumenriore ad una causa particolare.

li, nel numero del più, dicesi specialmenDelegato provinciale, chiamasi moder- te della Conformazione e disposizione delpamente in questo regno Lombardo Vene

le linee o fattezze del volto umano, che ne to, il Magistrato capo di provincia negli af- formano la delicatezza. fari amministrativi, ch'è in qualche inodo DELIQUIO, V. Svanimento. 808tituito al Prefetto del cessato Governo DELIRANTE, add. Delirante, Che delira, italico; e dicesi Provinciale perchè si chia- Stravagante. mano ora Provincie que’ territorii che pri- DELIRANTE AL ZOGO, Disdicciato; Farebma dicevansi Dipartimenti.

be a perdere colle tasche vuote , e vale DELEGAZION (SUPLICA PER) in T. del Disgraziato. Sfortunato, che sempre perde. Foro ex Veneto, dicevasi l’Istanza perchè DELIRIO, 8. m. dicesi nel sign. di Sfortuna. la causa fosse decisa da un Giudice diver- AVÈR DELIRIO AL ZOGO, Aver disdetta, 80 dal competente.

sfortuna, cattiva sorte, sorte avversa. Delegaziòn, quindi chiamavasi il Decre- L'È UN GRAN DELIRIO! Egli è un gran to che annuiva alla supplica.

destino o una gran disdetta; Gran fataDELEGAZION, s. f. Delegasione provin- lità; Gran caso. ciale si dice ora l'Uffizio del Delegato, DELITUOSO, add. Voce fattasi comune stato sostituito a quello che dicevasi Pre- fra noi dopo la prima traduzione italiana fettura.

del Codice criminale Austriaco nell'anno DELEGỦARSE, 5. Dileguarsi , Allonta- 1804; ed è Aggiunto ad Azione criminosa; narsi, fuggir con prestezza e quasi spari. onde vuol dire Criminoso. re: non solo si dice dell'uomo e delle sue Aziòn DELITUOSA, Azione criminosa, cioè facoltà fisiche e morali, ma anche delle cose. Ch'è delitto e va soggetta al giudizio del

DELEGUARSE , parlando dello strutto Tribunal criminale. Struggersi, Liquefarsi, stemperarsi. DEMANDÀR, v. Demandare è verbo di DELENGUARE, v. T. di Chioggia (forse molto uso nelle nostre scritture di palazcorrotto e detto fig. dal lat. Deliquere) Il- zo nel sign. e in vece di Commettere; Rilanguidire; Indebolirsi, Venir meno. mettere, Delegar un affare, Dargli ordine DELETANTE. V. DILETANTE.

e commessione; intendiamo però dell'ordiDELETAR, v. V. DILETÅR.

ne d'un Magistrato superiore ad un infeDELATAZION, T. ant. V. DILETAZIÓN. riore.

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Denti DE CAVALO, Gnomoni , Sorta di denti del Cavallo, onde conoscesi la sua età.

Denti MAL GOALIVI, Denti ineguali.
Denti PRUAT, Denli logori.

DENTI GUASTI O MARZI, Denti cariati , magagnati, fracidi, guasti.

DENTI MASSELARI, Denti mascellari o molari, Denti da lato che tritano il cibo.

Denti ochiali, Denti occhiali , Quelli che riserisconsi all'occhio per la loro posizione.

Denti RARI O LONGHI, Denli fatti a bischeri, vale Radi e lunghi a guisa de'bischeri,

Dente DB CAN, Calcagnuolo, Scalpello con una tacca in mezzo, che serve per lavorare il marmo dopo averlo digrossato colla subbia Brunitoio, Strumento col quale si bruniscono i lavori, fatto di acciaio o di denti di animali o d'altra materia dura. V. GRADİNA.

Dente de CORTÈLO, Tacca, si dice Quel poco di mancamento ch'è talvolta nel taglio d'un coltello o altro ferro, simile alla tacca della taglia.

Denti D’UNA RODA DA BATER, T. degli Oriolai, Piuoli, si chiamano i Denti d'una ruota destinata a levar i martelli e la molla della Ripetizione.

DENTI DEL ROCHETO, V. Rochero.
Denti DE VECHIA, lo stesso che Cesa-

zanne.

RA. V.

DEMÀNIO, 8. m. Voce portataci dai Fran- | DENEGÅR, v. Denegare o Dinegare e Necesi, e vale Regio patrimonio.

gare. DEMARCAZION, 8. m. Confinazione, Sta- DENONZIA, 8. f. Dinunzia e Denunzia o bilimento, regolamento de confini tra di- Denunziazione. verse terre o principati, Limite, termine, Casseta DA DENONZIE SECRETE, V. Caslinea di confine.

SÈTA. DEMATÀR, v. T. Mar. (Voce Franc. da De- Muso DA DENONZIE SECRETE, V. Muso. måter, che viene da Mat , albero di ba- DENTAL, 8. m. T. de'Pesc. Dentice, pe stimento ) Disarborare, Abbattere gli al- sce di mare molto stimato, detto già dai beri d'un vascello. V. DESALBORÅR, DISAR- Latini Dentex, poi da Linn. Sparus Dentex. NÅR, e Matir.

Il Dental detto DA LA CORONA, di cui DEMENAMENTO, 8. f. Dimenamento; Di- Sebenico va altera, non differisce dal novincolamento, Il dimenarsi.

stro se non nella prominenza adiposa che DEMENARSE, v. Dimenarsi, Dibattersi, ba fra gli occhi. Muoversi con qualche violenza Imper- Si poti poi che i Pescatori chiamano imversare vale Dibattersi a guisa di spirita- propriamente Dentál lo Sparus Mormy, to Arrostarsi, Volgersi in qua e in là rus, di cui si veda alla voce MÒRMORA. colle braccia e colle altre membra, scher- Dental è anche voce di gergo de' Bartamendosi e difendendosi

iuoli, che vuol dire Balcone.
DEMENTİR, v. lo stesso che Mentir. DENTÀR, v. Addentare, Prender co’den-
DEMÒNIA, s. f. Diavola o Diavolessa , ti, Mordere. Assannare o Azzannare

Donna di mal umore, insopportabile, pessima. Dar di zanne, Afferrar che che sia colle
DEMONIÈTO, detto per Agg. a Uomo,
Folletto e vale Robusto e fiero Agg.

Dentår, detto in T. delle Arti, Inden-
Ragazzo dicesi Demonietto, e vale Trop- tare, vale Commettere o Calettare o Con-
po vivace o
aligno.

nettere due pezzi per mezzo di denti e inDEMONIEZZO, s. m. Rovinio, Grande taccature. strepito o Romore.

DENTAURA o DentadURA, 8. f. Dentatura, DEMONIO, s. m. Demonio o Diavolo, che Ordine e composizione de’denti. fu anche detto Angelo nero; il Tentennino;

ESSER DE

BONA DENTAURA, Mangiar il il Tentatore; il Fistolo.

pollo senza pestare, Si dice dell’Esser saDetlo per agg. ad uomo, vale Sdegno- no c mangiar con appetito. 0; Adiroso; Bilioso; Collerico. Anche Ma- DENTAURA DE LE RODE Dei Relogi, Den. lizioso; Sagace; Scaltro; Sottile; Furbo tatura, Ordine de' denti d'una ruota d'o

Demonio, in inodo basso e fig. dicesi rologio. per Uomo eccellente in qualsisia cosa.

DENTAZZO, 8. m. Dentaccio , Pegg. di AvÈR EL DEMONIO ADOSSO, Essere un demonio; Aver il diavolo nelle braccia, Aver DENTE, s. m. Dente alveoli cbiamansi una forza soprannaturale – Tuxe UN GRAN que' piccoli ricettacoli nelle gengive, dove DEMONIO, Sei il gran sciagurato o ghiot- stanno incassati i denti Collo del dente tone o sciauratello, dicono per

iscberzo. Quella parte che sorge immediatamente L'È UN GRAN DEMONIO, detto fam. per fuor dell'alveolo -- Corona del dente, didire Egli è un gran talento, o parlando

cesi alla sommità Smalto del dente alla di donna, Ella è donna di grande spiri

tunica bianca che lo veste o ricopre Rato, di pronto o versatile ingegno.

dice o Radica a quella parte che sta joDenonio è anche Voce che usiamo per teroata pelle gengive Animetta al Miesprimere Quantità grande – Ghe n's dollo del dente. UN demonio, Ce n'è un fracasso, un fla- Dente CHE SPONTA, Barba di dente, Nagello, un subisso, una nugola,

scenza di dente. DEMONION o Demontazzo, 8. mn. Vomac- Dexte DA LATE, Laltaiuolo

AVÈRI cione; Gigante; Compagnone, Uomo gran- DENTI DA LATE, detto fig. Aver il latte alla de d'una taglia straordinaria - Fastellac- bocca; Non aver ancora rasciutti gli occhi. cio, vale Grande fuor di misùra e disadat. Denti davanti, Denti incisori o incisivi. Babbusco, Grande e gro880

Ba- Dente DEL GIUDIZIO, Dente della sapienstracone, detto per ischerzo, Grasso e for- Così chiamasi l'ultimo dente che spunzuto. V. STANGHIRLÓN.

ta nell'età dai 25 ai 30 anni. DEMORALIZÀ, add. T. venutoci dai Fran- Dente roto, Dente scheggiato o rotto. cesi. Neologismo che alcuni usano nel di- Denti CAGNINI, Denti canini , I denti scorso ed anche nelle scritture, nel sign. posti fra gl’incisori e i mascellari. Di costumi corrotti, Di depravati costumi. Denti CHIARI, Denti radi. Dicono per esempio, OMENI DEMORALIZÀI e

Denti COL scrivono Uomini demoralizzati, per dire rugginosi. Senza costumi o Di corrotti costumi.

Dexti DA PRESA, Guardie, Denti lunghi DEMORDER, Maniera del Foro, dal Franc. del cane e di altri animali -Sanna o ZanDémordre) v. Cedere; Desistere ; Cessa. na, vale Dente grande e più propriamenre; Ritirarsi, Cambiarsi d'opinione. te Quel dente curvo, una parte del quale DEMOSTRAR, v. asato, dalla gente di bas- esce fuori dalle labbra di alcuni animali, sa mano, Dimostrare, V. DIS OSTRAR. come dei Porco e dell'Elefante.

- Dente

.

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BALÅR dei denti, V. BALÀR.

Bater i denti, Batter la gazzetta, dicesi figur. e vale Tremar battendo i denti.

CAN DA DENTI, Leva ed anche Depressore, T. Chirurgico; dicesi lo Strumento che serve per cavar le radici de’denti.

CAVÅR I DENTI, Cacciar di bocca un dente; Cavare; Tirar fuori.

CROLÅR DEI DENTI, V. CROLÀR.

DARSE DEI DENTI, Bisticciarsi, Contrastare pertinacemente proverbiandosi.

DOLÒR DE DENTI, Duolo de' denti; Male di denti.

Esser senza denti, Non avere spuntato i denti: dicesi de' bambini Essere sdentato, Di chi non ha denti Esser SENZA I DENTI DAVANTI, Aver la bocca sferrata.

FAR I DENTI, Mettere o Spunlar i denti, Cominciare i denti— Dentare vale Mettere i denti, ma direbbesi piuttosto de'Cavalli.

• EL FA I DENTI, ovvero Falo I DENTI? Dicesi volgarmente di talono che mostrasi di pessimo umore ed arrabbiato con chi si sia, senza che se ne conosca la ragione; osservato che i fanciulli quando mettono i denti soglion esser inquieti e piangere in modo inolto incomodo.

FREGARSE I denti, V. FREGÅR.

FAR QUALCOSSA COI DENTI LEVAI, Far che che sia a denti alzati, vale Con apparen

A fior di labbra , vale Superficialmente.

INCHLAVAR I DENTI, V. INCATAVÀR.

to.

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CALCINAZZO

O NEGRI, Denti

za

penna.

LA LENGUA TRẢ DOV'EL DENTE DOL. V.
LENGUA.

LIGARSE I DENTI, V. LIGAR.
MAGNAR coi

DENTI Leval, Mangiare a denti alzati, Mangiar contro voglia cosa che non piaccia o paia schifosa ; ed è perchè in tal caso appena si mastica e s’inghiotte come se fosse un qualche beverode medicinale.

MOSTRÅR I DENTI, V. MOSTRÅR.
MUÀR i denti, Mutare, Cadere i denti.

Nou m’ha TOCA GNANCA UN dente, Non mi toccò l'ugola ; È stato una fava in bocca all'orso o al leone, Si dice di quelle cose delle quali s'è mangiato scarsamente.

O’L DENTE O LA GANASSA, V. Ganassa.
PARLÀR IN TI DENTI O FORA DEI DENTI,

V.
PARLÀR.

Onzer el dente, V. Orzer.
PORCARÌA DEI DENTI,

Carie o Turlo o
Tarturo o Calcinaccio de' denti.

POLVERE DA DENTI, Dentifricio, T. Medico, Polvere da fregare i denti per ripulirli.

RIMETER I DENTI POSTIzzi, Rinferrare i denti.

SCANTINÅR I DENTI, V. ScanTiNÀR.
STRENZER I DENTI, V. STRÈNZER.

TIRAR O MOSTRÅR I DENTI, Ragnare, si dice de' Panni o drappi quando cominciano ad esser logori e sperano.

TOCAR EL Dexte, V. TOCÀR.
TROVAR PAN PER I SO denti, V. TrovÅR.

FERMÅR A DENTE, T. de' Legnaiuoli, Indentare, Unire due pezzi di legno incastrandoli a vicenda.

BIANCO COME UN dente de can, V. Bianco.

Corosso che dente GHE DIOL, Espressione fam. e metaf. Conosco da qual piè egli zoppichi. cioè Conosco le sue inclinazioni, il suo genio ec.

LA FA I DENTI OCHIAI, Maniera fam. e metaf. che si dice di qualche Donna, per voler dire, Ella è ricadiosa; noiu o È noiosa: tratta la metaf. dai Bambini che gridano e piangono quando mettono i denti occhiali. DENTELAR, v. Addentellare, Lasciar nelle fabbriche l'addentellato, cioè Quel risalto disuguale di muraglia, che si lascia per potervi collegare nuovo muro. DENTÈLO, 8. m. Dentello, Lavoro che fanno le donne coll’ago nel lembo delle vesti. P. e. La foglia della vite è fatla a dentelli Ancora Ornamento a guisa di denti cbe va sotto la corpice. DENTIÈRA, 8. f. Dentiera, T. Chirurgico,

Rastrelliera di denti posticci. DENTISTA, 8. m. Voce dell’uso nostro , onde chiamiamo Quell'artefice che fa i denti posticci e le dentiere. DEO (colle stretta) 8. m. Dito, Dicesi anche Digilo. Nel plur. Dita o Diti.

Deo pe nezo, detto da noi per ischerzo famil. FORBICULO, Dito medio o di mezzo. Nelle voci barbariche del Du Cange trovasi Digitus impudicus, che dal volgo a lenezia chiamasi Deo PEOTA.

DEO GROSSO,

detto altrimenti Mazza- | DEÒN, 6. m. Dito grande ; Gran dito. PEÒChi, Dito pollice o grosso o Pollice as- DEPENÀR, v. Depennare; Dar di penna; solut.

Dar di bianco, Cancellare o cassar colla Deo SECONDO,

detto altrimenti FORBIÒCHI, Dito indice.

DEPENÅR UNA PARTÌA, Spuntare o SpeDeo sposalìn, Dilo anulare o Anulare gner dal libro, dicesi il Cancellare dal liassolut. Dito presso al piccolo, nel quale bro il ricordo preso o scritto di cosa vensta l'anello della sposa.

duta o prestata. Deo MENDÈLO o Deolin, Dito auricola- DEPENTA, s. f. Dipintura; Pittura. re o piccolo o mignolo.

DEPENTO, add. Dipinto ed anche Pinto. Osseti dei del, Falangi, diconsi la Se- DepenTO DE PIÙ COLORI, Variopinto o rie delle tre ossa che compongono le dita

anche Vario. delle mani e de' piedi e si chiamano anche AVÈR EL MUSO DEPENTO, Aver il viso diInternodii.

pinto, vale Lisciato, abbellito, e dicesi delPOLPA DEI DB1, Polpastrello.

le Donne. ZONTURA DBI DEI, Giuntura, chiamasi il No VOLÈR VEDER UNO NÈ SCRITO NÈ DENodo delle falangi.

PENTO, Non voler più uno cotto ne Farsela soi del, Farsela facile , Non

crudo, Trascurarlo, disprezzarlo. trovar in alcuna cosa difficoltà.

UNA CERTA COSA depenta, detto metaf. MOSTRÀR A deo, Mostrare alcuno a di- Certa colorazione , cioè Ricoprimento, e to, E per lo più si piglia in cattiva parte.

dicesi d'un discorso altrui simulato. LIGARSELA A UN DEO, V. LIGÅR.

STAR DEPENTO, Dicesi Dipinto di Ciò che PASSÅR SUI dei una cossa, V. PASSÀR. non possa stare più acconciamente nè me

Per questo NO MOVERÐA GNANCA ON DEO, glio. Egli è dipinto. Quella veste, quella Non volgerei o Non volterei la man 80880- scarpa vi sta dipinta, cioé Acconciamente. pra ,

dicesi Quando si vuol mostrare di CASA CHE NO GHE STARIA GNANCA DEPENpon tener conto nessuno d'una cosa: cioè To, Casa in cui non vorrei stare men Non farei un passo, un ufficio, una parola dipinto, È una maniera nostra fam. detper ottenere etc.

ta esageratamente per mostrar disprezzo, SCONDERSE DA DRIO A UN DEO,

Nascon- avversione ad una casa, e intendesi Casa dersi dopo un dito; Vendere gatte in sac- sconcia, disagiata, posta a bacio, spazzavenco, vale Ingaunare, Dir una cosa per l'al- to e simile, che riesca incomoda ad abitatra.

zione.
Dito , si dice per Misura della larghez- DEPENTOR, 8. m. V. Pıròk.
za d’un dito, ch'è la Decima parte del DepenTÒR MINCHIÒN, Dipintoruzzo, dim.
piede. Una ferita larga due dita trasver- e avvil. di Dipintore, Pittore di poco nome

Pittorello e per maggior disprezzo, Pit-
È da notare cbe alcune volte diciamo tor da sgabelli o da fantocci.
Dea (coll’e stretta) per plur. di Deo, in- DEPENZER, v. Dipignere o Dipingere o
vece di Dei. Si dice per esempio, LA GA Pingere.
DO DEA DE LEA SUL M090; STO BRODO

DepenZER A MEMORIA, Ritrarre alla mac-
GA DO DEA DE GRASSO, Ella ha due dita chia, Il ritrarre senza il naturale sott'oc-
di loia sul viso, cioè Due dita di sudi- chio a forza di memoria dell'artefice.
ciume. Questa carne ha due dita di lar- DEPENZER A 0010, Dipignere a olio, cioè
do.

Con colori stemperati coll'olio.
FAR i conti su I DEI, prov. ant. Ch'è DEPENZER A SGRAPI, Dipingere a sgraf-
simile al nostro Farsela SU I DEI. V. FAR fio o a raffio, Sorta di pittura ch'è dise-
CASTELUN ARIA, in CastèlO.

gno e pittura insieme, e serve per orna-
DEOGRAZIA, Latinismo rimastoci nell'uso mento di facciate di case, di palazzi, cortili
della lingua vernacola, e vale Chi è di e simili. Quindi Sgraffitto dicesi questa sor-
casa; Oh di casa; Chi è qua o simili. Mo- ia di pittura a chiaroscuro,
do di chiamare quando si entra in casa al- DEPENZER A SGUAZZO, Dipignere a guaz-
trai.

200 a sguazzo o a tempera, cioè Con coDetto in altro senso, DEOGRAZIA CH'EL lori stemperati in colla di limbellucci o siGABIA DEL PAN, Può leccarsi le dita; Può mili. contentarsi ; Può ringraziar Dio d'aver DEPENZER O PITORÅR A FRESCO, Dipingedel pane ;

Buon per lui; Buon per me e re a fresco, vale Dipignere sopra l'intonasimili.

co non rasciutto. Era dipinta a olio e non CA'EL DIGA DEO GRAZIA, Che ringrazii a fresco. Ritoccare il lavoro a fresco. Dio, cioè Che se ne contenti.

TORNÅR A DEPENZER, Ridipingere. DEOLİN, 8. m. V. Deo mesuelo in Deo. DEPENZER BEN LE COSSE, Dipignere, det

Deolin, dicesi per Piccolo dito, Dito to fig. vale Rappresentarle con parole vicioè della mano o del piede d'un Fanciul- vamente e squisitamente, Descriverle. lino. Dita piccole e gruziose , dicesi per DEPENZER, delto in lingua furbesca, vale

Scrivere. Un deoLiN de vix, Un dito di vino; Un DEPERIMENTO, 8. m. Latinismo, verb. di culaccino ; Un tantino, Pochissimo vino Depereo, Vocabolo molto usato fra noi dalnel bicchiere.

le persone colte, ed anche Segretariesco,

se.

EL

Vezzo.

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nel sign. di Guastamento; Guasto; Cor. DERECÀO. T. DARECİ.

DESANEMÀR v. Disanimare; Scoraggiarompimento; Corruzione; Putrefazione. DERELITO, add. SON DERELITO, Espres- re; Scoraggire.

ROBE. SOGETE A DEPERIMENTO, Cose cor- sione fam. Sono spossato; Sono spedito, DESARMIZAR v. T. Mar. Disarmeggiare, ruttibili o corrompevoli, soggette a danni abbandonato di forze; Mi sento prostrato Scioglier il canapo d'uo' ancora, levar gli e discapiti. di forze o infiacchito all' estremo.

ormeggi per apparecchiarsi a partire. V. DEPERIMENTO DE APARI O DEL NEGOZIO, DE RESBOGO. V. DB SCAMPÒN.

ARMIZO. Decadenza; Declinazione, Diminuzione di DERETAN. V. Colo.

DESÀSIO (contrario di Asio) 8. m. Disaprosperità, e talvolta s'intende Disordine o DERIVA, s. f. Deriva, T. Mar. Il cammino gio, Situazione penosa del corpo, ed incoben anche Danno; Slerminio; Dissensio- di fianco o scaronzo che fa sotto vento una modo che patisce per mancamento di ciò ne; Desolazione.

Dave, avanzandosi con vento scarso verso ch'è necessario o acconcio ai bisogni della DEPONER, v. Deporre o Diporre, Por giù un tal rombo. Andar de scaronzo.

vita. DEPONER, parlando dei liquori, Posare, QUANTA XE LA DERIVA? Quanto v'è di MORIR DAL DESAS10, Morir di stento, cioè Il deporre che fanno i liquori la parte più deriva ? Domanda che si fa al Piloto, per sa- per mancanza di mezzo di sussistenza. Bigrossa Defecare è T. Chimico e vale pere la differenza che v'è fra la rotta che stento, vale Gran disagio. Purgare un liquore dalle impurità delle fa il vascello effettivamente, e quella che STAR IN DESA810, Sture in disogio, cioè fecce o terrestreità. indica la prua di esso.

Con incomodo. DEPOSITÀR. v. Depositare o Dipositare. DERIVAR, v. Derivare o Dirivare, Trar In altro senso, ESSER UN DEPASIO, EsDEPOSITÀR, parlando di vino e dell'acqua, origine.

sere la miseria o la morte personificata : Posare: cioè il depor de’liquori della parle DERIVAR, T. mar. Derivare o Scaron- dicesi per esagerazione di persona estremapiù grossa.

zare, Cadere sotto vento alla rotta presis- mente maghera. DEPOSITO, 8. m. Deposito o Diposito, si sa, quando si va con vento scarso. V. Deriva. DESBAFARA, add. Speltorato, cioè Col intende la cosa depositata. Quegli che dà Dicesi non meno Abbattere per Deriva- petto scoperto. n deposito chiamasi Depositatore o Depo- re. Dicono Il vascello abbatte, quando nel DESBAFARARSE, v. Spettorarsi; Sciorinente, Quello che riceve, Depositario o salpare l'ancora ha lasciato il fondo, ed il narsi; Spararsi, Aprirsi, allargarsi i panDipositario; e s' è donna Depositaria; E vascello poggia ed obbedisce al vento.

ni davanti. il luogo del deposito, Depositeria o Dipo- DERNO (In) T. Marin. Issare la bandiera DESBALAR, V. Sballare, Aprir e disfar le sitcria.

in derno, dicesi dell' Alzarla in cima all’a- balle di mercanzia. Deposito, dicesi in T. fam. a quell' In- sta e tenerla serrata.

DESBALONARSE, Lo stesso che Desnomfermo cronico, ch'è confinato a rimanersi DEROCÀ, add. Diroccato, Rovinato; dicesi BOLARSE. V. sempre in letto. degli Edifizii.

DESBANDİR, v. Ribandire, Rivocar dal Deposito DEL VIN O DE L'AQUA o simile, Mezo DEROCI, Rovinaticcio; Casq rovi. bando. V. Realdir. Posatura; Sedimento, Posatura di secce o maliccia; Castello rovinaticcio.

DESBARAZZARSE. V. SBARAZZÅR. di sporcizia generata dal vino, dall'acqua etc. DEROCADA, 8. f. Diroccamento, Disfaci- DESBARBÀ, add. Raso la barba. DEPOSIZION, 8. f. Deposizione o Depo- mento.

DESBARCAR, V. Sbarcare, Scaricare dalsto, Attestazione o testimonianza in giudi- | DEROCAR, v. Diroccare, Cadere furiosa- Ja barca — DESBARCARSE, Sbarcarsi, Ascenzio.

mente da alto, e dicesi specialmente delle dere o Smontare in terra dal legno. DeposiziỒN DEL TIN, o simile, Posalura; muraglie vecebie che rovioano.

DESBARCẢR LE NOVE O LE NOVITÀ, detto Sedimento; Capo morto Fondata, di- DE RORE CELI, Voci latioe d’un Salmo, fig. Contarc o Raccontare le novità. cesi di Qualsivoglia rimasaglio o deposizio- le quali si dicono ne' discorsi familiari o an- DESBARCĂR DE LE BUDELE, Sballare, detto ne di cose strutte o liquefatte, in fondo ad che talvolta a modo avverb., come nel se- in modo basso, si dice Il raccontar cose lonuna fornace, caldaia o simile. guente dettato.

tane dal vero. V. PANCALANA. DEPOSIZIÒN DEL BRODO, Bolliliccio.

ROBA VEGNÒA DE RORE CELI, Roba venuta DESBARCÀR DE Le cosse SECRETE. SverDeposiziÓN DE LE AQUB, Bellella; Impo- o mandala dal cielo, dalla Provvidenza, tare; Sborrare. V. SQUAQUARÅR. stime; Sedimento, Quella deposizione di fior ovv. dalla pura sorte, inaspettatamente, DESBATIZARSE, v. Sbattezzarsi, Rinundi terra che suol lasciare alle rive de'fiumi improvvisamente.

ziare al battesimo, che più copertamente l'acqua torbida nel scemare, e di questa DEROTO, V. DIROTO.

dicesi Rinnegare il pestello. maniera sono i fondi delle paludi Inter- DE RUFE O DE RAFE, avv. Di ruffa ME desbatizo, Locuz. fam. Farsi il serimento o Interramento diccsi la Deposi- raffa, o Di ruffola raffola.

gno della croce di che che sia: detto fig. zione di terra fatta dall'acqua nell'alveo di O DE RUFE O DE RAFE, O a diritto o a vale Restarne ammirato. un fosso, canale e simile. Dicesi anche Rin- torto; A diritto o a rovescio, In ogni mo- DESBAULÀR, v. Sbaulare, Disfar il baule. terramento o Rinterrimento; ma Interri- do o lecito o illecito.

DESBAUTARSE, v. Sbavagliarsi; Smamento è più regolare e più usato — Inter- DESABILIÈ, V. Disabilu.

scherarsi, Cavarsi il bavaglio del capo. ro, vale Sabbione o Fango che il mare ed i DESALBORAR, v. Disalberare, T. Mar. DESBAVARARSE, Cavarsi il BAVARO, cofiumi trasportano, e che gli fanno cangiar Levar via da un bastimento i suoi alberi. me noi diciamo, cioè il Soggolo monacale; direzione, luogo e riva; più comunemente V. DEMATÀR.

ch'è quanto dire DesmoNEGARSE. V. dicesi Rinterrimento Materie fluitate DE SAL IN PIAN, Maniera avv. (proba- DESBENDÁR, v. Sbendare, Cavar la bendiconsi le Ghiaie, le arene e le deposizioni bilmente tratta dal lat. De plano) A buono da. trasportale da'fiumi.

a buono, si dice del Percuotere e del ferire DESBIGOLÀ, add. Sciamannato; Sciatto; DEPOSTA, V. in Posta.

senza precedenze, e vale Improvvisamen- Scomposto, Sconcio negli abiti e della perDE PRESENZA. V. PRESENZA.

te ; Inaspetlatamente, che anche dicesi sona; Sguaialo -- Scinto, direbbesi Colla DEPROFONDI, 6. m. Deprosundis, Prin- Di secco in secco o Senza dire mollo cintura sciolta. cipio d’un Salmo с be suole recitarsi per nè totto.

DESBILANZÀ. V. SBilanzi e SBILANZARSE. suffragio de'morti, Dire un deprofundis. DESALVEAR v. detto metaf. Deviare v. DESBOCÀR, v. sfociare , Sgomberar la DEPUTAZION DE CAUSA, dicevasi nel D. 6 Deviarsi. Torcere dal sentiero, abban- foce, Spurgar la foce o sbocco d'un fonso, Foro ai tempi Veneti, alla Destinazione di donare la vera via; e per lo più usasi fi- d'un canale, d'un fiume, e quindi Sfociagiornata per arringare la causa in prima gur. in sign. di Recedere, divertirsi da ciò tura dicesi all'operazione. V. Fuosa. istanza, ed anche in seconda ne'casi ove che prima si faceva, scostarsi dal proposito, DESBOCİR, Voce antiq. vale Sbucare, non aveva luogo il PERDER. uscir di regola, di modo, di ordine.

Uscir fuori. V. SBOSiR PORA,
Boerio.

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