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accordo. A produrre tali effetti gioverà specialmente la stampa, e soprattutto la stampa periodica; la quale servirà a unire e tener vive le benefiche associazioni d'oggidì in quel medesimo modo, nel quale le loggie, le assemblee e le botteghe servivano a unire e tener vive le associazioni politico-militari del medio evo. E queste più non riappariranno, finche l'autorità suprema abbia forza e lumi sufficienti per custodire e promuovere il bene privato e pubblico.

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Resta che raccogliamo le sparse fila della svariata nostra tela.

Fu nostro scopo, non già di descrivere soltanto i fatti dei condottieri e delle compagnie di ventura, ma bensì di investigare e mettere storicamente in evidenza i più intimi e sinceri rapporti della milizia sia coll'individuo, sia con tutte le altre sociali instituzioni. Le nostre ricerche abbracciarono dodici secoli, la milizia cioè de' Longobardi, quella dei Franchi, il sistema feudale, la milizia dei Comuni, i mercenarii, le compagnie di ventura, le milizie nazionali , e le soldatesche raunaticce dei tre secoli a noi più vicini. Quando le conseguenze vengono dedotte dalla osservazione di tanto spazio di tempo, si può prestar loro piena fede. Due di esse dovrebbero venire altamente scolpite nell'animo dei lettori.

L'una è, che ne'progressi e nelle mutazioni della milizia concorrono ordinariamente due elementi. Il primo, che noi diremmo esterno, non riguarda se non la parte materiale di quella, come a dire i modi di armare e di esercitare le genti, e dipende dal volere diretto di chi governa. L'altro elemento, che noi chiameremmo interno, è molto più potente e difficile a studiarsi e promuoversi: esso cammina insieme colle condizioni morali e politiche della società; ondeché spesso non può venire direttamente modificato, ma bensì varia e si perfeziona col variare e col perfezionarsi di quelle.

La seconda conseguenza, a cui potrebbe servire di prova ogni pagina della presente istoria, è, che ad ogni onesto cittadino spetta l'obbligo e il diritto di cooperare attivamente alla difesa e all'incremento della propria patria. I Comuni italiani si persuasero di resistere ai principi, cedendo a uiercenarii la cura della propria difesa; e perdettero la libertà: i principi italiani si persuasero dì eternare le loro signorie, adoperando le compagnie di ventura non meno contro i sudditi che contro i nemici; e perdettero l'indipendenza: i popoli italiani si persuasero di vivere ricchi e tranquilli, lasciando a uomini prezzolati il mestiero delle armi; ed al postutto ebbero a perdere beni, vita ed onore. Tali sono in conclusione i frutti che partorisce l'esagerato amore del comodo privato. Misere le nazioni, nelle quali il pensiero del pubblico vantaggio è temuto dai principi , schivato dai sudditi! Misere le nazioni, che non hanno armi proprie, o nelle quali il popolo non è pronto ad abbracciare come sua la causa del principe, o nelle quali il principe non ama come sua la causa del popolo!

Tra l'uscire tutti alla guerra (uso e necessità dei popoli barbari), e lo stare tutti a casa e mandare in propria vece genti mercenarie (uso e comodità dei popoli corrotti o schiavi), vi ha un termine mezzano, secondo il quale col minore disagio dell'individuo si può ottenere la maggiore sicurezza dello Stato. Questo termine, al quale più o meno si sono accostati i governi dell'odierna Europa, debbe venire fissato non tanto giusta le condizioni interne del paese, quanto giusta i politici rapporti di esso colle altre potenze, e delle altre potenze tra loro.

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A conseguire codesto risultato giova la coscrizione o leva per sorte; la quale, sebbene non conduca tutti ugualmente i sudditi a sopportare il carico della milizia, pure, siccome rimette all'arbitrio del caso il designare quali debbano sopportarlo e quali no, cosi consacra il principio fondamentale della ugualità ed universalità non solo di quella obbligazione e di quel diritto, ma di tutte le obbligazioni e di tutti i diritti che competono a un cittadino. Infatti, siccome la milizia è pel solito il primo carico pubbbco, a cui questi soggiac e, cosi gli serve , per cosi dire , di porta a tutti gli altri carichi, a tutta la pubblica esistenza.

Con ciò però siamo bene lontani dal credere o dall'asserire, che lo Stato abbia a sfruttare il presente per assecurarsi dell' avvenire, obbligando sotto le bandiere tutta la gioventù. Molte considerazioni, delle quali alcune sono generali, alcune sono particolari a. ciascun paese ed a ciascuna età, debbono modificare necessariamente la forma e la quantità del servizio militare. Basta, e questo è essenziale, che ognuno sappia di essere chiamato a difendere la patria, molto più che dalle leggi, dalla natura; epperciò si giovi di tutti gli aiuti che gli fornirà lo Stato, per perfezionare se stesso e rendersi vieppiù atto all'alto ministerio.

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E qui , se noi avessimo voce da tanto, rivolgendoci ai nostri connazionali, grideremmo loro: o Italiani, il valore individuale non può essere ancora spento in un popolo che ha conquistato il mondo. Ma il vostro valore individuale potrebbe spegnersi, quando voi non pensaste a ravvivarlo colla generosa educazione de' corpi e degli animi: potrebbe anche rimanere inutile, quando voi non curaste d'indirizzarlo a pubblico onore e profitto. Oh! guardisi la presente generazione , buona e generosa, dal molle egoismo; guardisi dagli impeti e dalle esagerazioni, che sono sempre effetti o segni d'ignoranza o di debolezza. Il forte pensare, il forte operare non sta nelle ciancie da rétore, nè nelle borie municipali, nè nelle stranezze da furente, nè nel congiurare da traditore, nè nel servire da schiavo: esso sta nell'ordine, nell'integrità dei costumi, nel rispetto alle leggi, nella temperanza, nella costanza infine non meno di fare il bene che di astenersi dal male. Questo da voi si richiede. I principi, coll'accomunare a tutti i pubblici doveri e diritti, col ravvivare le instituzioni della milizia, col ricrearne e favorirne i buoni studii, col suscitare le virtù pubbliche, coli'educarvi la gioventù, compiranno l'opera.

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