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denti con sommessa voce e confusa'-- Avere o Parere un calabrone in un fiasco o in un orciuolo , Favellar fra' denti in modo che non s'intenda Parlare con reticenza, vuol dire Ommellere volontariamente nel discorso quel che si dovrebbe dire.

PARLÅR FORA DEI DENTI, Dir che che sia fuor de' denti, vale Dirlo arditamente; con asseveranza; con libertà e franchezza Dirlo fuor fuora o Darla fuori , Spiegarsi, Manifestare quel che si ha nell'animo; Dir la cosa com'ella sta, che anche dicesi Dir la cosa spiattellatamnenie com' ella sta.

PARLÅR IN AMARO, delto in maniera di gergo, Parlare furbescamente o in lingua ionadattica, in gergo.

PARLÀR LISSO, V. Lisso.
PARLÀR MELENSO,

V. MELENSO.
PARLAR MEZE PAROLB ,

Fare affollata un'affollata, Favellar troppo e frastagliatamente.

PARLÀR MOZZO O sMozzeca, Cincischiare; Favellare rotto, cincischiato, adden

, tellato; Purlare smozzicato.

P:NLAR PER BOCCA D'ALTRI, V. Boca.

PARLÅR PER DRITO B PER STORTO, Parlare a ritto e a lorto, a ritto e torlo, a drillo e rovescio, e ragione e a torlo, Comunque.

PARLÀR POCO B ADASIO, Parlar a miccino, a spizzico, a spilluzzico, a spicchio

'Prosare val Favellare troppo adagio e ascoltar sè medesimo - PARLA MANCO CHB TI POL, Parla poco

ascolta assai e giammai non fallirai, Odi molto e parla poco. Chi parla poco gli basta la metà del cervello, e vale Ha un minor impegno chi par

bacchio, a caso, a casaccio, a fata, a vanvera, a gangheri, alla carlona.

EL PARLARIA SOTO Aqua, Darebbe parole a un leggio, cioè Non finirebbe mai di parlare.

I MURI PARLA, V. MURO.

Parló CO LA BOCA PBR TBRA, Maniera di alcuni che intendono dire, Parlo con rispelto, col dovuto riguardo, umilmente e simili.

PBR GNENTB NO SB PARLA, E' non sigrida al lupo ch'ei non sia lupo o can bigio; E' non si grida mai al lupo ch' egli non sia in paese; non s' abbaia a vôto. Quando si parla di qualcheduno non se lo fa senza fondamento.

TORNAR A PARLAR, Rifavellare - Rifavellarsi

per

Abboccarsi di nuovo a parla

a

re.

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.

PARLARAZZO, s.m.Cuttiva lingua, per lo più si dice Di qualche dialetto italiano non bene inteso da Veneziani, V.SCHIAUSSÀN.

Jo altro sign. Parlare laido , schifoso, cioè Discorso contrario all'onestà del co

stume. PARO, Lo stesso che Per, V. PAROCHÈTO, s. m. e anche DURACHIETO,

Parrucchetto, Specie di Pappagallo verde con collare e petto rosso e gola nera, detto da'Sistematici Psiltacus Alexandri.

Parochieto, dimin. di Parroco, Piovanello, Piovano di poco conto. PAROCHIÀN, s. m. Popolano, Quegli ch'è sotto la cara d'una parrocchia. E quanilo si parli delle persone e del popolo d'una parrocchia, dicesi Popolani o Parrocchiani nel numero del più. Nell'uso però si scrive da'parrochi Mio parrocchiano, benchè in Lingua Parrocchiano voglia dir Parroco, come si vede qui sotto. PÀROCO, s. m. Parroco e Paroco e Parroc

chiano, Prete Rettore della parrocchia. PAROL, Lo stesso che CALDIERA, V. PAROLA, s. f. Parola, detta altrimenti Vocubolo; Voce; Dizione e Termine. V. TER

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entro di esse si toglie una lettera o sillaba.

PAROLA STORTA, Parola torta, detto fig: e vale Ingiuriosa.

PAROLA VBRA, Vocabolo o Termine proprio, Quello che devesi usare per esprimere il significato. Improprio è il suo cortrario. V. TBNICO.

PAROLE CIMBGHINB, Occhi di pulce, dicesi figur. di Scrittura troppo minuta.

PAROLE COCOLOSB, V. Cocoloso.

PAROLE DA COLEGIO, (Locuz. speciale de' tempi Veneti, la quale in senso retto riferivasi alle parole o risposte prulenti date da' patrizii componenti il Collegio a chi si raccomandava loro per qualche affare pubblico pendente ) Maniera ora metaf. che vuol dire Parole da oracolo o anfibologiche cioè dubbie o di doppio senso; o Parole cortigianesche, e s'intende Cortesi bensì, genlili ed umane, ma senza impegni o promesse disünilive

SEMPRB BL ME DA PAROLE DA COLEGIO, Sempre egli sta sulle generali o spaccia pel generale, si dice di Coloro che domanilati o richiesti d'una qualche cosa rispondono finalmente senza troppo volersi riscrignere e venire, come si dice, a' ferri. Parlare con involtura poi vuol dire Dar cenni o parole ambigue per non si lasciar appostare.

PAROLE CHE NO CONTA, Parole da vegghia ; Invenie; Venie , Parole superflue, chiacchiere.

PAROLE DE L'ABBCÈ, Lettere dell' alfabelo, colle quali formansi le parole. V.LBTERA e Vocal. PAROLE EQUIVOCKB ,

Detto o Concello anfibologico, cioè Accozzamento di parole che hanno sentimento doppio od equi

Parole grasse, dicesi anche in dialelto per Oscene, disonesle. V. PAROLAZZA.

PAROLB MAGNABORASEGAE, Parole o Lettere abrase; e quindi Abrasione di lettere o di parole, dicesi Quando le lettere per recchiezza o

per

altro motivo sono difeltose o mancano.

PAROLB SGIONFB, Parole gonfie, ampollose, e fu anche detto pregnanti: dicesi del parlare e dello scrivere allorchè è troppo gonfiato e grande o superbo.

PAROLE TONDE, Parole ferme o di buon sapore , Parlare schiettamente.

Parola o Nome, T. Mil. Segno militare o parola che si dà per la notte alle ascolte e ai corpi di guardia e che si riscontra dalle ronde. Quindi Dare o Pigliare la parola. DAR BONB PAROLE B CATIVI FATI,

Dar baggiane; Dar o Vender bossoletti; Dar vesciche per palle grosse; Far corre il gallo, canta bene o razzola male. Le parole son buone ma i cenni dolorosi. Tal ti ride in bocca, che dietro te l'accocca. Avere o Portare il mele in bocca e il rasoio a cintola. E come la pecchia che ha il mele in bocca e ľago nella coda. Da buone parole e friggi. DAR DE LE PAROLB,

intertenere; Dar parole; Tenere a parole, Non venire a' fatti - Largheggiar di parole vale Esser largo a promeitere. V. SPAMPANATA.

la poco.

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MINE,

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BB,

e

PARLÅR SBOCAIZZO, V. SBOCAIZZO.

PARLAR CON FONDAMENTO, Parlare o Fa. vellare o Dire alcuna cosa con fondamento o con fondatezzo o fondatamente.

PARLÅR SENZA FONDAMENTO O IN ARIA, Tirare o Saettare in arcata ; Bociare in fallo, Dir che che sia senz'averne fondamento di notizia. Tirare di pratica , si dice di Coloro i quali ancorchè non sappiauna qualche cosa , ne favellano nondimeno come se ne fossero maestri,

PARLAR SENZA INTOPARS3, Parlare senza sdrucciolamento, Parlar francamente. PARLAR SENZA OFBNDEN,

Dare che non si dolga e dir che non dispiaccia.

PARLAR SENZA ORDENB, Strafalciare , Delto per similitudine.

Fare un soliloquio.
PARLAR SORA DEI COPI, V. Copo.
Panzia SOTO METAFORA, V. METAFORA.
PARLAR SUL SODO, V. PARLAR DA SENO.

CHI NO PARLA NO GA GNBNTE, In bocca chiusa non entrò mai mosca, cioè Chi non chiede non ha: simile all'altro A chi chiusa tien la bocca, buon boccon giammai non tocca.

CON CHI PARLIO MI? Espressione fam. di rimprovero, Mai più, e vale Su via, finiscila.

EL PARLA CH'BL PAR UN LIBRO STAMPA, Purlare posaramente.

EL PARLA PERCHÈ EL GA LA BOCA, Bocia in fullo; Apre la bocca e soffia; Parla al

PARLAR SOLO,

ď orore,

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Parola D'UNA SILABA, Monosillaba o Monosillabo e Unisillabo

DB DO SILABisillabo o Dissillabo

DE TAB SI• LABB, Trisillabo

DB QUATRO SILABE Quadrisillabo - DE CINQUB, Quinquesil

DB labo Polisillabo o Moltisillabo, Di più sillabe.

PAROLA DA RE, Parola di re, etc. vale Parola da osservarsi senz' alcuna eccezione, e che, come disse l'Ariosto, Non ne manchi pure un ioba.

PAROLA CHB NO TIEN, Far delle sue parole fango, Non mantener la parola nè attener le promesse. Fare a farciullo o a bambino - Portar la fede in grembo, vale Esser facile a mancar di parola. PAROLA CHE PELA,

V. PELÅR.
PAROLA CAB PONZE ,

Puntura ; Motto pungente. V. BOTONÀÁ.

Panola mozza, Afferesi, T. Grammaticale, Troncamento di lettera o sillaba in principio della parola.

PAROLA SCURTADA, Sincope o sincopa; Leva in mezzo, Figura di parole per cui

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e per die

e

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cessivo che uno patisca, sia per qualche riguardo o soggezione. PARONA, s. f. Padrona, Padronessa, La femmina del padrone. LA MIA PARONA ,

diccsi alcune volte per Mia moglie.

FAR DA PARONA, Donneggiare, Far da padrona. V. SDRAGHESSÁR.

PAROXA DE POSTO, Lupanarista, Donna padrona di lupanare. PARONCÌN, s. m. Padroncino, Piccolo padrone o il Figlio del padrone.

PABONCINI SALVADBGHI, Locuz. fam. Bravaccioni selvatici, cioè Supposti. PARPAGIOLA, S. m.e per lo più in plur. PARPAGIOLB o PAVEGIOLE DEL FORMENTO, Parpaglioni, Farfalline che abbondano ne' granai, notissime. Le larve di queste tignuole si dicono comunemente Vermi del grano e vivono della sostanza interna

esso, facendo talvolta de' guasti terribili. Il suo nome sistematico è Phalena Tinea granella. Lo stesso nome si dà alle Larve del Curculio Frumentarius granarius, presentandosi esse sotto la forma di vermetti. V. VBRMB. PARPAGNACO, s. m. Nome che si dà al Pane di farina di formentone condito con diversi ingredienti.

Dello per agg, a uomo, vale Babboccio; Capocchio; Fagiuolo; Pecorone ; Coglio

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Dire serra

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e

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ne.

LB BONE

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DAR PABOLA, Locuz, usata del seguente dellato, Gub DAGO 3 V8 DAGO PAROLA, Vi assicuro o Vi accerto; Per fede mia

VE DAGO PAROLA CH'BL MB PLASB ; VB DAGO RAROLA CHE NO AVARIA MAI CREDBSTO CHB etc. Vi assicuro o Siate certo che mi piace; In fede mia non avrei mai creduto che etc.

DAR PAROLA, in T. del Foro • Vencto, voleva dire Preslare assenso e volontà PAROLA DE VOLONTÀ A RESPONDER,

dicevasi La promessa del reo convenulo di rispendere entro olto giorni

PAROLA DE NOMINÁR ORDENARI, era L'assenso per nomioare gli Avvocati ordinarii. V. Avvoca

PAROLA DB DBPUTÁN, L' assenso di destinar giornata per le aringhe.

DIR LB PAROLE IN CROSB, Dir parole risentite.

DIR QUATRO PAROLB FISSB, tamenle, vale In maniera concisa.

LASSÀN SC LA PAROLA, Lasciar uno at la fede , vale Lasciar libero un prigioniero sulla sua promessa di rappresentarsi o di vilornare a un dato tempo.o di adempire alcuna condizione prescrittagli.

LE PAROLB NO PAGA DAZIO, V. Dazio.

LE PAROLB LIGA I OMBNI, Le parole e i contratti legano gli uomini, vale che gli obbligano a mantener le promesse, venienze etc.

LB PAROLE TANTE VOLTE PA MAL, La lingua non ha osso e fa rompere il dosso, Molte volte puoce il parlare PAROLE “GIUSTA, Le buone parole acconciano i ma' fatti.

Magvir LB PAROLE, Mangiarsi le -role, Non esprimerle bene. Ingoiarsi le parole, Proferirle in gola che non s'intendano. Biasciar le parole, Tentennare a proferirle. Annodarsi le parole nellu gola, Non poler proferire.

MASTEGÅR LE PAROLE, V. MASTEGÅR.
MozziR LE PAROLE

Ammazzar le parole, Non terminar di pronunziarle.

NO SAVÈR DIR QUATRO PAROLB, Non saper accozzar due parole, vale Non esser atlo a dir nulla.

OMO DB PAROLA, V. Omo.

SCAMBIẢK LB PAROLE, Sdire , Dis dire. V. Disdir.

SERAR LB PAROLE IN BOCA O IN GOLA, Tagliar le parole in bocca, vale Mozzare o interrompere altrui il favellare.

STAR SU LA PAROLA 0 STAR IN PAROLA , Star sotlo o sopra la parola o Star sopra la fede, vagliono Assicurarsi d'alcuna co

per la parola o promessa avutane.
TACARSE DE PAROLE ,

V. Tacar. TOR LB PAROLB FORA DB BOCA , Furarle mosse, detto ligur. Prevenire in dir cosa che altri avesse in pensiero di dire - Guastare o Rompere luovo in bocca, vale Interrompere il parlare. PAROLÅDA, Lo stesso che CALDIERÅDA. PAROLAZZA, s. f. Parolaccia, pegg. di Parola. Parola grassa, vale Oscena , disoncsta

NB LE BONB SOCIETÀ NO CORB PAROLAZZB Disdicon nelle femmine più basse, non che nelle più nobili e civili; i moti sconci e le parole grasse, La sentenza è di

chiaro significato. Così pure quell

' altra, Le parole disoneste corrompono i buoni costumi. PAROLÈTA e PAROLINA, s. f. Paroluzza o Paroluccia; Paroletla; Parolina e min. Parolinetta, DIR DE LB BRLB PAROLINE ;

Dar caccabaldole; Dar la soia, Far le paroline per entrar in grazia d'alcuno. Dir paroline dolci e fregiate ; Dar il lecchetto o il lecchettino, Paroluzze melate, gentili, graziose, leccale · Far cacherie, Usar modi stomachevoli nel trattare Dir delle belle parole lisciate. V. MIGNOGNOLB,

CoCOLBZZO e MERDA. PÀROLI, s.m. T. di Giuoco, Paroli o Po

o sta doppia, Nel giuoco del faraone o della basseita significa il doppio di quello che si è giuocato per la prima volta, ed anche quell'orecchia o piegatura che si fa alla carta per segno del paruli

. PAROLO V. CALDIERA. PAROLÓNA, s. f. Parolona e Parolone, Parola grande, cioè Gonfia; Sesquipedale, intendesi Quella che si pronunzia.

PAROLONB; Letlere di scatola ; Lettere di speziali, dicesi per esprimere lettere grandi. Letteroni. PAROMA, s. f. T. Mar. Paroma, Corda raddoppiata e legata verso ad un lerzo d'artenna, la qual corda vien formata insieme coll’Amante per sospender l'antenna. V. MANTE. PARÒN e PATRůx, s. m. Padrone, chiama

si generalmente Quello che ha il dominio o la proprielà di qualche cosa. Diciam Padrone al Capo di famiglia in riguardo ai domestici ch'egli ha sotto di sè.

PARON COMPAGNO, Compadrone.

PARON DE BARCA, Padrone, Quello che soprantende alla barca e la regola - PA

PaRON POSTIZZO, V. Postizzo.

Parox, ovv. PARÓN SALA ? Modo di salatare, Padrone; Servo suo.

ESSER PARON ASSOLUTO, Esser messere e madonna ; Esser sedere e scranna FAR DA PARÒN, Far il nessere, si dice Quando si vuol soprastare agli altri padroneggiando.

FARSB PARÙN, V. PATRÓN.

FARSB PARÒN D'UN AFAR, Impadronirsi o Impossessarsi, dello melaf. vale Intender bene una cosa, Mi sono interamente impadronito della materia del discorso, fatto etc.

PRINCIPIAR A FAR DA PARÙN; l'scire di donzellina, Uscir della direzione alırui, operar

liberamente. RESPETAR EL CAN PER EL PARÒN, V.Can.

QUANDO EL PARÓN NO GA CBRVBLO, CASA VA IN MALORA, Quando la donná folleggia; la fante donneggia, e vale che Quando il padrone non ha cervello, comanda la servitù. SERVIR A DO PARONI NO SB POL,

V. SBRVIR.

STAR A PARÙN, Essere o Stare a padrone, cioè Con padrone. No so.7 PARÓN DB MOVBAMB ,

vuol dire Non posso muovermi, sia pel freddo ec

a

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PARSÈMOLO . PARSÈMBOLO, s. m. Petrosemolo o Prezzemolo e Petrosillo; Petron sellino e Petrosello; Appio domestico, Erba notissima di grato sapore, di grand'uso come condimento, delia a Roma Erbetta e da' Botanici Appium Petroselinum.

MI SON PARSEMOLO, si dice fam. e fig. perchè il Petrosemolo ha la proprietà di allignare in qualsivoglia lerra e perfin ne? buchi delle muraglie. Onde la locuzione, vuol dire, lo son indifferente, Son senza volontà, fo la volontà degli altri, Sto a tutto. PARTAGIO, s. m. Partigione; Ripartigione; Spartimento; Spartizione, Divisione in parti. PARTAMENTO, s. m. Appartamento,

Aggregato di più stanze. PARTE, s. f. Parle, Porzione, Contingen

Parti gravi, in Commedia diconsi Le parti serie, contrario di Buffe o Giocose.

Parte (da Pars, voce lat. barb.) chiamarasi a'tempi della Repubblica Veneta un Decreto o Legge o Risoluzione ch'era presa a partito da un Consiglio lanto sovrano che suddito legalmente convocato.

-MBTBR 0 MANDAR PARTB, Mettere; Andare o Mandare il partito, cioè Proporre la deliberazione d'alcuna cosa ai suffragi d'un’adunanza LA PARTE CHE ANDO

VOLÈR UNA PARTE, V. VoLBR.

PARTB, dicono le nostre npe idiote anche

per

Parto - DONA DA PARTE 0 Esa SBR DA PARTE, Donna in puerperio.

PARTE DA DR10 , Parte diretana o posteriore.

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FAR UNA PARTÍA DB DISCOR$0, V. Die

nanzi.

SCORSO,

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PARTIA D'AMICI, Brigata d'amici.

Partha D'IMBRIAGHI, Brigata o Matassa dubbriachi. PARTIAQUA, V. SPARTIAQUA, PÀRTICA, s. £. Detto per idiotismo dal basso popolo nel sign. di Pratica, Espe

rienza. PARTICO, add. Pratico, Sperimentato ,

Versato, PARTICOLA, s. f. Comunichino, Particola d'ostia onde s'amministra a'Cristiani cattolici l'Eucaristia. PARTICOLAR, s. m. Privato, Persona di estrazione civile ma non nobile. V. TABA

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un

prese,

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se.

RO.

Pantio, dicesi per Impresa ; Appalto; Ferma daziale - L'HA TOLTO BL PARTIO DEL TABACO O DEL SAL, Assunse la ferma del tabacco o del sale, cioè La ebbe in appalto o in aflillanza.

Partio, vale anche nel sign. di Parle, cioè Fazione per sostenersi e favorirsi contro altri d'affetto, di genio o d'interesse contrario - FAR PARTIO, Far fazione ;

ESSER DEL PARTIO, Parteggiare, Tener parte, che anche dicesi Setteggiare

CAPO o CAPOTRUPA DE PARTIO, Capo o Fondator di fuzioni o Fazionario, Capo di parte lumultuante.

Dona DA PARTIO, Femmina di partito, vale Meretrice.

QUEI DEL PARTIO, I partigiani, i zelatori.cioè i difensori ardenti di che che

Far parte

PARTICOLÅR, add. Particolare o Particulare, Singolare, Peculiare.

LA XE UNA COSSA VERAMENTE PARTICOLÅR, Ella è cosa veramente strana o stravagante.

IN VERITÀ VU SË PARTICOLAR, In verità siete curioso, stravagante , aromatico, Locuz. famil, V. PALICARIA. PARTICOLARIZAR, Particolareggiare; Particolarizzare, Distinguere con particolarità.

PARTICOLARIZARSE, Singolarizzarsi, Farsi singolare, Cercar di distinguersi. PARTIDANTE O PARTITANTE, s. m. Impresario; Fermiere, Appaltatore di qualche dazio affittato dal pubblico. V. Par

yIA,

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e

sia.

PARTE DAVANTI, Parle anteriore o diPARTE MORTA, Membro mortificato e che in mortificazione, che ha una totale estinzione di senso.

DA PARTE DE PARE O DE MARB etc. Da lato elc. cioè Dal canto. DAR TERB O ANEMALI A LA PARTE,

Dare a soccio. V. Soceda e MBTADÌA. ESSER EL PRIMO A TOR SU LA PARTE ,

Ottenere le

prese;
Avere le

vale OLtenere che altri delle parti fatte sia il primo a pigliare. FAR LA SO PARTB ,

Far la sua quattrinata.

LASSAR DA PARTE, V. LASSÀR
LB PARTE DA BASSO, Le parti vergogno

Sesso, dicesi anche ad amendue le parti vergognose sì del maschio che della femmina.

MBTER DA PARTB O DA BANDA, V. BANDA.

No AVÊR ARTB NŜ.PARTĚ IN UNA Cossa, Non essere impacciato o ingerito ne pun

рипto poco etc. —SB TO PARB TB CAZZA

MI NO GHE X'HO NĚ ARTB NË PARTE, Non è mia la colpa se tuo padre ti scaccia. STAR DA PARTE, Star da , da

parte; Separato dagli altri.

TOR IN BONA O CATIVA PARTE, Pigliare; Tornare;

Recare e simili in buona o mala parte, cioè in per 'bene o in per male. PARTÈGOLO, s. m. T. de' Vetrai, Riavo

lo, Strumento di ferro lungo e ritorto, con cui si rimescolano de materie fluide nella fornace del vetro. PARTESANA, s. f. Partigiana, Specie d'arme in.asta che usavasi da' nostri anticam., ch'era una Mezza picca; e vien dal Francese Pertusane, da Perlugiare, Forare, PARTESÈLA, s.f. Particella; Particina, Piccola parte.

FAR LE PARTESÈLB, Sparlire; Dividez'e e Suddividere — Detto in T. di Stamperia. Mettere insieme. È il riunire più fogli o più parli o più volumi d'un medesimo libro. - INCORPORAR LB PARTESELE, Unire i corpi , E il riunire per continuazione o per volume le divisionio pari d'un' Opera impressa, i cui fogli sono stati uniti o piegati. PARTÌA, s. f. Partita, Quella nota o memoria che si fa di debito o credito in sui Jibri dei conti. PARTIA AVERTA,

Debito acceso, vale Non pagato.

IMPIANTAR UNA PARTÌA A UNO, Accendere una partita, cioè Scriverlo debitore al libro.

PARTIB DE LA PORTA O DEL BALCÓN, Imposte dell'uscio o della finestra, Il legname che chiude l'uno e l'altra.

PARTIE DE LA VELADA, Petti; Busti, Le due parti davanti di un giustacore o camiciuola che si

soprappongono e s'alfacciano o si abbottopano dalle due bande.

Partia DEL ZOGO, Partita.

LA PRIMA PARTIA XB DEI PUTÈLI, Il primo si ai putii, Cosi dicono i giuocalofi quando perdono il primo giuoco.

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PARTIDOR, s. m. Regolatore, Macchina di muro o di pietra colle sponile perpendicolari, per cui scorre l'acqua da misurarsi-Partitore, presso gl' Idraulici è il Distributore delle acque delle fontane e delle gore d'irrigazione. PARTIDOR DA ORO,

V. PARTIORO. PARTIDŮRA, s. f. Sparlito, T. Musicale: Pezzo di musica ove stanno scritte insieme lutie 'le parti si vocali che istrumentali. PARTIO, s. m. Partito, cioè Via, Modo,

. Guisa A NISSUN PARTIO HO PODUDO VINCBRLA, A nessun partito ho potuto vincerla - E talvolta in dietro tornando per niun partito passar voleva.

Partito, dicesi per Palto, Condizione, Accordo SB LA VOLÈ A STO PARTIO, Se la volete a questo partito, cioè A questo patto — Fate qualche bel partito, io io farò etc. — Il partito è questo.

Partito per Risoluzione; Determinazione — L'HA ZA CHIAPÀ BL SO PARTIO , Egli ha preso partito riciso, cioè Si è giá delerminato, ha preso risoluzione certa.

Partio, Partito, vale Ripiego, Spediente, Rimedio — No so TROVAR PARTIO, Non so trovar partilo, cioè Rimedio, Spedien

Go MOLTI PARTII, Ho maniello ad ogni acqua, cioè Partiti da prendere.

Partio, dicesi anche nel sign. di Trovatello; Pretesto; Occasione del petrosemolo, e prendesi in mala parte — QUBSTO ZB UN PARTIO, Questo è un pretesto, un'invenia, un trovatello, un inganno

METER BL CERVELO O LA TESTA A PARtio, o A SEGNO, Rimettere o Far tornare altrui il cervello in capo, dicesi del Ridurre altrui alla ragione e al dovere. Essere o Tornare in cervello, Esser o Tornar colla mente chiara. Tenere o Fare stare altrui in cervello, Far vivere altrui con moderazione Mettere il cervello a bot

tega, vale Industriarsi, Ingegnarsi. PARTIO, add. Partito, da Partire. V. Par

Tix.
PARTIÓN, 8. m. Partilone accr. di Parti-

la di giuoco: intendesi di Partita lunga. PARTIORO, s. m. Partitore o Spartitore, appresso i Chimici e gli Zecchieri si dice Colui che separa o partisce i metalli, cioè affina l'oro e l'argento separandogli da

parti eterogenee. PARTÌR, v. Partire e Partirsi, Andar via,

Allontanarsi, Assentarsi dal luogo dove uno è, Irsene, Dipartirsi.

PARTIR SUL PIÙ BELO, V. Belo.

Partire , vale ancora presso noi nel sign. di Far parti, Separare, Distinguere.

Partire, si dice de' metalli quando si sciolgono o si separano l'uno dall'altro con acqua forlc o simili; e quindi l'acqua forte è anche delta Acqua da partire. PARTITANTE, s. m. Fermiere; Impresa

rio; Appaltatore, Abboccatore d'una ferma o derrata pubblica. Con tal nome si conoscevano solto la Repubblica Veneta i Fermieri del sale, del tabacco, dell'olio

- FAR EL PARTITANTE; Essere fermiere o impresario. PARTITANTE,

llo per agg. a Persona, Partigiano, Che parreggia , ch'è aderente a una fazione e anche ad una opinione. Parziale, che parzialeggia; Zelulore,

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e

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che un benefiżio semplice di puro

litolo, senza veruna attribazione e senz'alcuna in gerenza

in affari criminali. Quindi era comune il dettato volgare APBLARSE AI CINQUB A LA PASB, per dire Ricorrere a chi non ha diritto di giudicare APBLEVENE AI CINQUE A LA PASB , diccvasi per ischerzo a colui che lagnavasi ingiustamente di qualche sopruso ricevuto. PASENTAR, v. T. di Chioggia, Abbonac

ciare; Acquietare; Far tacere. PASQUA, s. f. o PASQUA GRANDA, Pasqua; Pasqua di resurrezione; Pasqua d' uova; Pasqua fiorita - PASQUA ALTA O BASSA, V. Auto.

PASQUA DE MAZO; Pasqua rosata, cioè La festa delle Pentecoste.

PASQUA PEFANIA, Idiolismo della plebe e vale l'Epifania Dicono ancue PasQUA PBFANIA LB RAVE PERDB L'A ANEMA, vale che Dopo l'Epifania , cioè dopo li 6. gennaio, le rape cominciano ad essere sciapile.

FAR LA PASQUA; Pasquare, Prender pasqua, cioè la Santissima Comunione, AvỀN BL MÀLAN E LA MALA PASQUA,

V. in MalẢN. PASQUÈTA, s.f. Epifania o Befania, vo

ce bassa , La festa dell'Epifania. PASQUIN PELOSO, T. di gergo, e vale

Agnello. PASSA. Più DUSENTO B PASSA DUCATI , Dugento ducati e più ancora, Più di du

e

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PARTO,

dicesi fig. per

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e

PARTIZION, s. f. Ripartizione ; Ripartigione; Ripartimento, Divisioni in più parti. PARTO, s. m. e talvolta Pante, Parto, il partorire ed anche La creatura partorita.

Parto FALSO; Mola, Quella massa di carne informe che si genera dell'utero in luogo di feto.

Parto INFANT\;. Parto supposto o supa positizio o sottoposto, Falsificato, cioè Quando una femmina finge d'aver partorito e prende un bambino altrui per proprio; o Quando si cangia dalla feminina. al maschio e viceversa.

Dona DA PARTO O DA PARTB; Puerpera; Donna di parto o tenera di parto,

Che ha di fresco partorito

Essere di parto o Stare in parto , dicesi dello Stare le donne in riposo dopo il parto - Soprapparto, L'allo o Il poco prima o dopo il partorire.

TEMPO DEL PARTO; Puerperio, L'incomodo del parto e le purgazioni.

MORIR DA PARTE , Morir di parlo o sopra parto o sopra partorire, Morire a cagion del parto.

Trovato; Inven. zione o qualsivoglia produzione. Parto della sua penna; Parto del suo ingegno e simili.

Detto fig. vale anche per Pretesto; Scusa; Inganno QUESTO XB UN PARTO, Questa è una tua invenzione, una scusa; Questo è un pretesto. PARTORÌO; Partorilo, add. da Partorire,

PARTORÌO D'UNA VACA , Espressione bassa e d'oltraggio; Bastardo; Bastardone; Mulaccio; Nato di cento albumi. PARUSSOLA, s. f. T. degli Uccelatori Cincia o Cinciallegra maggiore o Cincinpotola, detta nella Romagna SPARXUZZOLA, nel Bolognese Poligola, e nel Bellunese Potasèca. Uccelletto di passo, chiamato da Linneo Parus major, che si vede però fra noi tulto l'anno e nidifica ne' tronchi d'alberi, deponendo sino a quindici o sedici uova. PARUSSOLİN, s. m. Uccelletto chiamato italian. Cinciallegra piccola turchina, delta da' Bolognesi ROSPEDINO e FRATINO e da Linn. Parus cæruleus. Egli nidifica benchè di rado nelle nostre campagne come la Cincinpotola, e depone numero maggiore di uovicini. PASE, s. f. Pace, Concordia pubblica e privata tranquillità.

ANDŠ IN PASB; Andate in pace; Vatticondio; Dio vi dia pace,

Modo di licen. ziare i poveri, augurando bene:

MBTERSB BL CUOR IN PASB; Darsela giù; Por giù l'animo , Non pensar più a che che sia. Darsi

pace. FEMO PASB, Facciam pari, Pareggiamo i conti.

CINQUE A LA PASB; Uffiziali alla pace, chiamavasi una Magistratura del Governo Veneto, instituita già nell'anno 1205. per ricevere le denunzie de' casi criminali, che prima erano portate al Doge ed al Magistrato del Proprio. Negli ultimi tempi della Repubblica questa Magistratura non era

gento ducati.

PASSA. add. Passato; Trapassato; Tras

orecchio di mercante ; Passarsi legger mente ďuna cosa.

DAR UNA PASSÅDA A UNO; Far una ripassata ad alcuno o una sudicia ripassata, vale Correggerlo, Ammonirlo con grida e minacce. PASSADİN, add. Sommoscio ; Appassito

alquanto; Alquanto moscio; Soppasso, Dicesi delle frulle o di che che sia che aba bia perduto la freschezza Stracca si din ce delle Carni degli animali morti allora che cominciano a puzzare.

Stracotto, vale Cotto eccedentemente.

LA XB PASSADIVA; Ella è attempatetta; Il merlo è passato di del rio o del Po. La merla ha passato il Po, Dicesi del Mancare il fiore dell'esser suo in che che sia: per esempio nella Donna e simili. V. Stravanto, PASSADINA, s. f. dimin. di Passada DAR UNA PASSADINA A LA CARNE, Fermar o Risar le carni, dicesi del Dar loro una prima collura quando son: vicine a patire perchè si conservino..

DAR UNA PASSADINA AL LETTO; Intiepidire o Scaldeggiare il letto, Leggermente scaldarlo,

DAR UNA PASSADINA A LA LBZIÓN, Dar una scorsa alla lezione, Rileggere brevemente la lezione , Rivederla con prestezza.

DO PASSA DINB SU LA CURAMÈLA, Due ligiate, Due fregatine sulla striscia di cuoio per assottigliare la filatura de' rasoi. PASSADOR, s. m. Passatore; Navichiere; Passeggiere, Quello che passa altrui sulla barca da una all'altra sponda de' fiumi. PASSADORA, s. f. T. de Cuochi; Stamigna di rame,

Sorta di strumento ad uso di cucina, fatto a foggia di pentola col manico di ferro e lutta bucherata , per uso di colare, PASSÅGIA, s. f. Chiudenda, Quella chiusa che si fa negli orti oʻriparo con siepe posticcia o altro. PASSÅGIO, s. m. Passaggio; Passamento, Il passare da un luogo all'altro o da una cosa detta ad un'altra da dirsi.

Passaggio, dicesi anche al Luogo dove si passa.

PASSAGIO DB TEMPO; Travalicamento di tempo;

Trascorrimento di tempo. PassaGIO DA UN DISCORSO A L'ALTRO ; Transizione, Artificio rellorico con cui si passa elegantemente da una cosa all' altra.

PASSAGIO PER UNA CIBSA, V. PASSADA.
DB PASSAGIO,

detto avverb.
OSBI DB PASSAGIO,

V. in PASSÅDA. Passagi', in T. di Musica, Gorgie, Accenti e passaggi brevi fatti con vibrazioni

pronti tremori di voce. (TRILO ). Onde Tirar di gorgia, dicesi di Chi nel cantare sembra per dir così ch'egli increspi la voce. PASSALIZIO, V. PASSATIZIO. PASSAMAN, s. m. Passamano; Spineta;

Trina. PASSAMANÈR, s. m. Passamanaio, Quell'artefice che lavora in passamani.

C01'50.

SADIY.

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FRUTI PASSAT; Smaccato; Sopraffatto; Immezzito; Divenuto mezzo, Dicesi del le Frulta o altro allora che per soverchia malurezza o simili, perdono della loro naturale sostanza e proprio sapore.

PUTA PASSÀDA; Pulcellona, Femmina fuor dell'età ordinaria di maritarsi, V.Pas

PassÅ CO FA UN CRIŠLO, Forato come un vaglio, Pien di fori, di buchi.

PASSÀ DAL DOLOR, Penetrato; Addolorato; Afflicto; Risentito. PASSADA, s. f. Callaia ; Calla; Varco; Valico, Passaggio che si fa nelle siepi. V. PASSAGIA.

PASSADA DE OSBLI; Passata ; Passaggio e Passo, dicesi il Passaggio degli uccelli ne' tempi d'Autunno; e quindi Uccelli di passo diconsi Quelli che

passano

in certe determinate stagioni.

Passada, T. degli Uccellatori ; Tesa ; Passo, Luogo acconcio per

tendervile ti o comodo al passar de tordi o d'altri uc

re

celli di passo.

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Passada DB CAVĚLI, T. de' Parrucchieri, Passata, Sono tre dozzine all'incirca di capelli che s'intrecciano sulle sete quando si fa una parrucça. DAR PASSÅDA A UNA COSSA,

Passarsela in leggiadria; Passarsene; Passarsela leggiermente; tacitamente, vale Non badare, Non far caso, non risentirsi, o anche Procederne senza rigore in che che sia. Dar passata; Chiudere un occhio; Fær

s.m.

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mane.

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PASSANTE, 6. m. Passante, Specie di coltello ad uso de' postiglioni e vetturini.

PASSANTI, Sottili striscioline di cuoio che sono nella briglia. V. Bria. PASSÅR, s. m.- PASSAR DEL TEMPO ; Core 50; Decorso; Trascorrimento; Lasso di tempo. PASSÅR, v. Passare, Andar da uno all'altro luogo. PASSÀR AVANTI B INDRIO;

Far le

passan te; Fare degli andirivieni. PASSAR ARBNTE; Rasentare, in passan

In do quasi accostarsi e non toccare.

PASSÀR BANDA; Andar prigione - Faa PASSAR BANDA,

Far imprigionare o carce

e

PASSARSBLA CON DISINVOLTURA, Passar sela in leggiadria, vale Non badare, non far caso, non rinsentirsi d'on pregiudizio, d'un torto. V. MARGARITA.

No Me LA POSSO o No MB LA SO PASSÅR, Non la posso sgozzare, cioè Dimenticare, Comportare.

PASSAR&B TUTO, Immollarsi, Bagnarsi. PASSARSB SU I DBI UNA COSSA, Passarla guazzo,

dicesi met. di Cosa che si faccia inconsideratamente. Io non la voglio passare a guazzo questa cosa.

PASSÀR UN FIUMB, Valicare o l'arcare un fiume, che anche fu detto Segar l'acqua Valieare un fiume a guado; Guadare. PASSÅR UN LIBRO, o simile,

Scorrere o Trascorrere, dicesi per Leggere o Vedere con prestezza. V. REPASSAR.

PassÅR UN MONTB, Scollinare; Travalicar le colline e i monti, Trapassare.

Passar, delto in T. di Giuoco, Far passo, vale Non far giuoco, Rinunziar al giuoco, Non legar la posta.

PassaTO LO PUNTO GABATO LO SANTO , Falta la festa écorso il palio, dicesi Quando é liniia e falla ogni cosa.

Come ve la PASSEU? Come la fute? Ca. me stale di salute o di forluna?

CoSSA CHE PASSA; Cosa transitoria; trapassevole ; passeggera, Che non ha fer

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sare.

m.

e

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2

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mezza.

mese.

corto

PASSAR DE SALARIO CINQUANTA LUB AL MBSE; Dare o Corrispondere 50. lire al

FAR PASSÅR UX POLASTRO o simile; Dar un tuffo ad un pollo, vale Alluffarlo nel brodo bollente prima di metterlo nello schidione.

REDER CHE NO PASSA LB PERLE, V. Rz

PASSARİN DEL SCHIOPO, Grilletto o Sofa toscatto, Dicesi nell'armi da fuoco quel Ferrello che toccandosi fa scattare la mola del fucile.

TIRAR EL PASSARİX, Sgrillettare, Far iscoccare lo scallo del grilletto tirandolo con un dito perchè segua lo sparo. PASSARINI— FAR PASSARINI,

Far passar le piastrelle a fior d'acqua. V. Caorto e Zogar a Caorio.

FAR UN PASSARİX, T. di Giuoco e famr. Far una passata, cioè Arrischiar di risponderc eop una carta inferiore che potrebb' esser presa da altra superiore. PASSARIOLA, Lo stesso che PassadÒRA,

V. PASSATIZIO, s. m. Cavalcavia, Arco da una parte all'altra sopra la strada.

Dícesi anche per Andito, Stanza lunga e strella ad uso di passare.

DAR EL PASSATLZIO, Dare il passo e passo cioè Concedere la facoltà di passa

re e di ripassare per alcun luogo. PASSATŮTO, s. m. Giacinto doppio, Fis

, re che ve n'ha di arie specie. PASSEGIÀR, V. Spassszik. PASSER, «. T. ant. Puscere ; Saziure. PASSÈTO,

s. m. Pusselto; Passino; Pace solino, Piccolo passo. Passo trito val Pase so piccolo e spesso.

AYDÅR O CAMINAR A PASSETI, Andare a pian passo, vale Andare lentamienle, con passo. Andar

passo passo o passo. innanzi passo, vale Andare di passo in passo, pian piano, adagio adagio.

FAR DEL PASSBTI, Camminacchiare , Camminar a stento per debolezza.

PISSETO DA BAEVIARI B OFIZI, Fermaglio, Pezzuol di cuoio o d'argento che afGbbia o tien fermo PasseTI DEI YANT NT, Fermezze o Fermagli, Certi ornati portati ai polsi per lo più calle donne.

PASSETO DA MURŠR, Passetto, Braccio, Misura nota da Muratori,

PASSETO DA SELŜRI, Segnatoio, Strumento di ferro con gruccella per far right diritti al cuoio.

PassŜTO DA. TIRÅR DE SPADA , Fioretto; Spada di marra, cioè Sepza filo per ispada da scherma.

PASSBTO DB LEGNB, Passo di legna; Pas sino, Misura di legna da fuoco.

PassetI DE LA DRIA, Passanii, Quelle sottili striscioline di cuoio che sono nella briglia; nelle quali si rimettono gli avanzi de cuoi che passano per le fibbie. PASSETO, add. Passelo, Alquanto passou

o stantio.. PASSIN, V. Passato nel primo sign. PASSIQ (EL) s..m. Voce latina , che vnot dire La Passione, cine Quella parte del cangelo in cui si narra la passione di nostro Signore Gesù Cristo e che si recita la settimana sapta. PASSIO, V. Passa PASSION, s. f. Passione, Patimento, Pe pa,

PASSIÒN DB CUOR, Pateme, Assezione d'animo, passione interna, Appassionatezza 0. Appassionamento, V. PENSIËR.

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DER.

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PASSÀR BL COYSBGIO. Locuz, dell'ex Governo Veneto. Dicevasi Non passare il consiglio, quando in uno squirtino i voti negativi superavano il numero de' favorevo

. Passare il consiglio era il contrario, cioè Passar la metà.

PASSAR EL MORBIX, V. Monbiy.

PASSARGHBLA BONA; Passare mansuetamente del fallo, Proceder senza rigore Se ne pass, Non procedette più alla veadetta Passarsela tacitamente, Non ne far molo. Passa:

12 IN BALOTAZION; Rimanere ai voti, Esser eletto a un inspiego, per volazione.

Passar I VINTI O TRENT'ANI; Avanzare o Valicare i vent'anni.

PASSARLA FORA NETA; Uscirsene o Passarsela pel rotto della cuffia; Passarsela liscia, Aver commesso un erpore e libeFarsene senza spesą danno e noja.

Passar t’amon; Disnamorarsi; L' amope gli è ito nelle calcagna.

Passar LA NOTE, V. Note.
Passia LA SHARA,

V. SMARA. PASSAR LA ZOVENT'; Trapassare o Traseorrere la gioventù.

PASSAR L'OCA ; Sollevarsi ; Divertirsi'; Svagarsi. PASSAR PER BELO;

Passar

per bardotto, slicesi di Chi non paga la parie che gli loccherebbe a una cena o in altro che sia. PASSÄN PER LA MENTE;

Girarsi nella moria; Venire o Tornare avanti, in memnoria

VB DIGO QUEL CHE NE PASSA PER
LA MENTB, Io vi dico quel che la mia men-
te bisbiglia.
PASSAR PER LE BACHETA,

V. BACHÈTA.
PASSÀR PER PROVA O PER POPB ,

Locuz. de Barcaiuoli, Trapassare dalla parte di prua o di pappa, che è il

passar barca vicino ad un'altra, o da un lato o dall'altro. PASSAR PBR UNA PEZZA ,

Feltrare, Dicen PASSA RSBLA , Passarla, Star bastantea mente bene di salute o di furtuna.

PASSÀRSELA Farla bene, Slar bem ne di salatea

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PASSARA, Uccello. V. CÈLEGA. PÀSSARA SOLITARIA, s. f. Passara solitaria e secondo altri Specie di Merla o di Tordo , detto da Linn. nella edizione X. Turdus Solitarius, e nella XIII. Turdus Cyanus, Sorta d'Uccello notissimo, che canta, soavemente e specialmente la mattina. Nelle vicinanze di Trento chia masi Merla solitaria, da'Romani Merlo. stercorario e a Piacenza Merlo sassatile, Abila su i monli

e sopra

le alle torri della pianura. PASSARA, s.f. T. de Pesc. Passerina, Pe

sce di mare notissimo, riguardato dal Naturalista Nardo come varielà del Pleurorectes Flesus di Liunco. Quest'animale ha il Corpo stiacciato, non pero quanto la Sogliola. I pescalori danno a tal pesce luc differenti nousi secondo la sua diversa grandezza; gli dicono PASSARA quando è gran

è de; Passarin quando è mediocre e LITESIÒL quando è piccolo. PASSARA, s. f. T. Mar. Si dà questo none a que' Vascelli ne quali si è demolita e mau

opera morta, e vie più convenientemente se loro manca qualche parte del

1 opera viva. PASSARÀRO, V. CELEGAŠRA. PASSARÌN, s.m. pesce, Pusserina, di mediocre grandezza e che non abbia le uova.

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