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COLO.

coprirlo e difenderne la pittura. Sono stati anche detti Ale ed Alie. PORTÈLO, s. m. Sportello, Uscetto in alcune porte grandi; e l'Entrata delle botteghe tra l'un muricciuolo e l'altro.

Porticciuola, chiamasi Una delle porte minori della Città. Portèlo, detto in T.agr.

Adito o l'ar co, Dicesi quell'Apertura che si fa nrlle siepi Calla o Callaia, Quell' apertura bassa che si fa nelle siepi per poter entrare nel campo.

Guado , dicesi a Quell'apertura o varco che si fa rompendo la siepe o il muro per entrare col carro nel campo.

PORTÈLI O SPORTŠLI DBI CANONI, T. Mar. Portelli, Fori quadrati per cui i cannoni d'una nave sporgon fuori la bocca.

VERZBR BL PORTBLO 0 FAR PASSAR PER BL PORTÈLO, Sportellare , Aprir lo sportello. PORTENTO, s. m. Portento, Voce ch'è in grand'uso fra noi nel suo naturale sign. di Prodigio o di Cosa maravigliosa e che ba molta affoilà con quella di OR

M10 FIO XB UN PORTENTO, Mio figlio è una maraviglia; Ha un talento prodigioso; E

assennato come un vecchio; Ha una sanità senza pari e simili.

A SENTIRLO A PARLAR BL XB UN PORTBNTO, Egli ha una facondia prodigiosa ; Egli è un fiume d'eloquenza; Parla che incanta.

SANIA UN PORTENTO SE PODESSB ARIVÁR A FINİR STA Leziò, Sarebbe un prodigio s' io polessi finire questa lezione. PORTIER, s. m. Portiere; Ostiario, Colui che sta alla portiera, ed è Famiglio Servo d’un Magistrato.

CAPOPORTIÈR, Mastrusciere; Capo portiere. PORTIERA, s. f. Portiera, Paramento di drappo o d'altro che serve per mettere alle porte e ripararle.

Solto il nome di Portiera ora più comunemente conosciamo quell'imposta d'uscio più gentile e più ornata di quella che chiamasi Porta; e dassi più specialmente queslo nome alle imposte di legname di nocc o di ciliegio o d'altro legname più ricercato, impiallacciale o no, ed adorne per lo più di specchi con o senza foglia.

PORTIBRA DE LE CAROZZE, Sportello. PORTINÈR, s. in. Porlinaio; Portinaro; Portiniero, Custode della porta

Navichiere , ed anche Passeggiere o Passeggiero, dicesi Colui che passa le genti in barca.

CAMARİN DEL PORTINÈR, Porteria, Specie di ricetto che si pratica alle porte di alcuni Conventi. PORTO, s. m. Porto, Imboccatura di Porto D'UN FIUME ,

Passo, si dice al Luogo cionde si

passa,

delto anche Trapasso; Pussaggio; Via; Valico; Tragel

CHIAPĂR PORTO, Pigliar porto, vale EnIrare nel porto, Fermarsi nel porto.

EssER A BON PORTO, Essere, Condursi

o Venire a buon porto, Essere a buon termine. PORTOGALO, V. NARANZA. PORTOLÂN, s. m. Portolano; Portulano, Libro di carte geografiche marittime ad uso de' naviganti, ove sono descritti i porti del mare e per mezzo di linee rette indicati i venti. PORTOLATE, T. de' Pesc. Così si chia

mano certe Barchette da trasporto che seguono la Tartana con cui si pesca, e per

tano poi il pesce alle piazze marittime. PORTULACA, s. £. T. degli Erbolai, Porcellana, Erba nota di sapor acre che germoglia sparsa per terra, detta da'Sistem. Portulaca oleracea. PORZER, V. SPORZER. PORZIÓN, dicesi dagli idioli per Proporzione À PORZIÓN DE QUBLO NO L'Š GNENTB, A proporzione o A comparazione di quello non val nulla. PORZIONETA, s. £. Porzioncella, Picco

la porzione. POSDIMÀN, Posdomane e Posdomani. PÒSENA, s. f. T. de' Vetturali, Straccale, Arnese, che appiccato al baslo fascia al di dietro i fianchi della bestia e si pone in vece di groppiera.

Posola, poi si dice quel Sovatto,che per sostener lo straccale s'infila ne'buchi delle sue estremità e si conficca nel basto. POSPONER, v. Posporre, Metter dopo. POSSADA, s. f. Posata.

BOMA POSSADA ; dicesi fam. e fig. (li Uomo e vale Mangione ; Papolone ; Diluvione; Che ha il cardo o il pelline; Gran mangiatore. POSSADİNA', s. f. Posatuccia, Piccola po

sala. POSSANZA, s. f. Voce fam. Alterigia; Fa

slo; Arroganza; Soperchieria. POSSATIERA, s. f. lo stesso che CorTE

LIERA, V.
POSSESSO, s. m. Possesso, T. legale.

Aydin AL POSSESSO D'UNA RBDITÀ, Adire una eredità, T. dlc'Legisti.

DAR EL POSSESSO O MBTBR AL POSSESSO, Insediare alcuno, Metterlo al possesso di che che sia--Immettere alcuno in possesso, si riferisce al possesso provigionale che si dà ad alcuno di qualche cosa ; e quindi Immissione provigionale.

DESTURBÅR BL POSSESSO, Turbare il possesso o la possessione, T. legale; e vicesi delle cose immobili.

CHIAPĂR POSSESSO SORA DE UNO, Pigliar campo addosso a uno,

vale Prender rigoglio e maggioranza Aver regresso addosso a uno, vale Un cerlo ardire ed autorità sopra ad una persona. AVBR UN CERTO POSSBSSA ,

Aver certa franchezza o disingoltura; Stare in sul grave,

in sul mille o in gola contegna; Aver una certa alterigia. POSSESSO, add. Posseduto, da Possede

seditrice, Si dice la Femmina che possiede. POSSIDENTE, s. m. Possidente e Possedente, Quegli che possiede.

BEATI I POSSIDENTI, Chi è in tenula Dio l' aiuta,

Pror.
per

dinotare che Chi è in possesso è a miglior condizione. POST, V. MANB. POSTA (coll’o stretto) s. f. Posta (collo largo) Luogo de cavalli che si prendono per viaggiare.

ANDAR PBR LA POSTA O PBR LB POSTB , Andare o Viaggiare per cambialura o per la posta o in posta Avviarsi per le poste, detto fig.si dice de'Xalati gravi che sono in pericolo di morir tosto.

ANDAR PER LA POSTA DB LB LUMAGHB , dello pure

metaf. Andar nell' un vie uno; Anfanare; Dare una lunga; Far passo di picca; Indugiare; Trimpellare; Esser più lungo o maggiore che il sabbato santo.

POSTA DB LB LBTBRB , Posta. Posta Da ogro, Bottega dove si vende olio a minuto.

POSTA DA TRAR, Posta, T. de Cacciatori, Quel luogo dove si vuol porre il cacciatore per cacciare.

POSTA DEL CAN, Ferma, Diciamo il fermarsi che fanno i cani da caccia quando trovan le quaglie o simili

CAN DA POSTA, Bracco da ferma.

Posta , in T. di Giuoco dell' Ombre o simili, Puglia, dicesi il Corpo di ciò che si melte nel piatto per premio di chi vince. Posta, si dice il Numero de’danari che si giuoca in un lratto solo

CARGAR LA POSTA, V. Cargår, V. PUGLIB.

POSTA YBCHIA, T. de' Botlegai, Avventore vecchio; Levatore. V. AVENTÒR.

APOSTA 0 A POSTA, A posta e Apposta; A bella posta; A seiente; A bello studio; A partito preso; Ex proposito ; Accortamente; Ayverlentemente, vagliono Determinatamente e si unisec col verbo Fare,

DE POSTA 0 DBPOSTA ed anche Giusto DEPOSTA, Appunto; Giusto; Propriamente, Avv. affermativo. DB POSTA SALDA ,

Immantinente ; Su bito subito; Issofaíto - Vale anche per Affatto; Intieramente.

DA SO POSTA, Da ; Da solo; Da se da se M&TBR DA SO POSTA, Metter di per

se, Da sè solo. ANDAR 0 FAR DA SO POSTÅ, Andare a sua posta; Far le cose a sua posta o du se Stare a sua posta , Abilar da sè solo.

FARSE UNA LEGE DA SO POSTA, Legarsi a una legge volontaria; Contrarre una obbligazione spontanea; Darsi una legge.

QUESTA XB UNA COSSA CHE S'INTEXDE DA 30 POSTA,

Questa è cosa che s'intende da sè, cioè Che da sè medesima si manifesia.

FARLA POSTA A QUALCEV, .Appostur uno Aspettare il tempo e l'opportunità di cogliere uno; e diccsi anche in cattiva

parte. GRANDO DB STA POSTA,

Grande di sla posla o di questa data; Tanto fulle

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mare.

10.

re.

que

POSSESSÓRA, (coll' o stretto) s. f. Pos

CO

so.

E DE CAB POSTA! E di che pezza! E di che portata! Quanto grande! STAR IN POSTA DB SOL ,

Stare a solatio, oʻall'occhio del sole, Star in parte o sito che riguarda il sole.

TEGNIR LA POSTA, Tener la invitata, lo invito, la posta, dicesi in T. di GiuoNo TEGNİR LA POSTA ,

Far monte; Disdir la posta, come se per quella rolta non si giuocasse. POSTÀ, add. Appostato. POSTÀR, v. Appostare, Osservar cautamente dove si ricoveri o sia riposto che che sia.

PostÅR L'OSèco , Fermare la starna e simili , si dice del Fermarsi il cane dopo che tracciando e fiutando ha trovato e vede la starpa.

POSTAR EL SCHIOPO, Impostare lo schioppo, vale Spianarlo in allo di far fuoco.

PostÄR 0 METER LE SENTINÈLB, Posare, Parola militare per esprimere l'azione del condurre e stabilire in un posto assegnato le guardie, le ascolte, le sentinelle e le vedette; onde dicesi Posar le guardie Posar le sentinelle etc.

PostARSB, Postarsi, Prender posto, Accamparsi. POSTATAMENTE, avv. Appostatamen

te; Apposta; A bella posta. POSTERIOSITAE, Voce antiq. detta per

Posterità. POSTICIPADA, s. f. Posticipazione, Tras

portamento d' alcuna cosa. POSTIẾMA, s.f. Postèma ; Apostema; Po

stemazione, Male che viene altrui in bocca che impedisce il masticare--Impostemire vale Far postema.

SON PIBN DE POSTIEMB , Son apostemato o apostemoso o postemoso. POSTIER, s. m. Portalettere ; Corriere ; e anche Colui che dispensa le lettere per la Città. POSTIGIA, s. f. Voce agr, ed ; lo stesso che PIANTADA, vale a dire quei pezzi di terreno lateralmente ai campi, che sono piantati d'alberi e di viti. Nell'Aretino però si dice Posticcia o Pusticcia alla Vigna ove gli alberi siano piantati ordinalamente a filari. V. PLANTADA. POSTİLA, s. f. Postilla, Quelle parole brevi che si meltono in margine a' libri: Note o Noterelle marginali. Scrittura interlineare è quella posta

Interlineare, verbo vale Scrivere o Segnar con linea tra verPOSTILĀDA, s. f. Postillatura. POSTILAR, v. Postillare, Far postille al margine di qualche libro o scrittura.

Interlineare è Scrivere lra verso e ver

POTACKIO DE CARNB;

suo

ao luogo, ma postavi dall'arte o dall'ascidente.

CAVBI POSTIZZI, Capelli appositicci o apposticci.

PARÒN POSTIZZO, T. Mar. Padrone appositiccio o posticcio, Quello che nel ruolo delle persone imbarcate apparisce Capo

della ciurma, ma non è il proprielario della barca.

ESSER POSTIZZO IN QUALCHE LOGO, Slare a pigione, detto metaf. Dicesi di tutto le cose o mal collocale o fuori del proprio luogo.

Postizzo, detto in forza di sust, e in T. Marin. Appositiccio, Lunghi pezzi di legno posti dalle due parti delle galere ad uso di reggere i remi per mezzo d'un cas

mapo. POSTO, s. m. Posto, Luogo, sito in cui altri si trova.

Posto, si dice ancora da noi fig. nel sign. di Carica, Ulizio, Impiego - Avere un bel posto o un posto luminoso o lucro

Poslo, in T. Mil. si dice al Luogo occupato da un corpo di soldati. Scegliere un posto; Prendere bene un posto. Posto o Guardia avanzata. Posto DA DONE O DA PUTANB,

Postribolo; Lupanare , V. PostriBOLO - MOR'A SU UN POSTO,

Morire in un lupanare; Finir la vita in un lupanare.

Posto AVANZA , Posto o Guardia avanzata, dicesi ad una mano di Soldati, che guarda l'estrema fronte ed i fianchi dell'esercito o le opere esteriori d'una piaz

Posto, semplicemente fu detto ad uma Guardia avanzata - l'edetta o Veletta, dicesi a Quella sentinella a cavallo ch'è posta

in
gran

vicinanza dell'inimico per iscoprirne i movimenti e darne avviso all'ascolta. V. SENTWÈLA. POSTRİBOLO, s. m. Postribolo; Postribulo; Porcile; Scannatoio; Bordello; Lupanare; Meretricio, Luogo infame di Meretrici.

In allro sign. No voGIO BSSER EL POSTRIBOLO DE NISSÙN, Non voglio essere lo scherno ďalcuno. POSTRO, s. m. dicono a Chioggia all' A

nello di ricordo o Fede che dona lo Sposo alla Sposa per caparra del matrimonio. POTA, s. f. Potta, La parte pudenda della Femmipa.

POTA DB DONA LENA, POTA DE DANTB O DE SIER DANTB,

POTA DE SAN GAMBARO O POTA DBI ZUFI, POTA DE MI e simili, Maniere antiquate afferm. o di giur., o d'ammirazione. Oggi direbbesi POPARDIA, Díavolo elc. Questa Interiezione è usata anche dagli autori citati dalla Crusca e però si trova registrata in quel Vocabolario.

Si vuol votare che Potta nel primo sigr. deriva dall'Ebraico Poth, e l'interiezione nel secondo sign. del tedesco Potz che significa Capperi; Cospello e simili.

PARŠR BL POTA DB MODENA, V. PARÈR. POTACHIA, add. Imbrattato; Sozzato. POTACHIDA, s. f. Imbrattalura; Imbratto; Imbrattamento, Lavoro o Cosa malfatta.

POTACHIAR, v. Imbrattare; Sporcare; Sozzare. V. IMPOTACHIÀR.

POTACHIAR A SCRIVBR , Scombiccherare, Scriver male e non pulitainente-Scarabocchiare e Schiccherare, Fare scarabocchi. V. SCARABOCHIÀR.

PotachiÅR su, lo stesso che IMPASTROCHIÀR, V.

PotachiÀR A LAORÅR, V. ZAVATAR e SPONTIGNAR. POTACHIÈTO, s. m. Piccola imbratia. tura.

POTACHIỆTO dimin. di POTACHIO, nel sign. di Manicaretto. V. Potachio.

POTACHIŠTO DEFIGAETI etc. Cibreo, Specie di Manicaretto fatto per lo più di colli e di coratelle di polli.

POTACHIŠTI, deito in senso disonesto, Amoracci, Amicizie disoneste od equivoche. Pozzanghere fu detto nello stesso significato. POTACH10, s. m. Imbrattamento ; Imbratto; Paciuco, Cosa malfalla.

MBTBASB IN POTACHIO , Mettersi in altillatura, Vestirsi sonlaosamente

- Impottinicciarsi , dicesi del Raffazzonarsi che fanno come più possono le donne o povere o brulle per comparire.

POTACHIO DA MAGNÅR, (forse dal Francese Potage) che i Romani dicono PotTAGGIO, Bramangiere o Manicaretto, Vivanda composta di più cose appetitose, che anche dicesi Postrincolo e Carabazzata.

Ammorsellato, Manicaretto di carne sminuzzata e d'uova dihattute — Capperottata o Cappillottata, Manicaretto di carni cotte e sminuzzate - Cibreo, Specie di Manicarelto fatto per lo più di colli e coratelle di polli. PotaCHIO DB PBSSB ,

Tocchetto, Guazzetto di pesce.

Intriso; Lercio, dicesi a Mescuglio di farina o altra cosa con acqua o altro liquoPOTACHIO A CUSBR ,

Pottiniccio, Cucitora o Rimepdalura mal fatta. E quindi Pottinicciare, Fare un poltiniccio.

POTACHIO, direbbesi anche nel signif. di Paleracchio, cioè Affaraccio, Faccenda disgustosa e difficile a sbrigare,

Por car, Pozzanghere, figur. fu delto per le Concupiscenze carnali.

Imbratto, dicesi fig. per Debito.

Potachio, in sign. di Cattivo negozio, Impiastro o Impiastraccio per met, vale Convenzione , patto concluso con imbroglio e all'improvviso. POTACHION POTACHIÒSo Sadd. Guastamestieri ; Ciabattino, Artefice che opera male."

Detto nel sign. di Sporco, V. Sroaco.

POTACHIÒN DBI LIBRI, Librismerd 1, Voce disprezzativa formata per esprimere un Imbrattatore di libri.

Potachioso, lo stesso che PoTACHION, ma più si dice per Agg. a Fanciullo ché si lordi e s' imbratti in mangiando o bevendo. POTAMARİNA, s. f. T. de'Pesc. Polmone marino o Potta marina , Produzione di mare del genere de' Molluschi secondo Lionco e dei Polipi radiali secondo La

za

re.

tra verso e verso

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So e verso.

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e

Il cor

roz

marche, detta latin. Actinia. Col nome noslro volgare vengono intese diverse specie di questo genere d'animali, che per la loro forma e figura quando si trovano non bene espansi nè ben contratti, la lol'o aperlura centrale attorniata da raggi rassomiglia ad una vulva, donde trasse fra i nostri pescatori un tal nome. po di quesl’animale è molle, di sostanza carnosa, mucillagginosa e fin'ora non è di alcun uso per la vita. V. CONI DE MAR. POTAMO, Nome d'un Fiume nell'Isola di Corfù, che si registra pel seguente nostro dellato, ANDÀR AL POTAM), e vale Mo rire.

Potamos è poi voce greca che significa Fiume. Che questa frase fosse an avanzo di mitologia e volesse significare Andare all Acheronte? Chi sa ? POTEGIÒLE, s.f. Voce fam. Lagrimette; Lagrimucce o Lagrimuzze, Piccole lagri

me. V. in PBRlA. POTENTE, add. Potente e Possente.

Potente che s'usa anche in forza di sust. parlandosi ili Persona , vale Ricca, Nobile, che ha autorità e potenza. Uy puGYO O UVA SCHIAPA POTENTE ,

Un pugno o Uno schiaffo di santa ragione, vale Forte.

Vino potente, dicesi anche da noi a Quello che ha molto spirito e facilmente

wbbriaca. POTENZA, s. f. Potenza.

POTEXZA DE LB POTENZE! Voci d'ammirazione, Potenza in terra! Poffare il mondi! Squasimodeo! Toh! To! P'acci scalzo! O vatti con Dio! POTİFA

Agg. a Uomo per disprezzo per ingiuria , e vale Scimunilo; Stolido; Insulso; Vile ; Codardo; Melenso e simili; e dicesi tanto a gomo clic a donna.

Porira, diersi per Potta, la parle verSognosa

della femmina. POTIFOX, nelle maniere famil, si dice a.iche nel sign. di Playzoto, V. POTRIDA, s. f. Cibrio, Soria di Manicaretto fatto

per to più di colli c di coratelle di polli, e generalmente potrebbe dirsi Intriso. Carabazzatı , Specie di vivanda falla d'un mescuglio di varie cose. V. in Potachia. La roce Potriva ci venne prestata dagli Spagnuoli, i quali chiamano Olla podrida una specie di nianicarrito composto di molti ingredienti. I Franzesi clicono nello stesso significato Pot pourri; c tanto Pot pourri quanto Olla podrida valgono letteralmente Pignatta putrefatla, bel nome in vero per invogliar a mangiare! POVARÈTO, add. Poverello; Miseraccio; Meschinello; Tapinello; Indigente. ESSER POVARÈTO, Piatire il pane,

vale Averne inopia. Esser povero in canna.

FAR BL POVARèto, Far marina , dicesi del Finger miseria é con inportunità Tenere il cappon dentro e gli aghi fuora, Mostrar d'esser più povero di quel che uno è.

POVARETA MA ONORATA, È meglio vestir cencio con leanza, che broccalo con dis

PovaněTO MI! Povero me! O me tapino! Ahi lasso! Ohimo! - Guai a me! Talor si esclama per dolore — POVARETO LU, Oise! Guai a lui! -- POVARBTO TI! Oitu! Guai a te!

POVARBTO, detto in gergo, vale Becco, Quello a cui la donna fa fallo. POVARİN, add. Poverino; Poverello; Mi

serello, Voci di compassione. POVARO, add. Povero. V. PovarĖTO.

POVARO CHB L'INSANGUENA , V. lysanGUBNÅR.

DEVENTÀR POVARO, V. IMPOVARİR. DB RICO DEVENTÀR POVARO, Cascar da pollaio; Di buona badia esser debole cappelo la, detto fig:

ABITO POVARO, vale Corto e strello.
Povero diavolo, Caltivellaccio, Porc-

Miserabile. Povani AL PBVARE, chiamavansi solto il Governo Veneto alcuni poveri patrizii, a'quali era concessa ogni anno dal Maggior Consiglio nella settimana santa la carità o linosina di sei ducati d'argento per cadauno : elemosina instituita negli antichi felici tempi della Repubblica quand'el. la godeva cioè il commercio esclusivo colle Indie orientali. Allora queste carità și pagavano dalla Cassa del pepe ; onde n'è rimasta la denominazione anche dopo il cessato commercio. POVARÓMO, s. m. Pover' uomo.

Poverello, Poverino e Poveretto, s'usano talvolta anche figur. per espressione di compassione o d'altri affetti.

NO LE XE COSSE DA POVAROMBNI, L'orzo non è fatto per gli asini, cioè Le cose scelte e di pregio non son fatte pe' minuali; simile all'altro L'asino o L'asinello non ha luogo in crosta. POVERTÀ, s. f. Povertà; Poverezza; Mendicilà ; Inopia.

MOLTA B GRAN POVERTÀ, Poveraglia, Mollitudine di gente povera.

Bruzzaglia e Marmaglia, Quantità di

LA POVERTÀ FA VERGOGNÅN , Poverlà fa viltà, La povertà fa l'uomo vile.

SARÀ UNA POVERTÀ DE DESE ANI CHB Plc. Sarà la povertà o la miseria di dieci anni, che etc, e vale Saran

per
lo

meno, ovv.
Ormai dieci anni clic ele.
POZAR, V, Pozar.
POZIOL
POZOL S s. m. Lo stesso che Pergota, V.
POZO (coll'o largo ) s, m, Appoggiatoio,
Cosa qualunquc a che l'uomo s’appoggia,
Sostegno,

Pozo DE LE SCALB, Appoggiamento Bracciuolo, chiamasi la Stanga di legno lungo le scale che serve pur per appoggio.

Pozo DE LE FENESTRE, Parapetio, 11 davanti delle finestre. CANEGA DA POZO,

Seggiola a braccivoli, V. Canèga e POLTROVA.

Pozi de LA CAREGA, Bracciuoli, Quella parte della setlia dove s'appoggian le braccia Braccialetto , dicesi da' Tappezzieri Quel drappo che riveste i brao ciuoli d'una seggiola.

POZZÀNGARA, s. f. Pozzanghera; Pozza, detta anche

per

ischerzo Osteria de' cani, Piccola pozza, propr.

diciamo di quelle buche delle strade che sono ripiene d'acqua piovana. POZZÈTO, s. m. Ciollola, Vasetto da bere, per lo piu senza piedi , di tenuta poco più d'un bicchiere.

Pozzeto detto per SOLITARIO, V. POZZÈTO, s. m. chiamavasi ai tempi del Governo Veneto quella Macchina di lavale falta a fuggia di pulpito'o sia di pozzo, in cui siedeva trionfalmente ed era portato a spalle d'uomini e mostrato al popolo per la piazza di S. Marco il nuovo Doge, accoinpagnato da un suo parente e dal suo BALOTIN (V.); nella qual festiva occasione si spargevano a larga mano al popolo delle monete d'oro e d'argento col nome del nuovo Doge. Questo Pozzetto chiamavasi anticamente Pèrgolo, di cui veramente riteneva la figura, ma n'era assai più largo. V. Pergolo, voce antiq. POZZO, s.m. Pozzo e Pozzo bianeo, Luogo cavato a fondo per attigner acqua.

Vera e FONDO DEL POZZO V. VERA C Fondo. PiLÈLA DEL POZZO,

(detta anticam. Putheale) Pilu del pozzo, Buco rotondo ricoperto da pictra bucata,per cui entra l'acqua piovana nelle conserve, donde poi passa al pozzo.

CASSONI 0 SPONZE DEL POZZO, Bollino c Purgatore o Purgatoio e Conserva, Sprcie di Cisterna o Fossa scavata accanto ai pozzi artefatti (come soņo lulli quelli di Venezia) ove si depurano le acque colmezzo della sabbia e si conservano prima di passare al pozzo. Le acque rebotiini si depurano. MOLÈTA DEL POZZO,

V. MOLETA. MURO DEL POZZO, Vela del pus:0, chiamasi quel Muro che divide un pozzo comune a due famiglie. NETÀR EL POZZO,

V. NETÅR. Butảa UNO in Pozzo, detto fig. vale Accusar uno in giustizia; Opprimerlo.

Pozzo, in T. Mar. chiamasi Quella parte del Bastimento dove si riuniscono le acque.

EL SBCHIO VA TANTO AL POZZO FIY CHE EL GHB LASSA EL MA.X260,

V. SECHIO. Pozzo di S. Putricio, dicesi di Una cosa che non finisce mai, nè mai si riempie o si sazia. Si dice ancora ll calderone dell' Allopascio orv. La botte di S. Galgano o Il cacio di Fra Stefano.

Puzzı poi si chiamavano alcune prigioni tenebrosc oil orribili, celle quali si servivano gl' Inquisitori di Stato per tenervi aleuni carcerali soggelti al loro gravissimo tribunale. Esse crano bensi al livello del terreno presso alla Corts del palazzo, ma vi si discendeva per una ribalta posta presso alle stanze (1.]l'Avogaria, lai che han probabilmente preso

il nome di Pozzi, Vi corrispondono Burella, che propr. significa Fossa; Buiosa elc. PRA, s. m. Pralo, e nel plur. Prati e Prata. In T. agron, si fa distinzione dla Pra. to a Pascolo, Pralo dicendosi quando i

POTIFON}

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grnie rile.

onoranza.

corrosivo.

Campo è seminato ad erbe per la pastora del bestiame, e Pascolo quando il luogo di pastura è naturale.

Agghiaccio, dicesi al Prato o Campo dove i pecorai rinchiudono il gregge con una rete.

PRA SMALTÀ, Pralo che si s maltò di fiori, cioè che si riempi

AvÈR L'AQUA SUL PRA, Aver la pasqua in domenica, Prov. ed é Quando la cosa succede come si desidera--Vuotar nel lardo e nelle lucagne; Aver ogni bene, ogni prosperita; Siare in sul grasso, Aver la furtuna in favore-- Asin bianco gli va al mulino, dicesi di Chi è benestante ed ha le sue faccende bepe incamminate. PRADARIA, s. f. Prateria, Campagna di prati. PRADARIA PIENA DE GRAMEGNA ,

Praleria gramignuta. PRADARIOL, s. m. T. Prataiuolo Preluiuolo, Sorta di fungo assai buono

cusi delto perchè per lo più fa nci prati. PRATO, s. m. Praticello e Pratello, Pic

pe,

agr.

e

colo prato.

Uomo uffizioso, cortese e coll' usar seco si riconosce migliore.

CHI PRATICA DEI CATIVI DBVEYTA CATIvo, A chi usa collo zoppo gli se ne appiccu o gli se ne attaccu e simili, e vale Che ne conversar con alcuno s' apprecuno e si pigliano le sue maniere. Nel medesimo senso si dice Chi pratica col lupo impara a urlare; Chi dorme co'cani si leva colle pulci.

PRATICARSB, Levarsi un uso, una consuetudine, vale Introdursi, Cominciarsi a praticare.

PRATICAR UN FURTO, Commettere; Eseguire ; Fare; Operare un furlo. PRATICO, add. Pratico, Esperto, Esercilalo, Versato in qualche cosa; e fu anche dello Accorto di che che sia.

Pratico o PRATICANTE D'un meza, Praticante ; Apprendista , Quel giovane iniziato nella professione del Foro o della medicina etc.

PRATICO DE CHIRURGIA, Giovane di medicheria, dicesi allo Studente e Ministrante di Chirurgia.

Pratico DEL MONDO, Accivettato, Vomo cui il proprio pericolo abbia rendulo accorto--Egli è pulta scoduta; Egli ha scopato più d'un cero; Egli ha pisciato in più d'una neve; Egli le sa.

SBAVIRSB DBI PRATICH!, E' val più sin colpo di maestro che due di manovale, cioè È più utile servirsi delle persone pratiche, benchè la spesa sia maggiore, che delle ignoranti. PRATIVO, add. Campo a prato; Campo

acconcio a fieno. V. Pra. PRE, Prete.

PRE Mocolo, detto per ischerzo, e vale Abbatino, Piccolo Prete. V. Zago.

Pre Lessa, dello pur per ischerzo, è lo stesso che ABATE CANOLA. V. ABATE.

Pae Piero, Prete Pero, nome proprio per Prele Piero, di cui si dice che insegnava a dimenticarc. PREALEGÀ, add. T. ant. Predetto; Sud

dello; Sopraddello, Soprallegato. PREÀMBOLO, s. m. Preambolo o Preambulo; Prologomeno e Proemio, La prima parte dell'orazione o d'altra opera, che dicesi anche Prologo e Prolago.

PREAMBOLI, che altri dicono PRECANDOLA (forse dal barb. Precamen) Lungagnola; Lunghiera; Stampita; Bibbia; Ciarleria, Discorso lungo e noioso. Vi corrispondono nel senso nostro Seccaggine; Noia; Fastidio. PREAVISO, s. m. Avviso anticipato , Avvertimento che previene un'epoca qualunque, Avviso dalo prima. PRECÀNDOLA, V. in PREAMBOLO. PRECAVAR, v. Precavare o Prelevare, e vagliono Scorporare, Cavar prima dal corpo e dalla massa della ragione. V. PABDBDUR. PRECAZZÀR, v. Cacciare avanti, Spin

grre, Dar coraggio, Stimolare. PRECETÀ, add. Precettato, chiamasi nell'uso nostro Colui che ebbé dalla Polizia un precetto diretto a contenere e regolare

PRÀTICA, s.f. Pratica, Esperienza--GAAND1381MA PRATICA, Esperienza consumalissima, vale Perfettissima, Peritissima.

PRATICA, dicesi per Tirocinio; Noviciato, Scuola (la cui s'apprende un'arte. A FORZA DE FAR SE FA PRATICA,

V.FAR. AVÈR POCA PRATICA, Aver poco peccato in alcuna cosa, vale Non averne gran pratica, Esserne inesperto.

Aver la pratica, T. Mar. vale Aver la la libertà di entrare in un porto dopo aver falto la contumacia per gli oggelli di saJuico dopo il riconoscimento falto dall'Ufzio di sanità.

CHIAPÅR DB LE PRATICHE, Pigliare delle male pratiche o amicizie - Chi dorme co'cani si leva colle pulci, e vale Chi pratica con riziosi si macchia de'loro vizii o ne incoglie male Una pecora marcin ne guasta un branco; orv. Una pecora rognosa infetla lutto il gregge, Prov.che mostra che si dee fuggire come la peste la pratica de' malvagi - Chi tocca la ce's' imbratta o si sosca, e vale che Nel conversar con alcuno s'apprendono e si pigliano le sue maniere.

FAR PER PRATICA, Tirar di pratica.' METER IN PRATICA , Metler in atto o Meller in atto pratico o Metler in pratica, Cominciar a fare.

PARLAR PER PRATICA, Chi vien dalla fossa sa che cosa è il morto, diirsi di Chi ha pratica ed esperienza di quello di che si ragiona.

VAL PIÙ LA PRATICA DE LA GRAMATICA. V. GRAMATICA. PRATICANTE, V. Pratico. PRATICANZA, s.f. Voce bassa, Certi amo

razzi, Intendesi pratica disonesta. PRATICAR, v. Praticare, Metier in praira.

Praticare e Bazzicare con una, dicesi per Conversare, Aver commercio--Praticar con uno--Usare in una casa.

L'È UN BOX OMO CHE SB POL PRATICAR,

la sua condotta, al quale mancando, incor

re una pena corporale. PRECIPITA, s. m. Precipilato, detto da' Chimici Deulossido di mercurio, Sostanza di color rosso, Veleno PRECIPITONO PRECEPTON, detto per Agg. a Uomo, Precipitoso, ed anche Precipite, che è voce latina, c vale Inconsiderato , senza ritegno, Che opera con furia. V. STRAMANA. PRECISAR, v. Distinguere; Determinare; Prefiggere; Stabilire ; ed anche Individuare e Singolarizzare. No POSSO PRECISARVB BL ZORNO, Non

posso indicarvi il giorno preciso. PRECISITÀ, s. F. Precisione, Distinzio

Esaltezza. PRECISISSIMO, Assai preciso; Determi

nato. PREDEDŮR, v. Prededurre, T. Leg. évale Diffalcare anzianamente, Dibaltere a preferenza, Sottrarre in prima. V. PRBCAvår. Quindi Prededuzione. PREDIÀL, s. f. Prediale, dal lat. Prædium. che vale Tenuta , Possessione. Termine di nuovo uso qui introdotlosi col Governo Italiano, e intendesi comunemente l'Aggravio pubblico che si paga dai possidenti di bevi stabili alla Cassa dello Stato, che sota to il Governo Vegeto dicevasi Compatico per campi e Casatico per le case. V.Coxso. PREDICA, s. f. Predica.

PREDICA A BRAZZI, Sciabica, Predica falta al minuto popolo e non istudiata. V. in Brazzo e PRBDICÀR.

FAR UNA PREDICA A Uvo,Fargli una correcione, una predica, vale Correggerlo, Ammonirlo. Dicesi anche Fare una predica ovv, una sciloma ad alcuno, che vale Parlargli lungamente o per avvertirlo d'alcuno errore o per persuaderlo a dover dire o non dire, fare o non farc alcuna cosa. PRELICAMENTO, s. m. Vociferazione; Mormorio, Voce sparsa per cui si previene qualche cosa. PREDICÀR, «. Predicare.

PREDICÀR A BRAZZI , Dire ; Predicare ; Favellare a braccia, Parlare improvvisamente, anzi che recitare cose studiate o preparate. V. PREDICA,

PREDICAR AL MURO, Predicare nel deser. to, Favellare a chi non vuole intendere, che dicesi anche Predicare a' porri o tra' porri. PREDICHÌN, s. m. Predichetta , Piccola predica. V. FBRvoRİN.

FAR UN PREDICHIN A QUALCUN, Fare altrui un'ammonizioncella. PREDOMINÀR, v. Predominare, Prevalere, Signoreggiare.

PREDOMIXÅR, dicesi dal volgo ignorante nel sign. di Presagire; Predire - E .CUON MB LO PRBDOMINAVA, Il cuore me lo prediceva o presagiva, me lo diceva o mel dieeva. PREFERIBILMENTE, avv. Principal

menle; Sopra tutto; In preferenza. PREFETIZIO, add. Del Prefetto, Agg. Di cosa altenente al Prefello.

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PREMER, dieesi nel sign. di Srenzen, V. PREMEN LA BARCA , T. de' Bareaiuoli, Volgere la barca a mano sinistra, V.StaLİR E SIÅR.

PREMBR era anche Termine usato ne' tempi del Governo Veneto. Dicevasi Us PREME L'Altro, quando in certi casi di elezioni a pubblici ufizii, rimasti superiori di voti tra altri aspiranti due Patrizii, non però oltre la metà de' votanti, crano riballottati questi due uno contra l'altro con duc sole urne o bossoli, onde uno di essi era necessariamente superiore di roti all'altro, ed era come si dicessc Uno caccia l' altro. PREMÈTER, v. usato dalla bassa gente nel sign. di Permettere. PREMBTÔMB CHB VB BASA LA MAN,

Permeltetemi ch'io vi baci la mano. PREMINIR, v. Pagare il fio; Scontare ; Digerir i buoni bocconi, Far penitenza forzata. PREMI0, s. m. Premio o Guiderdone.

Famoso DA PREMI, Vincipremi, Agg. a Chi nelle

gare e competenze suol riportare il premio. PREMORİR, v.. Premorire, Morire avanli; e quindi Premorienza, Morte accadula prima. V. in Mancar. PREMUNİR, v. Premunire, e nel nent. pass. Premunirsi, Mettersi in precauzio

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ne.

Cancelleria Prefettizia, dicevasi solto il Governo Veneto alla Cancelleria del Prefelto, detto volgarmente CAPITANIO. PREFÈTO (coll'e aperta) s. m. Prefetto, Titolo d'uno de'primi Magistrali dell'anlica Roma, che la goverpava nell'assenza de' Consoli e degli Imperatori.

Prefetto era anche quello, che ai tempi veneti chiamavamo volgarmente, ehe negli atti pubblici, CAPITANIO, in alcune Città dello Stato; ufizio ch'era sostenuto da un patrizio, come a Padova , Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo. Le sue attribuzioni, la Cancelleria ed i suoi Ministri chiamavansi Prefettizii, distinti dai Pretorii che appartenevano al PodeSTÀ.

Sotto il cessalo Governo Italico il Prefetto era il primo Magistrato d'un Dipartimento o sia d'una Provincia del Regno, le cui attribuzioni erano però solamente amministrative. Ora si chiama Delegato provinciale ; ed ha a yu di presso le medesime attribuzioni. PREFĖTO, Voce bassa, detta da alcuni in vece di Perfetto, come dicopo PERFETO in vece di Prefetto. PREFISSO, add. Prefisso, cioè Slabilito, Determinato. Tempo o Giorno prefisso.

NOL GA TROVÀ QUEL CH'EL S'AVEVA PREFISSO IN TB LA SO TB3TA ,

Non ha trovato ciò ch'egli erasi immaginato di trovare

o ciò che aveva creduto o supposto. PREGÀI o PREGADI, s. m., sing. e plur., che vale Pregati. Cosi chiamavasi il Senato Veneto con nome vernacolo dall'antico uso che il Doge mandasse a pregare o richiedere alcuni patrizii a sua scelta di consocarsi presso di lui per consoltarlinegli affari di Stato, quando egli aveva grandissima autorità. Riformata però la digni. là ducale in alcune correzioni di governa seguite del secolo XIII, venne instiluilo un Senalo per siniliconsultazioni, chec tinuò nondimeno a dirsi PregaDI o PREGAI, colla presidenza del Doge, eleggibile in numero di sessanta d'anno in anno dal Maggior Consiglio, ed a cui in progresso furono attribuite le materie politiche,economiche e militari. V'ebbero in seguito degli altri sistemi, onde a'lempi nostri il Pregadi era composto di circa 300. membri, cioè dal Doge; da 9 Procuratori di S. Marco; da dieci membri del Consiglio de' dieci, da sei Arvogadori di Comun, cioè 4 attuali e duc uscili; da 4. Censori, due attuali e due di rispelio; da 6o. Senatori detti del Consiglio di pregadi; da 4o, della Quarantia criminale, da 13. altri membri de' Magistrati senatorii; finalmente da 55. altri occupati nelle Magistratore delle Sotto PREGADI, cioè Aspiranti al Prrgaiti, alcuni de'quali v'intervenivano senza volo. Le sellule del Senato si facevano nelle ore pomeridiane e ne'giorui di giovedi e di sabbato.

PREGADI DE EXPULSIS, chiamavasi quando si trattava di affari politici interessanti la Corte di Roma o di allari ecclesiastici, nel qual caso erano espulsi dal consesso lutti quc'Membri che avevano relazioni di

parentela determinate con Vescovi, con
Cardinali o col Pontefice, per rimuovere
l'influenza degli Ecclesiastici detti PAPA-
LINI, e mantenere inviolato il segreto nel.
le pubbliche deliberazioni.
RESTÀR DB PREGAI,

V. RBSTÅR.
PREGÀR, v. Pregare o Priegare.

FARSE O NO FANSE PREGÅR O TIRAR PBR EL TABARO,

Farsi o Non farsi troppo stracciare i panni o la cappa ;

Tirare Non tirare pel ferraiuolo, vagliono accettare o Non accettare l'invito.

BRAVO DA PREGÀR, Pregativo, Che sa pregare.

EL ZAGO CHE PREGA PER EL PRETE, V. PRBTE.

LA PREGO 0 LB PREGO, Maniera vernacola e Specie d'intercalare di chi facendo un discorso richiama l'attenzione dell'ascoltanle, quasi che dica, La prego d'attenzione; Attenzione a ciò che son per dire o simili.

PREGO DIO DE DBVENTÄR ORBO O DB MORİR, 8B MAI PIU VAGO IN QUBL LOGO, FO prego priego a Dio che mai più andrò in quella casa, Maniera di protestazione con giuramento. PREGIUDIZIÈTO, s. m. Nocumentuccio,

Piccolo nocumento o danno. PP.EGIUDIZIÈVOLE, add. Pregiudizioso; Pregiudicativo; Pregiudicante; Pregiudiziale. PREGIUDIZIO, s. m. Pregiudizio, Danno, discapito.

Pregiudizio, dicesi anche nell'uso vernacolo per Opinione pregiudicata, ovvero per Opinionc falsa ricevuta per educazione o per inconsiderazione.

Avere de pregiudizi. Questa espressione può avere due significati, e lanto s'intende riferibilmente al costume e alla condolta morale, quanto all'opinione o alla maniera di pensare o di credere di quel tale di cui si parla.

Pregiudizii criminali, ora si dice e si scrive dopo il Governo Italiano, e s'intende Le colpe criminali antecedenti, le cui memorie si trovano ne’registri de'pubblici offizii; e quindi si dice e si scripe Pregiudicato per Già colpevole o altra volta processato. PREGO, s. m. Lo stesso che PREGHIERA, V. PREINTENDER, v. Subodorare, Risape

re una cosa astraltamente. PRELODATO, add. Termine di nuoro uso nelle scritture pubbliche, come a dire soprallodato nel sign. di Suddetto; Sopraddetto, e si riferisce a Persona sopra nominata. PRELUDIO, s.m. (dal latino Praeludium) Pronostico; Segno; Indizio, e dicesi per lo più in mala parle.

CATIVO PRELUDIO, Cattivo segno; Cattivo indizio. PREMER, v. Premere o Calère, cioè Aver premura, Curarsi, Importare — ME PREMB O NO ME PNEMB, Mi cale o Non mi cale. LA GHE PREMEVA ASSAB ,

Gli stringevano i cintolini, cioè Gli premeva o importava molto.

con

PRENCIPE, V. Doss. PRÈNDESE, lo stesso che PRINDESE, V. PRENDITOR, s. m. detto anche CaselayTE, Ricevitore del lotto, Quell'Ufiziale che riceve le giuocate del pubblico Lollo ed esige i danari da' giuocatori. PREOPINANTE, verbale add. e sust. di Preopinare, e vale Che opina diversamenle. Dicesi nell'uso ( anzi si scrive come termine d'uffizio ) Preopinanie a quel Consigliere o simile, che, discutendosi nel consiglio un affare, opina diversamente dal Relatore. PREOPINÅR , v. Preopinare, T. di pratica formato dal latino Præ e Opinari, che vale Opinare o Pensare diversamente da un altro. PREOPINAZION, s. f. Preopinazione, T.

di pratica , c vale Opinione preferita. PREOSTO, s. m. Prevosto e Preposto, Dignilà Ecclesiastica.

DeventR PREOSTO, Imprevostarsi, EsPREOSTŮRA, s. f. Prevostura a Prepositura e Propositura, Utzio e Giurisdizione del Prevosto, PREPARAR, v. Preparare; Apparecchiarc; Ammannire.

PREPARAR LA TOLA, V. PARECHTÅR.

PREPARARSE A LA MONTB, Acconciarsi dell

' anima, Prepararsi a morir da Cristiano. PREPÒSSIDE, s. f. Proboscide o Tromba,

Il naso o tromba dell'Elefante. PREPOTENTE, add. Prepotente, in buona lingua (licesi a Quello che può più degli altri, Superiore agli altri in potere,

ser fatto

prerosto.

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