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POR coprirlo e difenderne la pittura. Sono stati anche detti Ale ed Alie. PORTÈLO, s. m. Sportello, Uscelto in alcune porte grandi; e l'Entrata delle botteghe tra l'i

un muricciuolo e l'altro. Porticciuola, chiamasi Una delle porte minori della Città.

Portelo, detto in T. agr. Adito o l'ara co, Dicesi quell' Apertura che si fa arlle siepi - Calla o Callaia, Quell' apertura bassa che si fa nelle siepi per poter entrare nel campo.

Guado, dicesi a Quell'apertura o varco che si fa rompendo la siepe o il muro per entrare col carro nel campo.

PORTÈLI O SPORTĚLI DBI CANÒNI, T. Mar. Portelli, Fori quadrati per cui i cannoni d'una nave sporgon fuori la bocca.

VERZER BL PORTBLO O FAR PASSAR PER BL PORTÈLO, Sportellare , Aprir lo sportello. PORTENTO, s. m. Portento, Voce ch'è in grand'uso fra noi nel suo naturale sign. di Prodigio o di Cosa maravigliosa e che ha molla affoilà con quella di 011

M10 Pio XB UX PORTEYTo, Mio figlio è una maraviglia; Ha un talento prodigioSo;

E assennato come un vecchio; Ha una sanità senza pari e simili.

A SENTIRLO A PARLAR BL XE UN PORTENTO, Egli ha una facondia prodigiosa ; Egli è un fiume d'eloquenza; Parla che incanta.

SARIA UN PORTENTO SE PODESSB ARIVÍR A FINİR STA lezion, Sarebbe un prodigio s' io potessi finire questa lezione. PORTIÈR, s. m. Portiere; Ostiario, Colui che sta alla portiera, ed è Famiglio o Servo d’un Magistrato.

CAPOPontien, Mastrusciere; Capo por tiere. PORTIERA, s. f. Portiera, Paramento di drappo o d'altro che serve per mettere alle porte e ripararle.

Solto il nome di Portiera ora più comunemente conoscianio quell'imposta d'uscio più gentile e più ornata di quella che chiamasi Porta; e dassi più specialmente questo nome alle imposte di legname di noce o di ciliegio o d'altro legname più ricercato, impiallacciate o no, ed adorne per lo più di specchi con o senza foglia.

Portiera DE LE CAROZZE, Sportello. PORTINÈR, s, in. Porlanaio; Portinaro; Portiniero, Custode della porta

Navichiere , ed anche Passeggiere o Passeggiero, dicesi Colui che passa le genti in barca,

CAMARIN DEL PORTINÈR, Porteria, Specie di ricelto che si pratica alle porte di alcuni Conventi. PORTO, s. m. Porto, Imboccatura di

Passo, si dice al Luogo cionde si dello anche Trapasso; Pussaggio; Via; Valico; Tragel

CHAPĂR PORTO, Pigliar porto, vale Entrare nel porto, Fermarsi nel porto.

Condursi

o Venire a buon porto, Essere a buon termine. PORTOGALO, , V. NARANZA. PORTOLÂN, 8. m. Portolano; Portulano, Libro di carte geografiche marittimne ad uso de' naviganti, ove sono descritti i porti del mare e per mezzo di linee rette indicati i venti. PORTOLATE, T. de' Pesc. Così si chiamano certe Barchette da trasporto che seguono

la Tartana con cui si pesca, e pertano poi il pesce alle piazze marittime. PORTULACA, s. 6. T. degli Erbolai, Porcellana, Erba nota di

sapor

germoglia sparsa per terra, detta da' Sistem. Portulaca oleracea. PORZER, V. SPORZER. PORZIÓN, dicesi dagli idioti per Proporzione - Á PORZIÓN DE QUBLO NO L'Ê GNENTB, A proporzione o A comparazione di quello non val nulla. PORZIONĖTA, s. £. Porzioncella, Picco

la porzione, POSDIMÀN, Posdomane e Posdomani. PÒSENA, s. f. T. de' Vetturali, Straccale,

Arnese, che appiccato al basto fascia al di dietro i lianchi della bestia e si pone in vece di groppiera.

Posola, poi si dice quel Sovatto che per sostener lo straccale s'infila ne'buchi delle sue estremità e si conficca nel basto. POSPONER, v. Posporre, Metter dopo. POSSADA, s. f. Posata.

BONA POSSADA ; dicesi fam. e fig. ili Uomo e vale Mangione ; Papolone ; Diluvione; Che ha il cardo o il pelline; Gran mangiatore. POSSADİNA', s. f. Posatuccia, Piccola po

sala. POSSANZA, s. f. Voce fam. Alterigia; Fa

slo; Arroganza; Soperchieria. POSSATIERA, s. f. lo stesso che Corte

LIERA, V.
POSSESSO, s. m. Possesso, T. legale.

AyDİR AL POSSesso D'UNA RBDITĂ, Adire una eredità, T. (le'Legisti.

DAR EL POSSESSO 0 MBTBR AL POSSESSO, Insediare alcuno, Metterlo al possesso di che che sia--Immettere alcuno in possesSO, si riferisce al possesso provigionale che si dà ad alcuno di qualche cosa ; e quindi Immissione provigionule.

DESTURBÅR EL POSSESSO, Turbare il possesso o la possessione, T. legale; e dicesi delle cose immobili.

CHIAPÅR POSSESSO SORA DE UNO, Pigliar campo addosso a uno, vale Prender rigoglio e maggioranza - Aver regresso ad

vale Un certo ardire ed aulorità sopra ad una persona. AVBR UN CERTO POSSESSO ,

Aver certa franchezza o disinvoltura; Stare in sul grave, o in sul mille o in gota contegna; Aver una certa alterigia. POSSESSO, adu. Posseduto , da Possede

seditrice, Si dice la Femmina che possie

de. POSSIDENTE, s. m. Possidente e Possedente, Quegli che possiede. BEATI I POSSIDENTI,

Chi è in tenula Dio l'uiuta, Prov. per dinotare che Chi è in possesso è a miglior condizione. POST, V. MANE. POSTA (coll' o stretto ) s. f. Posta (coll'o largo) Luogo de' cavalli che si prendono per viaggiare.

ANDAR PER LA POSTA O PER LB POSTB , Andare o Viaggiare per cambialura o per la posta o in posta Avviarsi per le poste, detto fig. si dice de'Malati gravi che sono in pericolo di morir tosto.

ANDÁR PER LA POSTA DB LB LUMAGHB , dello pure melaf. Andar nell'un vie

uno; Anfanare; Dare una lunga; Far passo di picca; Indugiare; Trimpellare; Esser più lungo o maggiore che il sábbato santo.

Posta DB LB LBTBRE, Posta.

Posta da OGIO, Bottega dove si vende olio minuto,

POSTA DA TRAR, Posta, T. de' Cacciatori, Quel luogo dove si vuol porre il cac

, ciatore per cacciare.

POSTA DEL CAN, Ferma, Diciamo il fermarsi che fanno i cani da caccia quando trovan le quaglie o simili

CAN DA POSTA, Bracco da ferma.

Posta, in T. di Giuoco dell'Ombre o simili, Puglia, dicesi il Corpo di ciò che si melte nel piatto per premio di chi vince. Posta, si dice il Numero de’danari che si giuoca in un lratto solo

CARGAR LA POSTA, V. CARGAR, V. PUGLIB. Posta VECHIA, T. de' Bottegai, Avven

' tore vecchio; Levatore. V. Aveyron.

A POSTA 0 A POSTA, A posta e Apposta; A bella posta; A sciente; A bello studio, A partito preso; Ex proposilo ; Accortamente; Avverlentemente, vagliono Determinatamente e si unisce col verbo Fare,

DE POSTA 0 Deposta ed anche Giusto DEPOSTA, Appunto; Giusto; Propriamente, Avv. affermativo.

DE POSTA SALDA, Immantinente; Subito subito; Issofatto - Vale anche per Affatto; Intieramente.

DA SO POSTA, Da ; Da solo; Da se da se MBTBR DA SO POSTA, Metter di

per , Da sè solo.
Andar 0 FAR DA SO POSTA,

Anilare a sua posta; Far le cose a suu posta o du se Stare a sua posta , Abitar da se solo.

FARSE UNA LEGE DA SO POSTA, Legarsi a una legge volontaria; Contrarre una obbligazione spontanea; Darsi una legge.

Questa XB UNA COSSA CHE S'INTEYDE DA 80 POSTA, Questa è cosa che s'intende da sè, cioè Che da se medesima si manifesia.

FARLA POSTA A QUALCix, Appostur uno Aspettare il tempo e l'opportunità di cogliere uno; e dicesi anche in cattiva

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dosso a uno,

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parGranDO DB STA POSTA, Grande di quesla posla o di questa data; Tanto fully

te.

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E DE CAB POSTA! E di che pezza! E di che portata! Quanto grande! STAR IN POSTA DB SOL ,

Stare a solatio, o'all occhio del sole, Star in parte o sito che riguarda il sole.

TBGN)R LA POSTA , Tener la invitata , lo invito, la posta, dicesi in T. di Giuo

No TegniR LA POSTA , Far monte; Disdir la posta, come se per quella volta non si giuocasse. POSTÀ , add. Appostato. POSTAR,

v. Appostare, Osservar cautamente dove si ricoveri o sia riposto che che sia.

Postår L'OSÈLo , Fermare la starna e simili, si dice del Fermarsi il cane dopo che tracciando e fiutando ha trovato e vede la staroa.

PostanELSCHIOPO, Impostare lo schioppo, vale Spianarlo in atto di far fuoco.

PostÄR 0 METER LE SENTINÈLE , Posare, Parola militare per esprimere l'azione del condurre e stabilire in un posto assegnato le guardie, le ascolte, le sentinelle e le vedette; onde dicesi Posar le guardie Fosar le sentinelle etc.

PostARSB, Postarsi, Prender posto, Accamparsi, POSTATAMENTE, avv. Appostatamen

te; Apposta; A bella posta. POSTERIOSITÀE, Voce antiq. detta per

Posterità. POSTICIPADA, s. f. Posticipazione, Tras

portamento d'alcuna cosa. POSTIỂMA, s. f. Postèma ; A postema; Po

stemazione, Male che viene altrui in bocca che impedisce il masticare--Impostemire vale Far postéma.

SON PIBN DE POSTIEMB, Son apostemato o apostemoso o postemoso. POSTIÈR, s. m. Portalettere ; Corriere ; e anche Colui che dispensa le lettere per la Città. POSTIGIA, s. f. Voce agr. ed • lo stesso che PIANTADA , vale a dire quei pezzi di terreno laleralmente ai campi, che sono piantati d'alberi e di viti. Nell'Aretino però si dice Posticcia o Pusticcia alla Vigna ove gli alberi siano piantati ordinalamente a filari. V. PIANTADA. POSTILA, s. f. Postilla, Quelle parole brevi che si mettono in margine a' libri: Note o Noterelle marginali. Scrittura interlineare è quella posta

Interlineare, verbo vale Scrivere o Segnar con linea tra ver

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suo luogo, ma postavi dall'arte o dall'ascidente.

CAVBI POSTIZZI, Capelli appositicci o apposticci.

PARÒN POSTIZZO, T. Mar. Padrone appositiccio o posticcio, Quello che nel ruolo delle

persone imbarcate apparisce Caро

della ciurma, ma non è il proprietario della barca. ESSER POSTIZZO IN QUALCHB LOGO,

Slare a pigione, detto melaf. Dicesi di tutte le cose o mal collocale o fuori del proprio luogo

Postizzo, detto in forza di sust, e in T. Marin. Appositiccio, Lunghi pezzi di legno posti dalle due parti delle galere ad uso di reggere i remi per mezzo d'un ca: napo. POSTO, s. m. Posto, Luogo, sito in cui altri si trova.

Posto, si dice ancora da noi fig. nel sign. di Carica, Ulizio, Impiego Avere un bel posto o un posto luminoso o lucro

Poslo, in T. Mil. si dice al Luogo occupato da un corpo

di soldati. Scegliere un

posto; Prendere bene un posto. Posto o Guardia avanzala. Posto DA DONE O DA PUTANB,

Postrilolo; Lupanare , V. POSTRIBOLO MORİR SU UN POSTO, Morire in un lupanare; Finir la vita in un lupanare.

Posto Avanza , Posto o Guardia avanzata, dicesi ad una mano di Soldati, che guarda l'estrema fronte ed i fianchi dell'esercito o le opere esieriori d'una piazza Posto, semplicemente fu detto ad uma Guardia avanzata l'edetta o Ve letta , dicesi a quella sentinella a cavallo ch'è posta in

gran

vicinanza dell'inimico per iscoprirne i movimenti e darne avviso all'ascolta. V. SENTIÈLA. POSTRİBOLO, s. m. Postribolo; Postribulo; Porcile; Scannatoio; Bordello; Lupanare;Meretricio, Luogo infame di Meretrici.

In allro sign. No vogio BSSEN EL POSTRIBOLO DE NISSừn, Non voglio essere lo scherno ďalcuno. POSTRO, s. m. dicono a Chioggia all' Anello di ricordo o Fede che dona lo Sposo alla Sposa per caparra del matrimonio. POTA, s. f. Potta, La parte pudenda delJa Femmina.

POTA DB DONA LENA, POTA DE DANTB O DE SIER DANTB,

POTA DE SAN GAMBARO O POTA DBI ZUFI,

POTA DE MI e simili, Maniere antiquale afferm. o di giur., o d'ammirazione. Oggi direbbesi Pofandia, Diavolo elc. Questa Interiezione é usata anche dagli autori citati dalla Crusca e però si trova registrata in quel Vocabolario.

Si vuol votare che Potta nel primo sigr.

deriva dall'Ebraico Poth, e l'interiezione nel secondo sign. del tedesco Potz che significa Capperi; Cospello e simnili.

PARŠR BL POTA DE Modena, V. PARÈR. POTACHIA, adid. Imbrattato; Sozzato. POTACHIDA, s. f. Imbrattatura; Imbratlo; Imbraitamento, Lavoro o Cosa wnlfatta.

POTACHIAR, v. Imbratlare ; Sporcare ;
Sozzare. V. IMPOTACHIÀR.
POTACHIAR A SCRIVER,

Scombiccherare, Scriver male e non pulitamente-Scarabocchiare e Schiccherare, Fare scarabocchi. V. SCARABOCHIÀR. POTACHIAR SU,

lo stesso che IMPASTROCHIÀR, V.

POTACHLAR A LAORÅR, V. Zavatar e SponTIGNÅR. POTACHIỆTO, s. m. Piccola imbratia. tura.

POTACHIỀto dimin. di POTACHIO, nel sign. di Manicaretto. V. Potachio.

POTACHIŜTO DEFIGAETI etc. Cibreo, Specie di Manicarelto fatto per lo più di colli e di coratelle di polli.

POTACHIĚTI, deito in senso disonesto, Amoracci, Amicizie disoneste od equivoche. Pozzanghere fu detto nello stesso significato. POTACHIO, s. m. Imbrattamento ; Imbratto; Paciuco, Cosa malfatta. MBTBRSB IN POTACHIO ,

Mettersi in altillatura, Vestirsi sontuosamente — Impottinicciarsi, dicesi del Raffazzonarsi che fauno come più possono le donne o povere o brutte per comparire.

POTACHIO DA MAGNÅR, ( forse dal Francese Potage) che i Romani dicono Pote TAGGIO, Bramangiere o Manicaretto, Vivanda composta di più cose appetitose, che anche dicesi Postrincolo e Carabazzata. POTACNIO DE CARNB,

Ammorsellato, Manicaretto di carne sminuzzata e d'uova dibattute - Capperottata o Cappillottata, Manicaretto di carni cotte e sminuzzate

Cibrèo, Specie di Manicarelto fatto per lo più di colli e coratelle di polli. PoraCHIO DB PBSSB ,

Tocchetto,

Guazzetto di pesce.

Intriso; Lercio, dicesi a Mescuglio di farina o altra cosa con acqua o altro liquo

POTACHIO A CUSER, Pottiniccio, Cucilura o Rimepdalura mal fatta. E quindi Portinicciare, Fare un poltiniccio.

POTACHIO, direbbesi anche nel signif. di Pateracchio, cioè Affaraccio, Faccenda disgustosa e difficile a sbrigare.

Potachi, Pozzanghere, figur. fu delto per le Concupiscenze carnali.

Imbratto, dicesi fig. per Debito.

Potachio, in sign. di Catlivo negozio, Impiastro o Impiastraccio per mel. vale Convenzione , patto concluso con imbroglio e all'improvviso. POTACHION POTAChioso Sadd. Guastamestieri ; Ciabattino, Artefice che

opera

male, Detto nel sign. di Sporco, V. Sroaco. . POTACHIÒN DBI LIBRI,

Libris merdi,

Voce disprezzativa formata per espriniere un Imbrattatore di libri.

Potachioso, lo stesso che PotachiÒN, ma più si dice per Agg. a Fanciullo che si lordi e s' imbratti in mangiando o bevendo. POTAMARİNA, s. f. T. de'Pesc. Polmone marino o Potta marina , Produzione di mare del genere de' Molluschi secondo Lionco e dei Polipi radiali secondo La

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POVARBTO LU,

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ro,

PovaněTO MI! Povero me! O me tapino! Ahi lasso! Ohimo! - Guai a me! Talor si esclama per

dolore Oise! Guai a lui! - POVARBTO TI! Oità! Guai a te!

PovARBTO, dello in gergo, vale Becco, Quello a cui la donna fa fallo. POVARÌN, add. Poverino; Poverello; Mi

serello, Voci di compassione. POVARO, add. Povero. V. POVARÈTO.

PovarO CHE L'INSANGUENA, V. IvsarGUBNAR. DEVENTÀR POVARO,

V. IMPOVAnir. DB RICO DEVENTÅR POVARO, Cascar da pollaio; Di buona badia esser debole cappel. la, detto fig

ADITO POVARO, vale Corto e strello.
POVERO DIAVOLO, Cattivellaccio, Porc-

Miserabile.
POVARI AL PBVARE,

chiamavansi solto il Governo Veneto alcuni poveri patrizii, a'quali era concessa ogni anno dal Maggior Consiglio nella settimana santa la carità o limosina di sci ducati d'argento per cadauno : elemosina instituita negli antichi felici tempi della Repubblica quand'el. la godeva cioè il commercio esclusivo colle Indie orientali. Allora queste carità si pagavano dalla Cassa del

pepe ;

onde n'è rimasta la denominazione anche dopo il cessato commercio. POVARÒMO, s. in. Pover' uomo.

Poverello, Poverino e Poveretlo, s'usano talvolta anche figur. per espressione di compassione o d'altri affelti.

NO LE NE COSSE DA POVAROMBNI, L'orzo non è fatto per gli asini, cioè Le cose scelte e di pregio non son satte pe' minuali; simile all'altro L'asino o L'asinello non ha luogo in crosta. POVERTÀ, s. f. Povertà; Poverezza; Mendicilà ; Inopia.

MOLTA E GRAN POVERTÀ, Poveraglia, Moliitudine ili gente povera.

Bruzzaglia e Marmaglia, Quantità di

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marche, detta latin. Actinia. Col nome noslro volgare vengono inlese diverse specie di questo genere d'animali, che per la loro forma e figura quando si trovano non bene espansi nè ben contratti, la lol'o aperlura centrale attorniata da raggi rassomiglia ad una vulva, donde trasse fra i nostri pescatori un tal nome. Il corpo di quesl'animale è molle, di sostanza carnosa , mucillagginosa e fin'ora non è di alcun uso per la vita. V. CONI DE MAR. POTAMO, Nome d'un Fiume nell'Isola di Corfù, che si registra pel seguente nostro dettato, AndÅR AL POTAM), e vale Morire. Potamos è poi voce greca che significa Fiume. Che questa frase fosse un avanzo di mitologia e volesse significare Andare all' Acheronte? Chi sa ? POTEGIÒLE, s.f. Voce fam. Lagrimette; Lagrimucce o Lagrimuste, Piccole lagri

me. V. in PBRlA. POTENTE, adu. Potente c Possente.

Potente che s'usa anche in forza di sust. parlandosi di Persona, vale Ricca, Nobile, che ha aulorilà e potenza. UY PUGYO O UVA SCHIAPA POTENTE ,

Un pugno o Uno schiafo di santa ragione, vale Forte.

Vino potente, dicesi anche da noi a Onello che ha molto spirito e facilmente

ubbriaca. POTENZA, s. f. Potenza.

POTENZA DE LE POTENZE! Voci d'ammirazione, Potenza in terra! Poffare il mondo! Squasimodeo! Toh!To! l'acci scalzo! () vatti con Dio! POTİFA POTIFON ) Agg. a Uomo per disprezzo

} o per ingiuria, e vale Scimunilo; Stolido; Insulso; Vile; Codardo; Melenso e simili; e dicesi lanto a gomo clic a donna. Porira, diersi per Patta, la parte ver

Polla โ gognosa della femmina.

Potirov, nelle maniere famil. si dice aiche nel sign. di Prayzoto, V. POTRIDA, s. f. Cibrio, Soria di Manicareito fatto

per lo più di colli e di coralelle di polli, e generalmente potrebbe dirsi Intriso. Carabazzati , Specie di vivanda filla d'un mescoglio di varie cose. V. in PoTACH10. La roce PuTripA ci venne prestata dagli Spagnuoli, i quali chiamano Olla podrida una specie di nanicarrito composto di molti ingredienti. I Franzesi dicono nello stesso significato Pot pourri; c tanto Pot pourri quanto Olla podride valgono letteralmente Pignatta putrefatla, bel nome in vero per invogliar a man. giare! POVARÈTO, add. Poveretto; Miseraccio; Meschinello; Tapinello; Indigente. ESSER POVARETO, Piatire il pane,

vale Averne inopia. Esser povero in canna.

FAR EL POVARÈTO, Fur marina , dicesi vlel Finger miseria e con importunità Tenere il cappon dentro e gli aghi fuora, Mostrar d'esser più povero di quel che uno è.

PovareTA MA ONORATA, È meglio vestir cencio cun leanza, che óroccalo con dis

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POZZÀNGARA, s. f. Pozzanghera; Pozza, detta anche per ischerzo Osteria de' cani, Piccola pozza, e propr. diciamo di quelle buche delle strade che sono ripiene d's

acqua piovana. POZZÈTO, s. m. Ciolloła, Vasetto da bere, per lo più senza piedi , di tenuta poco più d'un bicchiere.

Pozzeto dello per SOLITARIO, V. POZZÈTO, s. m. chiamavasi ai tempi del Governo Veneto quella Vacchina di lavole falta a fuggia di pulpito o sia di pozzo, in cui siedeva trionfalmente ed era portato a spalle d'uomini e mostrato al popolo per la piazza ili S. Marco il nuovo Doge, accompagnato da un suo parenle e dal suo BALOTÌN (V.); nella qual festira occasione si spargevano a larga mano al popolo delle monete d'oro e d'argento col nome del nuovo Doge. Questo Pozzetto chiamavasi anticamente PèrgolO, di cui veramente riteneva la figura, ma n'era assai più largo. V. Pergolo, voce antiq. POZZ0, s.m. Pozzo c Pozzo binneo, Luogo cavato a fonito per attiguer acqua.

VERA c FoxDO DEL POZZO, V. Vera e Fondo. PILÈLA DEL POZZO,

(detta anticam. Pue theale) Pilu del pozzo, Buco rolondo ricoperto da pic!ra bucata,per cui entra l'acqua piovana nelle conserve, donde poi passa al pozzo.

CASSONI O SPONZE DEL Pozzo, Bottino c Purgatore o Purgatvio e Conserva, Sprcie di Cisterna o Fossa scavata accanto ai pozzi artefatti (come sono tutti quelli di Venezia) ove si lepurano le acque comezzo della sabbia e si conservano prima di passare al pozzo. Le acque re bottini si depurano.

MOLĖTA DEL POZZO, V. MOLE71.

MURO DEL POZZO, Vela del pu::0, chiamasi quel Muro che divide un pozzo comune a due famiglie.

NETÅR EL Pozzo, V. Netår.

BUTAR UNO IN Pozzo, drlto fig. vale Accusar uno in giustizia; Opprimerlo.

Pozzo, in T. Mar. chiamasi Quella parte dei Bastimento dove si riuniscono le acque.

EL SBCHIO VA TANTO AL POZZO FLY CHE EL GIB LASSA EL MANEGO,

V. Secilio. Pozzo di S. Putrizio, dicesi di Una cosa che non finisce mai, nè mai si riempie o si sazia. Si dice ancora ll calderone dell' Allopascio orv. La botle di S. Galsanoo Il cacio di Fra Stefano.

Pozzı poi si chiamavano alcune prigioni tenebrose oil orribili, delle quali si servivano gl' Inquisitori di Stato per tenervi alenni carcerali soggelti al loro gravissimo tribunale. Esse crano bensi al livello del terreno presso alla Corte del palazzo, ma visi discendeva per una ribaila posla presso alle stanze coll'Avogaria, vai che han probabilmente preso

il corrispondono Burella, che propr. siguilica Fossa; Buiosa elc. PRA, s. m. Pralo, e nel plur. Prati e Prata. In T.

si fa distinzione da Pra. to a Pascolo, Pralo dicendosi quando i

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gonie vile,

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S

LA POVERTA PA Vengogyan , Povertà fa viltà, La povertà fa l'uoino vilc.

SARÀ UNA POVENTA DE DIESE ANI CHB Plc. Sarà la poverti o la miseriu di dieci anni, che etc. e vale Saran per lo meno, ovv. Ormai dieci anni clic ele. POZĂR, V. Puzar. POZIOL POZOL S s. m. Lo stesso che Pergolo, V. Pozo (coll'o largo ) s, m, Appoggiutoio, Cosa qualunquc a che l'uomo s'appoggia, Sostegno.

Pozo de LE SCALE, Appoggiamento Bracciuolo, chiamasi la Stanga di legno lungo le scale che serve pur per appoggio.

Pozo DE LE FENESTRE, Parapetto, 11 davanti delle finestre.

Caneca da Pozo, Sergiola a braccivoli, V. Canèga e POLTRONA.

Pozi de La Carega, Bracciuoli, Quella parte della sedlia dove s' appoggian le braccia - Braccialetto, dicesi da Tap

' pezzieri Quel drappo che riveste i braociuoli d'una seggiola.

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agron.

onoranza.

1

Campo è seminato ad erbe per la pastora del bestiamo, e Pascolo quando il luogo di pastura è naturale,

Agghiaccio, dicesi al Prato o Campo dove i pecorai rinchiudono il gregge con una rete.

PRASMALTÀ, Prato che si s maliò di fiori, cioè che si riempi

AVHR L'AQUA SUL PRs, Aver la pasqua in domenica, Prov. ed è Quando la cosa succede come si desidera--Vuotar nel lardo e nelle luzarne; Aver ogni bene, ogni prosperita; Siare in sul grasso, Aver la furtuna in favore-- Asin bianco gli va al mulino, dicesi di Chi è benestante ed ha le sue faccende bebe incamminate. PRADARIA, s. f. Prateria, Campagna di prati. PRADARIA PIENA DE GRAMEGNA ,

Prateria gramignuta. PRADARIOL, s. m. T. agr.

Prataiuolo e Prelaiuolo, Sorta di fungo assai buono, cosi dello perchè per lo più fa nei prali. PRASTO, s. m. Praticello e Pratello, Pic

v.

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colo prato.

V. F+R.

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Uomo uffizioso, cortese e coll' usar seco si riconosce migliore.

CHI PRATICA DEI CATIVI DEVEYTA CATIvo, A chi usa collo coppo gli se ne appiccu o gli se ne attaccú e simili, e vale Che ne conversar con alcuno s'apprencono e si pigliano le sue maniere. Nel medesimo senso si dice Chi pratica col lupo impara a urlare; Chi dorme co'cani si leva colle pulci.

PRATICARSB, Levarsi un uso, una consuetudine, vale Introdursi, Cominciarsi a praticare.

PRATICAR UN FURTO, Commetlere; Eseguire ; Fare; Operare un furto. PRATICO, add. Pratico, Esperto, Esercilato, Versato in qualche cosa; e fu anche dello Accorto di che che sia.

Pratico o PRATICANTE D'un meza, Praticante ; Apprendista , Quel giovane inizialo nella professione del Foro o della medicina etc.

PRATICO DE CHIRURGIA, Giovane di medicheria, dicesi allo Studente e Ministrante di Chirurgia.

Pratico DĚL mondo, Accivettato, Uomo cui il proprio pericolo abbia renulo accorto--Egli è pulta scoduta; Egli ha scopato più d'un cero; Egli ha pisciato in più d'una neve; Egli le sa.

ŚBAVIRSB DBI PRATICH!, E' val più sin colpo di maestro che due di manovale , cioè È più utile servirsi delle persone pratiche, benchè la spesa sia maggiore, che delle ignoranti. PRATIVO, add. Campo a prato ; Campo

acconcio a fieno. V. PRA, PRE, Prete.

Pre Mocolo, detto per ischerzo, e vale Abbatino, Piccolo Prete. V. Zago.

l're Lessa, dello pur per ischerzo, è lo stesso che ABATE CANOLA. V. ApaTB.

Pre Piero, Prete Pero, nome proprio per Prete Piero, di cui si dice che insegnava a dimenticare. PREALEGA, add. T. ant. Predetto; Sud

dello ; Sopraddetto, Soprallegato. PREAMBOLO, s. m. Preambolo o Prcambulo; Prologomeno e Proemio, La prima parte dell'orazione o d'altra opera,

che dicesi anche Prologo e Prolago.

PRBAMBOLI, che altri dicono PRECANDOLa (forse dal barb. Precamen) Lungagnola; Lunghiera; Stampita; Bibbia; Ciar. leria, Discorso lungo e noioso. Vi corrispondono nel senso nostro Seccaggine; Noin ; Fastidio. PREAVISO, s. mn. Avviso anticipato, Av. vertimento che previene un'epoca qualunque, Avviso dalo prima. PRECÀNDOLA, V. in PREAMBOLO. PRECAVÀR, Precavare o Prelevare, e vagliono Scorporare, Cavar prima dal corpo e dalla massa della ragione. V. PREDBDUR. PRECAZZĂR, v. Cacciare avanti, Spin

gere, Dar coraggio, Stimolare. PRECETA, ada. Precettato, chiamasi nell'uso nostro Colui che ebbé dalla Polizia un precelto diretto a contenere e regolare

-la sua condotta, al quale mancando, incor

re una pena corporale. PRECIPITÀ, s. m. Precipitato, detto da' Chimici Deulossido di mercurio, Sostanza di color rosso,

Veleno corrosivo. PRECIPITÒNO PRECEPITÒN, detto per Age- . a Uomo, Precipitoso, ed anche Precipite, che è voce latina, c vale Inconsiderato, senza ritegno, Che opera con furia. V. STRAMANA. PRECISAR, v. Distinguere; Determinare; Prefiggere; Stabilire; ed anche Individuare e Singolarizzare.

No POSSO PRECISARVB BL ZORNO, Non posso indicarvi il giorno preciso. PRECISITÀ, s. I. Precisione, Distinzio

f, ne, Esaltezza. PRECISISSIMO, Assai preciso; Determi

nalo. PREDEDŮR, . Prededurre, T. Leg. é vale Diffalcare anzianamente ,

Dibaltere a preferenza, Sottrarre in prima. V. PRECAvår. Quindi Prededuzione. PREDIÀL, s. f. Prediale, dal lat. Prodium. che vale Tenuta, Possessione. Termine di nuovo uso qui introdotlosi col Governo Italiano, e intendesi comunemente l'Aggravio pubblico che si paga dai possidenti di beni stabili alla Cassa dello Siato, che sotto il Governo Vegeto dicevasi Compatico per campi e Casatico per le case. V.Cexso. PREDICA, s. f. Predica.

PREDICA A BRAZZI, Sciabica, Predica falta al minuto popolo e pon istudiata. V. in BRAZZO e PRBDICAR.

FAR UNA PREDICA A Uvo, Fargli una correcione, una predica, vale Correggerlo, Ammonirlo. Dicesi anche Fare una predica ovv, una sciloma ad alcuno, che vale Parlargli lungamente o per avvertirlo d'alcuno errore o per persuaderlo a dover die re o non dire, fare o non fare alcuna cosa PREDICAMENTO, s. m. Vociferazione; Mormorio, Voce sparsa per cui si previene qualche cosa. PREDICĂR, v. Predicare. PREDICÀR A BRAZZI ,

Dire ; Predicare ; Favellare a braccia, Parlare improvvisamente, anzi che recitare cose studiate o preparate. V. PREDICA, PREDICAR AL MURO,

Predicare nel deses. to, Favellare a chi non vuole intendere, che dicesi anche Predicare a' porri o tra' porri. PREDICHÌN, s. m. Predichetta , Piccola predica. V. FERVORİN.

FAR UN PREDICHIN A QUALCUN, Fare altrui un'ammonizioncella. PREDOMINÁR, v. Predominare, Prevalere, Signoreggiare.

PREDOMINÁR, dicesi dal volgo ignoranle nel sign. di Presagire; Predire - Eu

Ec .CUOR MB LO PRBDOMINAVA, Il cuore me lo prediceva o presagiva, me lo diceva o mel dieeva. PREFERIBILMENTE, avv. Principal

menle; Sopra tutto; In preferenza. PREFETizio, add. Del Prefetto, Agg. Di cosa altenente al Prefelto.

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PRÀTICA, s.f. Pratica, Esperienza--GRANDISSIMA PRATICA, Esperienza consumalissima, vale Perfettissima, Peritissima.

. Pastica, dicesi per Tirocinio; Noviciato, Senola da cui s'apprende un'arte.

A FORZA DE FAR SE FA PRATICS,

AVÈR POCA PRATICA, Aver poco peccato in alcuna cosa, vale Non averne gran pratica, Esserne inesperto.

Aver la pratica, T. Mar. vale Aver la la libertà di entrare in un porto dopo aver falto la contumacia per gli oggetti di saJuie o dopo il riconoscimento falto dall'UGzio di sanità.

Chrapán DB LE PRATICHE, Pigliare delle male pratiche o amicizie - Chi dorme co’cani si leva colle pulci, e vale Chi pratica con riziosi si macchia de'loro vizii o ne incoglie male Una

pecora marcia ne guasta un branco; orv. Una pecora rognosa infetta tutto il gregge, Prov.che mostra che si dee fuggire come la peste la pratica de' malvagi

Chi tocca lu pece's' imbratia o si sozza, e vale che Nel conversar con alcuno s'apprendono e si pigliano le sue maniere.

FAR PER PRATICA, Tirar di pratica.'
METER IN PRATICA,

Metler in alto o Meller in atto pratico o Metter in prutica, Cominciar a fare.

PARLÀN PER PRATICA, Chi vien dalla fossa sa che cosa è il morto, diirsiili Chi ha pratica el esperienza di quello di che si ragiona.

VAL PIU LA PRATICA DE LA GRAMATICA. V. GRAMATICA. PRATICANTE, V. Pratico. PRATICANZA, s.f. Voco bassa, Certi amo

razzi, Intendlesi pratica disonesta. PRATIC.R, . Praticare, Metter in pratica.

Praticare c gazzicare con una, dicesi

per Conversare, Aver commercio--Praticar con uno--Usare in una casa.

L'È UY BOX OMO CHE SB POL PRATICAR,

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PRE
Premer, dieesi nel sign, di Spexzea, V.

PREMER LA BARCA , T. de' Bareaiuoli, Volgere la barca a mano sinistra, V.StaLİR E SIÅR.

PREMER era anche Termine usato ne' tempi del Governo Veneto. Dicevasi Us PREMB L'Altro, quando in certi casi di elezioni a pubblici ufizii, rimasti superiori di voti tra altri aspiranti due Patrizii, non però oltre la melà de' votanti, erano riballottati questi due uno contra l'altro con due sole urne o bossoli, onde uno di essi era necessariamente superiore di voti all'altro, ed era come si dicesse Uno caccia l'altro. PREMÈTER, v. usato dalla bassa gente nyel sign. di Permettere.

PREMETÈME CHB VB BASA LA MAN, Permelletemi ch'io vi baci la mano. PREMINİR, v. Pagare il fio; Scontare ; Digerir i buoni bocconi, Far penitenza forzata. PREM10, s. m. Premio o Guiderdone.

FAMOSO DA PREMI, Vincipremi, Agg. a Chi nelle gare e competenze suot riportare il premio. PREMORİR, v.. Premorire, Morire aranti; e quindi Premorienza, Morte accaduta prima. V. in MANCÀR. PREMUNİR, v. Premunire, e nel neut. pass. Premunirsi, Mettersi in precauzio

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PRE parentela determinate con Vescovi, con Cardinali o col Pontefice, per rimuovere l'influenza degli Ecclesiastici detti PAPALINI, e mantenere inviolato il

segreto nelle pubbliche deliberazioni. RESTÀR DB PREGAI,

V. RESTÅR. PREGÅR, v. Pregare o Priegare.

FARSE O NO FANSE PREGÅR O TIRAR PER EL TABARO,

Farsi o Non farsi troppo stracciare i panni o la cappa ; Tirare o Non tirare pel ferraiuolo, vagliono acceltare o Non accettare l'invito.

BRAVO DA PREGÅR, Pregativo, Che sa pregare. EL ZAGO CHE PREGA PBR BL PRETE,

V. PRBTE.

LA PREGO O LE PREGO, Maniera vernacola e Specie d'intercalare di chi facendo un discorso richiama l'attenzione dell'ascoltanle, quasi che dica, La prego

d'attenzione; Attenzione a ciò che son per dire o simili.

Prego Dio DE DEVENTÄR ORBO O DB MORİR, 8B MAI PIU VAGO IN QUEL LOGO,

Fo

prego priego a Dio che mai più andrò in quel la casa, Maniera di protestazione con giuramento. PREGIUDIZIÈTO, s. m. Nocumentuccio,

Piccolo documento o daono. Pr.EGIUDIZIÈVOLE , add. Pregiudizioso; Pregiudicativo; Pregiudicante; Pregiudiziale. PREGIUDIZIO, s. m. Pregiudizio, Danno, discapito.

Pregiudizio, dicesi anche nell'uso vernacolo per Opinione pregiudicata, ovvero per Opinionc falsa ricevuta per educazione o per inconsiderazione.

Avere depregiudizi. Questa espressione può avere due significati, e tanto s'intende riferibilmente al costume e alla condolla morale, quanto all'opinione o alla maniera di pensare o di credere di quel tale di cui si parla.

Pregiudizů criminali, ora si dice e si scrive dopo il Governo Italiano, e s'intende Le colpe criminali antecedenti, le cui memorie si trovano ne'registri de'pubblici offizii; e quindi si dice e si scrive Pregiudicato per Già colpevole o altra volta processato. PREGO, s. m. Lo stesso che PREGHIERA, V. PREINTENDER, v. Subodorare, Risape

re uma cosa astrattamente. PRELODATO, add. Termine di nuoro uso nelle scriiture pubbliche, come a dire Soprallodato nel sign. di Suddetto; Sopraddetto, e si riferisce a Persona sopra nomi

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PRE Cancelleria Prefettizia, dicevasi sotto il Governo Veneto alla Cancelleria del Prefello, detto volgarmente CAPITANIO. PREFETO (coll'e aperta ) s. m. Prefetto, Titolo d'uno de'primi Magistrali dell'antica Roma, che la goverpava

nell'assenza de' Consoli e degli Imperatori.

Prefetto era anche Quello, che ai tempi veneti chiamavamo volgarmente, ehe negli atti pubblici , CAPITANIO, in alcune Città dello Stato; ufizio ch'era sostenuto da un patrizio, come a Padova , Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo. Le sue attribuzioni, la Cancelleria ed i suoi Ministri chiamavansi Prefettizii, distinti. dai Pretorii che appartenevano al PODESta.

Sotto il cessalo Governo Italico il Prefetto era il primo Magistrato d'un Dipartimento o sia d'una Provincia del Regno, le cui attribuzioni erano però solamente amministrative. Ora si chiama Delegato provinciale ; ed ha a uu di presso le medesime attribuzioni. PREFÈTO, Voce bassa, detta da alcuni in vece di Perfetto, come dicono PERFETO

in vece di Prefetto. PREFISSO, add. Prefisso, cioè Stabilito, Determinato. Tempo o Giorno prefisso.

NOL GA TROVÀ QUEL CH'El s'AVEVA PREFISSO IN TB LA SO TESTA , Non ha trovato ciò ch' egli erasi immaginato di trovare

o ciò che aveva creduto o supposto. PREGÀI o Pregad, s. m., sing. e plur., che vale Pregati. Cosi chiamavasi il Senato Veneto con nome vernacolo dall'antico uso che il Doge mandasse a pregare o richiedere alcuni patrizii a sua scelta di consocarsi

presso
di lui

per

'consoltarli gli affari di Stato, quando egli aveva grandissima autorità. Riformata però la dignilà ducale in alcune correzioni di

governo srguite nel secolo XIII, venne instituito un Senalo per simili consultazioni, che continuò nondimeno a dirsi PREGADI o PreGAI, colla presidenza del Doge, eleggibile in numero di sessanta d'anno in anno dal Maggior Consiglio, ed a cui in progresso furono attribuite le materie politiche economiche e militari. V’ebbero in seguito degli altri sistemi, onde a' tempi nostri il Pregadi era composto di circa 300. membri, cioè dal Doge; da 9 Procuratori di S. Marco; da dieci membri del Consiglio de' dieci; da sci Arrogadori di Comun, cioè 4 attuali e duc uscili; da 4. Censori, due attuali e due ali rispelio; da 6o. Senatori detti del Consiglio di pregadi; da 40. della Quarantia criminale; da 13. altri membri de' Magistrati senatorji; finalmente da 55. altri occupati nelle Magistratore delle Sotto Pregadi, cioè Aspiranti al Prrgati, alcuni de quali v’intervenivano senza volo. Le sedule del Senato si facevano nelle ore pomeridiane e ne’giorui di giovedi e di sabbato.

PRECADI DE EXPulsis, chiamavasi quan. do si trattava di affari politici interessanti la Corte di Rowa o di affari ecclesiastici, nel qual caso erano espulsi dal consesso Tutti que' Membri che avevano relazioni di

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PRENCIPE, V. Doss. PRÈNDESE, lo stesso che PRINDESB, V. PRENDITOR, s. m. detto anche CASELAYTE, Ricevitore del lotto, Quell'Ufiziale che riceve le giuocate del pubblico Lollo ed esige i danari da' giuocatori. PREOPINANTE, verbale add. e sust, di Preopinare, e vale Che opina diversamenle. Dicesi nell'uso ( anzi si scrive come termine d'uffizio ) Preopinante a quel Consigliere o simile, che, discutendosi nel consiglio un affare, opina diversamente dal Relatore. PREOPINÅR, v. Preopinare, T. di pratica formalo dal latino Præ e Opinari, che vale Opinare o Pensare diversamente da un alıro. PREOPINAZION, s. f. Preopinazione, T.

di pratica , c vale Opinione preferita. PREOSTO, s. m. Prevosto e Preposto, Din gnilà Ecclesiastica.

DEVENTÀR PREOSTO, Imprevostarsi, Esser fatto prevosto. PREOSTURA, s. f. Prevostura e Prepositura e Propositura, Ufizio e Giurisdizione del Prevosto. PREPARÀR, v. Preparare; Apparecchiare; Ammannire.

PREPARAR LA TOLA, V. PARBCHIAR.

PREPARARSE A LA MONTE, Acconciarsi dell

' anima, Prepararsi a morir da Cristiano. PREPOSSIDE, s. f. Proboscide o Tromba,

Il baso o tromba dell'Elefante. PREPOTENTE, add. Prepotente, in buona lingua dicesi a quello che può più degli altri, Superiore agli altri in potere.

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nata.

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PRELUDIO, s.m. (dal latino Praeludium),
Pronostico; Segno; Indizio, e dicesi per
lo più in mala parte.
CATIVO PRBLUDIO,

Cattivo
segno;

Cat. tivo indizio. PREMER, v. Prèmere o Calère, cioè Arer premura, Curarsi, Importare — M8 PREMB 0 NO ME PNEME, Mi cale o Non mi cale. LA GHE PREMEVA ASSAB ,

Gli stringevano i cintolini, cioè Gli premcva o importava molto.

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