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COLONA COMPIETA terinarii ad una Malattia del cavallo e del bue, che consiste nella rigidezza e immobilità del collo; ed è una Contrazione spasmodica , parziale ai muscoli del collo. Ne'buoi è spesso

la conseguenza delle contusioni del gioge. COLONA. COLÒNB, detto in gergo,

vale Gambe. COLONÈLA, s. f. dicesi la Moglie o Fem

mina di Colonnello militare. COLOR.

COLOR SBIAVYO, V. Soravio.
COLOR DE CALIZENB, Colore fuliggino-

Verona,

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B

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so, nericcio.

COLORI, pronome, Coloro plur. di Colui. Secondo il Muratori, l'etimologia della voce Coloro si trae dal qui illorum usato ne' secoli barbarici in vece di qui

ex illis.

dalla prima epoca

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e

CONFUSIONÈR CONSULTA il vicino d'esser preferito nella vendita d'una cosa continanie o d'altra simile.

Eravi a'tempi Veneti una Magistratura di due Palrizii dell'ordine de' Sarii, detti Provveditori alla Camera de' confini, che soprintendevano ai confini dello Stato e in couseguenza all' Uffizio dei Provveditori ai conlini instituito in ogni Città di provincia conGnante, com'erano a Udine, a Belluno, a Vicenza,

Brescia, Bergamo, Crema e Rovigo. CONFUSIONÈR, si dice ancora per Con FUSIONARIO,

V. CONSENZIENTE, add. Consenzienle ;

Acconsenziente, Chc acconsente, ch' è d'accordo; e talvolta si prende in sini stra parte per complice. CONSERVA.

CONSERVA DE FRUTI, Conserva , chia mansi i fiori, i frutti ed altre cose confeltate nello zocchero o sia nel giulebbe: come Giulebbo di mele appie; Giulebbo

di fior d'aranci; Giulebbe di gelsomini ec. CONSIDERANDO, s. mn. Voce

o Manicra cominciata ad usarsi nel nostro Foro fin

del già Governo Italico l'anno 1805. e fattasi ora più comune e parlata in forza di sustantivo. Dicesi volgarmente UN CONSIDERANDO o I CÓnsiDBRANDO, per Un motivo o I motivi d'una sentenza civile o criminale, perchè tutti i motivi cominciavano, secondo la pratica Franzese, dalla parola Considerando. E quantunque colla mutazione del Governo siasi anche cangialo il modo di esporre questi motivi nelle cause civili , e non siavi più il ritornello del Considerando , continua nondimeno l'uso tra molti foreosi di divli CONSIDERANDO. Si vuole osservare che anche ne' tempi del Governo Veneto chiamavansi comunemente 1 BO QUIA ( e quindi U.y EO QUIA ) li Motivi delle intromissioni Avvogaresche contro le sentenze criminali di prima istanza appellate, niente

per

altro se non perchè , scrivendosi latinamente nel Magistrato degli Avvogadori, tutti i diversi motivi giustificanti l'atto dell'intromissione, cominciavano dalle parole Eo quia, V. questa voce. CONSOBRÌN, s. m. Voce dal lat. Consobrinus che significa Cugino, usata scher: zevolmente dal nostro Andrea Calmo iii molti luoghi delle sue lettere per modo d'amicizia. ConsoBRIN CARO, egli scriveva, CONSOBAIN DE VELUO, CONSOBRIN D'ORO, in vece di Caro amico; Ben amato e simili. CONSULTA, s. f. Consulta , Conferenza di più persone che consultano. Consulia si diceva ai tempi Veneti Quella ordina. ria che facevasi la maltina d'ogni giorno feriale nel palazzo ducale, composta de' Savii del consiglio, de' Savii di terra ferma e de' Savii agli ordini, benchè talvolta ancbe senza questi uliimi , per le proposizioni da farsi al Senato, il quale si convocava per metodo le sere del giovedi e sabbato.

Consulta straordinaria, della più vol. te CONSULTA NEGRA, dicevasi Quando per

COMPLEANO CONFİN
COMPLEANO, s. m. Lalinismo che sussi-

ste nel nostro dialetto per Compimento
dell' anno.
FAR EL COMPLEANO,

che altri dice Fax BL COMPLEANOS, Compire gli anni o l'cià, per esempio La sera degli u. Gennaio 1829. l' Autore ha compiuto l'età degli anni settantacinque. COMPLESSIÓN, 6. f. ( che avlicamente si trova scritto COMPLBNSION ) Complessione, Temperatura, stato del corpo.

Ono DB BONA COMPLESSIÓX, Bene complessionato DE CATIVA COMPLESSIÓN, Malo complessionato, Debole— De comPLESIÓN SUTA, Segaligno, Di complessione adusta. COMPLESSO, s. m. (che gl'idioli dicono CUMPAESSO) Complesso, Un lutto insieme.

DANO IN COMPLESSO, Danno comples. sivo; La totalità o La somma comples. siva del danno, cioè La soinma intiera. La voce Complessivo è usitatissima nel Foro. COMPLESSO, adı!. dello per agg. a Uomo, Complesso, Pieno di carne,

Memnbruto, Informato; Uomo ben complesso; Auticciato; Ben tárchiato. MaL COMPLESSO ,

Mal formato ; Male ammannito. V. Scachio. COMPOSTÌNI, s. m. ( che suona Piccola composta) si chiamano Quelle olive nere, che acconce o conservate nell'olio ci provengono dalle isole del Levante e specialmente da Corfù. COMPRÀR.

COMPRARSE UNO CO LB BONB YANIBRE, Acquistarsi o Guadagnarsi l'animo ó l'amore o la benevolenza di alcuno. COMPRESSO, sust. e add. Voce bassa, V.

Complesso. CONCÈTO, s. m. Concetto, Buon nome, credilo, riputazione. CONCBTO DE LADRO,

Credito di ladro o di furfante o di baro ec. CONCHÈTA, s. f. Conchetta, Specie di truogolo, che si melte sotto la cannella della bolle per raccogliere il vino che sgocciola quando si versa. Questo vino svapora moltissimo e diventa cattivo; laonde si suol chiamare VIN DE CONCHETA il Vino peggiore. CONCOLO, s. m. Concolo DBL PAN, dicesi a Quella tavola su cui si fa o si porta il

pane a cuocere: ed è lo stesso che PaNARIOL, V. CONFÅR, v. Approdare, da Prò, cioè Far

pro, utile, giovamento LA MB CÜNFÀ, Mi sa prò; Mi upproda ; Mi giova. CONFETURIERA, s. f. dicesi la Moglie o Femmina di Confettiere o Consellatore : la quale secondo altre roci consimili e cosi formate dal nome mascolino, potrebbe dirsi Confettiera. CONFİN, s. m. Confine o Confino, Termine cosi di Stato, come di privato podere. Frontiera, dicesi il Luogo ne'confini del Dominio a fronte d'un altro Stato.

PORTAR VIA PER CONFIN, Acquistare per ius congruo, Si dice di Quel ius o privi. legio che secondo le leggi Venele aveva

COLTIVAR, v. Coltivare, Lavorare la terra o Farla lavorare. COLTIVAR QUALCON, Hello per

similit. Coltivar l'amicizia o la benevolenza d'alcuno, cioè Porre ogni studio per acquislarla , accrescerla o conservarla;

dicesi anche Coltivare assolut. COMANDAIZZA.

COMANDAIZZA, nel giuoco di Primiera, dicesi Invito. COMANDAR.

Tra le persone di bassa mano v'ha l'uso di cosi esprimersi , SB LA COMANDA DE DARME QUALCOSSA ; ors. COMÁNDELA DE DARXE GNBNTB? e intendono dire Mi di ella o Vuolella favorirmi di qualche cosa per mancia?

COMANDĂR, parlando dell' espressione che si fa nel giuoco di Primiera , dicesi Invitare. COMBIÀO s. mi. Vocc ant. Commiato o

Comiato , Licenza di partirsi dimanılata o data. TOR COMBIAO,

Prender commiato, Domandar licenza di partire. DAR COM BIAO,

Dar commiato, Dar liCOMBUSTION, .. f. Combustione, detto fg. e nel senso nostro più com nne, vale Affanno, Travaglio, Trambusto, Confusione,

SBMPRE COMBUSTIÓN IN FAMBGIA, Sempre contese, contrasti, dissidii, allercazioni, differenze. COME.

COME i Fo o Comoro, Maniera scherzevole delia per imitazione del Franzese Comme il faul, e comunemente parlata , che equivale al CossBDIÐ, V. CÒMEO,

s.m. Voce ant, ch'è andala in si. suso, dicendosi ora da' Veneziani Cumio per

Gomito.

MANBGHB A COMBO, V. Mangga. COMPAGNO.

FARLI TUTI COMPAGNI, Mandar tulli alla pari, vale Trattare c giudicare tulti in una maniera, Far di tuli l'istesso conto. COMPIETA. Completa è anche voce di

gergo

dei barcaiuvli che significa Spia.

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cenza.

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CORAZZİNA CORNO molto che dice, I danari sono il secon

do sangue.

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corpo schiaccia

e

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772 CONSUNTIVO CONTROLÓRA
Ja discussione di qualche affare impor-
table di governo, s'univano alla Consul-
la ordinaria altri patrizii stali altra vol.
ta nella carica di Sarii, i quali v’inter-
venivano in veste nera,
FAR CONSULTA NEGRA,

dotto

per

ischer30 c famil

. Ristringersi con alcuno, rale Deliberare tra persone confidenti con tulla segretezza su qualche affare iinportanle.

Consulta chiamasi in T. Legale presentemente la Leltera che scrivono le Autorità giudiziarie inferiori al Tribunale superiore o supremo; siccome Nola, quel Ja'fra Autorità eguali o non dipendenti fra esse; e Decreto la Lettera delle Autorità superiori. Nell'amministrativo poi dicesi Consulta o Rapporto la lettera del.

Autorità inferiori alla superiore; Nota quella tra uguali o non dipendenti ; e Decreto o Ordinanza o Dispaccio, quella delle Superiorità alle inferiori. CONSUNTIVO, s. m. Voce dataci dai Lombardi sotto il già Regno ilalico e usitta negli affari di pubblica amministrazione, e vale Nola delle spese o danari consunti in un anno passato , a confronto del presuntivo ( V. PREVENTIVO ) - Il Consuntivo dell'anno 1824. fu maggiore di quello del 1826. (Articolo riformato ). CONTENTEZZA S. f. Contentezza; Contentamento, Soddisfazione, Consolazione, Appagamento d'animo.

CONTENTBZZA 18 CUOR JA DELA PBLB
IN VI80. Maniera nostra volgare, cui cor-
risponde la sentenza 81. della Giunta
agli ammaestramenti degli antichi: Cose
onde l'anima s'allegra e il corpo se ne

conforta.
CON TIZAR, Y. ant. Conteggiare, Fare i
conti, ed anche Contare ; Numerare,
Noverare.

SE NO FALA IN CONTIZAR LA PENA, Se
il conto o il computo non falla ;

Se vado errato nel conto. CONTRALTO.

CONTRALTI DB LA ROCA (o aperto) Maniera di gergo de' Barcaiuoli, che vuol dire Soldati.

SBMO A LA BOLA DBL RURO DEI CONTRALTI DE LA ROCA, ruol dire, Sriamo a scaldarci al sole, cioè al fuoco dei soldati. CONTRÀRZARE, 8. m. Argine di riparo v di rinforzo, dicesi Quello che si fa anclic su i nostri fiumi per fortificare l'argine recchio quando è indebolito dalle erosioni dell'

acqua.
CONTRATO.

PASSÅR O NO PASSAR EL CONTRATO, di-
revasi a'lempi Veneti, Quando un patri-
zio ammogliandosi con donna di famiglia
non patrizia , doveva chiedere al Gover-
no ed ottenere l'approvazione del con-
tratto nuziale, altrimenti i snoi figli non
erano considerati dell'ordine patrizio.
Quindi Passar BL CONTRATO voleva dire
Omologare il contratto delle nozze ; Le.
gittimare la scritta o sia il matrimonio.
NO PASSÀO BL CONTRATO significava Rifiu.
tare; Disapprovare,
CONTROLÓRA, s. l. (coll'ultimo o chiu-

CONVEGNIR CORAELA
30 ) chiamasi la Moglie e Femmina del
Controllore, la quale, arulo riguardo ad
altre voci consimili e così formale, po-
trebbe dirsi la Controlloru.
CONVEGNÌR.

Convenire, per Essere onesle , conve-
nevole o anche Esser di dovere, Esser di
bisogno CONVEGNIRAVB CHB ANDASSB

Converrebbe o Occorrerebbe o Fa. rebbe mestieri ch'io andassi via.

Corveg.vo, dello in allro sign. Cor-
vengo, cioè Accopseulo, Accordo.
CONVERSO.

DB CONTRASO, Maniera avverb. antica,
che fu usata anche dal Calino nelle sue
lettere, ed ha il significato di Reciproca-
mente.
CONVIVÅR, . ant. che ora si dice
CONVIVER, Convivere, Vivere insieme.
CONVULSION.

ANDAR IN CONVULSIÓN A VEDER UNO
Maniera che secondo l'intenzione di chi
parla può avere diversi significati, cioè o
Di allegria smoderata, o Di dolore, o Di
spavento. Nel primo caso direbbesi &n-
dure in zurlo o in zurro o in cimberli,
al vedere una persona; nel sceondo Fre-
mcre ; Sentirsi bollire il

sangue,

Ecei.
tarsi un sentimenlo di sdegno; nel terzo
caso Sentirsi tutto rimescolare, cioè Im-
paurirsi.
CONVULSO, add.

CONVULSO DA RABIA, V. in PARALITICO.
CossB CONVULSB,

V. Cossa.
CONZÀR.

Coxzar IN SAOR , V. Sor.
CONZELÅR, «. Congelare, Rappigliarsi
le cose liquide per soverehio freddo o per
artifizio.

Andrea Calmo in una lettera di lode
ad un patrizio disse, A CHE NUODO LA NA-
VB, cioè Farvi divenire una gelatina, e
qui fig. per dirgli illustrato, irasparente
nel sign. di Luminoso, Illastre, Celebre,
Famoso.
C00.

METER A COO VUOVI LY DBSPÅR , Manic
ra ant. e met. che vale Confondere cose
disparate No MB MBTË VUOVI IN DB-
SPÅR A COO, Non confondele cose tra lo-
ro disparale; Non confundele le lancie
colle mannaie.
COPA.

SON ABSTÀ COPÅ DA TANTA BONTÀ, Re-
slai sopraffatto o sorpreso

da tanta bon
o da' tratti e maniere cotanto gentili.
COPO, s. m. ( coll' o chiuso ) verbale di
Copia.

Copo, parlando di Animali s'intende
Macello
ANEMALI DA COPO ,

Animali
da macello - Mardia I MANZI AL COPO,
Mandare i manzi al macello.
CORAÈLA.

BO SPBSO LA CORABLA B LE VISSBR6, del.
to metaf, lo ho

speso
il cuor del

corpo;
Jo ho speso il cuore e gli occhi, e signi-
fica Aver profuso il danaro in che che sia ;
e ciò corrisponde per l'appunto a quel

CORAZZINA, s. f. Voce ant. Corazzina,
dimin. di Corazza , Armadura del busto
che usavasi anticam., alla quale dicevasi
anche Corsaleilo.
CORBA e CURBA, s. f. chiamavo i Mani-
scalchi un Tumore che viene lalvolta ai
Cavalli al di sotto del garello, i cui sin-
tomi caralleristici sono uva genficzza con
tensione e dolore a quella parle.
CORBO D'ASPRÈO O DE 3A850, s m. T.
de' Pescalori, Coracino, Pesce di mare
che corrisponde alla Sciaena Nigra di
Bloc, conosciuto forse dagli antichi col
nome Chromis in unione ad altre specie,
ele portavano lo stesso nome. Il suo colo-
re è di piombo scuro,

il
to, il muso rotondo; ed è buono a inan-

i giare. CORDÀR, «. Voce bassa , lo stesso che

v ACORDÀN, V. CORGNÓLA, s. f. Corniola, Sorta di pietra dura su cui si scolpiscono de'bassi rilievi, ed è una specie di Agata quasi trasparente. V. BUGANZA. CORIÀGINE, s. f. (voce Latina) chiamano i Maniscalchila Cachessia nel carallo e nel bue. Al buc un tal male si manifesta nella pelle iudurila, allaccata alle coste, nella melanconia, nella ruminazione interrotla, nel dimagrimento e talvolta nella febbrc. Nel cavallo sono comuni tolli i siptomi suddetti, fuorchè nella pelle indurita alle coste. CORIÈRA, s. f. Barca corriera o anche

Corriera, come voci dell'uso adottale dagli Ufazi pubblici amministrativi, chiamasi Quella, con cui da uo luogo all' altro si portano le lettere, le robe ed anche passeggieri. Quelle che banoo a fare con Venezia sono le Corriere di Padova , di Rorigo, di Ferrara , di Modena. CORISTA,

s, m. Corista , dicesi da' Musici an Flaulino di cui si servono per accordare e ridurre gli strumenti al tuono corista. Onde Tuono corista valc Tuono che s'adatta alle voci comuni, e Sirke mento corista, Che non è più alto nè più basso di quello che può servire per cori. CORÌVO, AQUA CORIVA,

dicono alcuni del volgo per Acqua corrente, com'è quella de birini; opposla a slagnante, come quella de' pozzi e degli stagni, CORLO. Corlo, detto in T. ant, vale

per

ScorLON, Tremilo - A TAR DEI CORLI NO TI stanà massa, che vuol dire Fra poco avrai i tremiti o le recale della morie.V. ŞCORLOTO. CORLOTO, s. m. ( dalla radicale Scon- . LÅR, Scuolere) Voce ani, della per Tesla.

. ROMPÉNOGAE EL CORLOTO, Rompiamogli la teslu, CORNADA, s. f. lo stesso che SCORNADA, V. CORNO.

Corro, in T. ant. fu dello metafori.

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TURA S'HA IMPENSAO DE VOLBR CONZELAR

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non

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CRICO CRUCIAR

773 Cricca la riunione di tre figure, come tro re, lre fanti, tre assi ce. che uno aves

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se in mano.

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camente per

lo Doge Veneto, che lux pors tava. CORONA.

Corona DBJ SINTI, Diadema, Quell'ornamento a guisa di cerebio che si di. pignc sopra

il
capo

delle sacre immagini. CORONA DA ROMITO,

V. Romito,
CORONÈLA.
CORONBLA DB LA SBRADURA

V. SEBA

FBNIR LA CRICA, Maniera ant. e metaforica, e sigoilicava Dar l'ultima mano

ad un affare. CRICO.

Crico, vocc ora disusata , che dicevasi anticamente nel signif. di Colpo ; Per

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Cossa.

DURA.

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CORPÈTO, s. m. Farseltino o sia quella

. m parle del vestito delle donne che loro cuopre il corpo o sia il buslo, V. Casso. CORPON, s. m. Lo stesso che CORPazzo, V.

s.m. Traia o TAAR DBI CORPONI , Maniera fam. Lo stesso che CORPORAR o Brastemin, V. CORPONÅR

v. Lo stesso che BiasTR

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CORPONIZAR }

CRIMINAL.

UN CRIMINAL, detto in forza di sust. ruol dire Delitlo XE STA FATO UN GRAN CRIMINAL, È stato commesso un gran fallo criminoso o un gravissimo delitto.

Talora Ux CRIMINAL , si prende per Rissa col ferimento di alcuno; e talvolta esageratamente per un semplice Abbaru famenlo, detlo più comunencole Ba come FUSOLA, V. CRIORÈTO,.. m. Gridetto, dim. di grido , Piccola contesa di parole senza inale conseguenze. CRISTO.

dicesi da'Nuolatori di Colui cbe nuotando stia a galla colle braccia aperle e a gambe giunte, fingendo esser un cadavere che vada colla cor.

MÀR, V.

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rente.

COSTANTİN CRICA una piaga sopra le coste del cavallo: piega però poco profonda, ma con marcia meno sordidla, prodotta dalla compres. sione della sella, COSTANTIN, Costantino, Nome proprio di uomo.

I PAR COSTANTİN B BOXAFBDB, Paiono Pilade ed Oreste, ovv. Enea ed Acale e simili: dicesi di Due amici fedelissimi, che sempre

si
veggano

uniti. V. ACHELB. COSTÀR, v.

Costas, Constare, Apparire, Esser chiaro MB Costa, Mi consta; Son informato; Mi apparisce; Son cerlo No MB COSTA, Non mi è chiaro; Non sono certo. COTEGO. COTEGO DE CASA

dicesi comunemente per avvilitivo di casa , intendendosi Casa piccola, quasi ch'ella possa paragonarsi ad una trappola da sorci. COTOLA. MAGNARSE LE COTOLE,

V. Magyar COTOLETA.

COTOLETA, dicesi per Donnaiuolo, V. FBMBYBLA. COVERCHIÈTO, s. m. Operculo, cioè

Piccolissimo coperchio , ma non dicesi che delle chiocciole e simili. Quindi Chiocciole operculate si chiamano quelle che hanno l'operculo. COVERTO, add. BRONZA COVENTA,

V. Bronza. CRAGNO, s. m. Cranio, L'osso del capo che difende il cervello.

Dello alle volte per lo Capo stesso, come A CRAGNO A CRAGNO , lo stesso che A TESTA A TBSTA, A tu per tu; Testa a lesla. CREA POPOLI, s.m. Voce furbesca de'no

stri Barcaiuoli, e vale il Pene. CREDENZA, s. f. che anticam. dicevasi Caenza, Credenza , dicesi anche da noi all'Armario nel quale si ripongono a custodia gli arnesi ci avanzi della mensa ed altre cose ait uso di famiglia. Nelle ca: se de' grandi si dice Credenza alla stanza che serve iu rece d'armario. CREDENZIÈR, s. m. Credenziere, nelle case de' grandi si chiama Quell'ufliziale di servicio, che ha cura della credenza. CREDENZIERA, s. f. dicesi la Moglie o Femmina di Credenzicre, la quale ad imitazione di altre voci così formate dal nome mascolino, potrebbe dirsi Credenziera. CRESTA, s. f. Voce di gergo , ruol dire

Ja Berretta. CRESTÒFOLO, dicerasi antic. nel no

stro dialello in vece di CristoFOLO, V. CRIAR.

CRIAR DE L'ANARA , Schiamazzare , 11 gridare delle anatre. CRICA, s. f. Cricca, Nome di giuoco di carte che si fa in più persone , ch'era in grand' uso anche in Venezia fin dal secolo XVII., come rilevasi dalle poesie vernacole del nostro Varotari , ma ch'è poi jto in disuso. Non sappiamo di questo giuoco se non che dicevasi e chiamavasi

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CORSA, s. f. (coll’o chiuso) Corsa, Corrimento impetuoso.

Corsa, si dice ancora per Rincorsa, Quel dare indietro che altri fa

per

salla re o lanciarsi con maggior impeto o leg. gierezza

- ToR o CHIAPÅR UNA CORSA Prendere la rincorsa.

Consa , parimente si dice' nel sign. di TROTADA, V.

Corsa di cavalli, lo stesso che Palio, V. CORSIERÈTO.

Pare che questa voce, la quale usavasi anche nel secolo XVI., provenga corrot. ta da Corsaletto, Arnadora del buslo. V. CORAZZINA. CORSO.

ANDAR IN CORSO, si dice delle Femmipe di mala vila, che la sera vanno girando sır e giù nella nostra gran piazza in traccia di merlolti. CORTE,

CORTE DB Pilazzo, Corte del palazzo ducale; ed è Quella in cui fassi la Borsa de' mercatanli, che prima e per varii secoli innanzi fu sempre falla nella piazza di Rialto. CORTÈLA, s, f. Voce ant., che ora dice:

si CORTELINA, V. CORTELA, s. m. T. de'Muratori, Accoltellato, Lavoro di mattoni o pianelle messe per coltello; e s'usa per ammallonare le stalle, c se ne vede anche in alcune strade di Venezia, nelle quali per essere rimole, non fu credulo

prezzo

dell'

pera l'adoperare macigni: lo stesso che SALIZO A CÓRTBLO O A TAGIO,

V. Salizo. CORTELÈRA, s.f. chiamasi dla noi la Noglie o femmina del Collellinaio, la quale secondo l'inclinazione della lingua ed altre voci consimili e così formate , potrebbe dirsi Coltellinaia. COSPO, s. m. (dal lat. Cuspis) Voce aut. che vuol dire Punta o Cuspide - El Co8PO D'UNA 'SPADA, La punta della spada. V. CosPepo nel Dizionario. COSSA.

Sior si B STB COSSE, V. in STOR SI. COSTANA, s. f. chianapo i Maniscalchi

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MBTBR UNO IN CRISTO, Melter uno a dovere, Farlo slare ne' limiti.

Morto Cristo , STUA CANDĚLA: lo slesso che FINIA LA FESTA, STUAR LE CANDELB, V. in Festa. CROCO.

Croco, in T. ant. dicevasi per Taglio

EL GA DÅ UN MATO CROCO SU LA TESTA CO LA RONCA, Gli fece colla roncola uno squarcio nel capo. CROSCO, s. m. ed anebe Pilo, T. de'Maniscalchi,onde indicano una malattia del Cavallo, la quale consiste in piaghe sopca la colonna vertebrale, profonde e dolorose con marcia. CROVÈTA, s. f. Corvelta, Legno da guer, ra più grande d'un Brich, chc porta in circa venti caonopi. CROZZOLA.

CROZZOLA D'UNA CHIESA O D'UYA SALA, Crociata, Quella parte ch'è fatta in forma di croce. CROZZOLO, s. m. Voce apt. che si legge nel Poemetto sulla guerra tra' Castellani e Nicolotti del 1521., detta per CrozzoLa in forza di rima FARLO ANDAR IN CROZZOLO, cioè Mutilarlo o Storpiarlo per farlo andare in grucce. CRUCIÀR, . Cruciare o Crociare, Tormentare , Stuccare, Ristuccare, Importanare SEMPRE BL MB CRUCIA, Maniera fam. Sempre ei mi crucia colle sue parole, colle sue imporlunità, Sempre mi tormenta, mi slucca.

CRUCIARSB, Crucciarsi o Corrueciarsi, vale Adirarsi, locollerirsi, Stizzirsi. Si noti bene che la voce Crucciare con due cc, vale Adirare, e con va c solo, Tormegiare.

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CUCURUCU CUOR

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a

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gua vale

per

774

CRUCIFICA CU-CU CRUCIFICÀ, Voce di gergo de’nostri Barn

caiuoli con cui intendono il Crocifisso. CRUCIO, s. m. Cruccio, Tormento, Af flizion d'animo.

Go UN GRAN CRUCIO, Ho un gran lormento; Ho una grande afflizione o trapaglio - EL XB UN GRAN CRUCIO, Egli mi e d un continuo tormento; Mai non fina o non rifina di cruciarmi. CRUDA, s. f, Voce di gergo, che vale la

Morte, CUCAGNA, s. £. Cuccagna, in buona lin

Felicilà o Luogo di felicità. Ma noi lo diciamo per Cornucopia, che vuol dire Abbondanza di tutte le cose; ed anche per Macca o Macco, cioè per

Ab. bondanza di cose da mangiare ed a silisa simo

prezzo. GRAN CUCAGNA DB BBCAFIGNI ! Gran macco di beccafichi.

ZOGO DE LA CUCAGNA, L'albero della cuccagna, dicesi ad una Festa popolare, in cui vien rizzata in mezzo ad una piaz-. za un'antenna assai alta unta di

sego, avente in cima una borsa di danaro o als cune cose da mangiare, che costituiscono il premio di chi aggrappandosi sa giugnere alla sommità, CU-CU, Voce o Grido usato nel giuoco del Capo a nascondere (SCONDARIOLA ) da coloro che sono nascosti verso quello ch'è

bendato, per prorocarlo a trovarli se n'è capace.

Cucu, vale scherzosamente nel parlar fam. per No, Quando si risponde. CỬCURUCŮ, dicesi da molti in via di

gergo nel signif. di No. V. MAAMBO. CUFO, add, detlo per agg. a uomo, lo stesso che Guro,

V. Cuso DE CERVELO, è frase ant., che vale Otiuso; Tardo, Che difficilmente comprende. CULÌA.

CARA CULİA! Maniera vezzeggiativa molto usata da Veneziani nel parlar fam., detta ancora talvolta per apostrofe, Cara colei! Espressione d'affetto e di tenerezza verso persona che si ama e che non è presente. Cuor mio; Anima mia dolce; Ben mio; Occhi del cuor mio e simili, sono frasi analoghe di tenerezza, ma la nostra è più efficace ed espressiva.

. Talvolta però questa maniera di CARA CULLA! si dice anche in mala parte e con inflessione ironica. CUNA,

ANDAR IN CUNA, dicesi Quando si siede in gondola o in una carrozza con tutta la comodità e agiatezza, e vuol dire Sedere agiatamente. CUOR.

BISIGOLÀR IN TBL CƯỜR, V. BisigoLÅR.

CURĂR CUSSI
METERSB EL CUOR IN PASB ,

V. Pass.
CURÀR.

CURAR BL FORMENTO O LA RISERA, Diser. bare ; Sarchiare, Sveller l'erbe, che erescono colle biade. CURCUMA, s. fT. de Droghieri, Curcuma, Radice d'una pianta inchigena delle Iorlie e detta dla'Sistem. Curcuma longa, di color giallo all'esterno e dentro croceo, che assomiglia alla cera vergine. Macinata questa raulice serve all'uso del color giallo. CURIA, s. f. Curia, chiamavasi ne' tempi

Veneti la, così allora delia, Corte de'pubblici Rappresentanti Capi di Provincia, composta degli Assessori e de'Cancellieri, i quali si dicevano quiodi Curiali.

Ora col termine CURIA intendesi comunemente. la Curia patriarcale o vescovile. CUSARÌN, add.

SBA CUSARIYA, A22B CUSARINB, Sela o Accie da cucire, cioè Ad uso di cucire. CUSER.

CUSBR A DRETO FILO, V. Fico. CUSSİ.

O CUSSI O COLÀ, Maniera fam. che vuol dire o in questo o in quell

' altro modo ; O in un modo a nell' altro

O cussi o COLÀ BL SERVIZIO SARÀ FATO, Comunque il servizio sarà fatto, cioè In qualunque modo.

a

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D

DAFARÈTO DÀNDARO

DAPARÈTO,

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DEFERENZA DELEGÁTO vuol dire Affatto; Del tutto; Intieramente; Di colpo. DEFERENZA, s. f. Maniera ani. Diffe

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e

LA DANOSA,

renza.

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8, m. Lo stesso che AFAAŠTO, V. DAGANDO, gerundio di Dar, in vece di Dando, era in use fra i Veneziani nel secolo XVI. Questa maniera è tuttavia conservata dai Chioggiotti ed anche nel Polesine, DAGNÓRA (coll' o chiuso) Modo avverb.

ant, che vool dire', Ogn'ora; Sempre. DAMASCO. LAORAR A DAMASCO ,

Damaschinare o Far lavoro alla damaschina , cioè locastrare i filuzzi d'oro o d'argento neli'ac ciaio e nel ferro intagliato e preparato per ricevere l'incastratura. Gli antichi dieevano a quest'arte Tuusia e Fure a Lavorare di tausia. Dicesi pure Lavoro all'agiamina. DAMİNA, s. f. Damina, detto per verzio talvolta

per adulazione, vuol dire Dama di fresca elà.

Dam)na , si dice presentemente in Venezia e per sola galanteria , in vece di Madama o Signora, ad una Donna di civile

apparenza che vogliasi trattare con qualche riguardo, DÀNDARO, add. Termine fam. di sezzi che usano le poslre donne, parlando d'un Fanciullino, per esprimere ch'egli è piccolo e vezzoso. Nel dinin. dicono Danda

DANOSO DE FATO IN FIN RÈTO È DANDARIN, Lo slesso che Bagarin e TROTOLŠTO. DANOSO. dicesi in T. di

gergo

nel sign. di Lingua. DAOTÌN 0 DA Otin è il nome volgare che dassi ad uno spezzato o sia alla quarta parte della lira Austriaca che abbiamo atlualmenle in corso , ch'è una monetina d'argento fino, stata battuta nell'anno 1823. quando fu soppressa la moneta italiana; e vale 25. crntesimi, o sia Veneti soldi olio e mezzo in circa: dal che trasse l'appellazione volgare. DEBESÒGNO, s. m. (oolla s dolce) Voce

sm bassa che vale l'Occorrente a la Torna

V. Bisogyo, DECERNİR, v. ant. Discernere, nel sign, di Comprendere coll'intelletto, Cono

ta di casa,

DEFINITIVAVENTE, avv. (dal lat. Definitive) ch'era in uso ai tempi Veneti, specialmente negli atti pubblici, Diffnitivamente, che vuol dire Decisivainente, Determinatamente. Dicevasi nelle sentenze di bando perpetuo, Che N. N. sia bandito definitivamente e in perpetuo. DEFINIZIÒN, s. f. Diffinizione o Defini

zione, Decisione, termine. DEGNÈVOLE, adet. Degnevole e Degnante, che degna, cioè Affabile, Cortese.

DBGNEVOLB però noi lo usiamo per lo più ironicamente parlando di alcuno che ridotto a basso státo non ricusi qualche soccorso, e si dice EL XE UN SIGNOR DBGNEVOLE, goasi che s'abbassi

per

affabilità e gentilezza d'animo ad accettare una cosa piccola vile. DELEGATO, add. Delegato , si dice al Giudice ch'è deputato dall'autorità superiore ad uva causa particolare.

Delegato provinciale, cbiamasi moiler. namente in questo regno Lombardo lenito, il Magistrato capo di provincia negli affari amministrativi, che in qualche modo sostituito al Prefetto del cessato Governo italico; e dicesi Provinciale perchè

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venu

e

DELEGAZION DERNO si chiamano ora Provincie que' territorii che prima dicevansi Dipartimenti, DELEGAZION, s. f. Delegazione provinciale si dice ora l'Uffizio del Delegato, slalo sostituito a quella che dicevasi Prefeltura, DELENGUARE, v. T. di Chioggia ( forse corrotto e detto fig. dal lat. Deliquere)

Illanguidire; Indebolirsi, Venir in eno. DELETANTE, V. DILETANTB. DELETAR, v. V. DILBTÀR. DELETÓSO, add. Voce ant. della già dal Dostro Andrea Calmo

per

DBLETANTE, V. DBLBTOSO DB FIORI, Fiorista o Dilela tante e coltivatore di fiori. DELINARSE, verbo propriam. usato a Chioggia, in vece di LIBARSE che diciam poi figur. per Limarsi il cuore; Delimarsi, Consumarsi, venir meno per travagli c fatiche. Anche i Latini avevano Deli

:

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.

mare.

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DE RORE CELI DESGIAZZÅR DE RORE CELI, Voci latine d'un Salmo, le quali si dicono ne' discorsi familiari o anche talvolta a modo avverb.

COme pel seguente dettato. Roba VBGNUA DE RORB CBLI,

Roba ta o mundata dal cielo , dalla Provvidenza, ovv. dalla pura sorle, inaspettatamente, improvvisamente.

, DESBAVARARSE, Cararsi il Bavano, come noi diciamo, cioè il Soggolo monaca

le : ch'è quanto dire DesmuNEGANSE, V. DESBOSEMAR, v. Sbozzimare, Cavar la

bozzima. V. BOSEMA. DESBRAGHESSARSE,

DESBRAGHESSARSB, PER QUALCHBDUNO O PER QUALCOSSA, Sbracarsi, detto figur. Sforzarsi , Fare ogni diligenza per che che sia. Scagliarsi, detto pur fig. Impregnarsi oltre al convenevole ad alcuna cosa. Scagliarsi per alcune. DESCARTAR, v. Sciorre o Svolgere dalla carta, Levar.via o Aprire la carta che involge che che sia, per vedere o prenderne il contenuto. In questo significato diciamo anche ScanTĂR. Io non trovo nei dizionarii un verbo equivalente al nostro, DESCÀZER.

DESCÀZER DA LE MALE PRATICHB, Albundonare le male pratiche o la mala vitu o le cattive amicizie. DESCONZO, s. m. ed anche SPALADURA, T. de Maniscalchi, Sorta di malaltia dei Cavallo e del Bue, che consiste in colorr, gonfiezza e raccorciamento della gamba con diflirolia di cainminare; ed è una Lussazione. DESCOPA DESCOPÀO ) ada. Maniera antica , che ora direbbesi Scoa o Scoảo, Scopalo, cioè Frustato, Battuto. DESDEGNAR, v. Disdegnare, nel sign di Disprezzare, Rifular con disprezzo o con isdegno. DESFANTARSE.

DesFantARSE, Maniera ant. che potrebbe dirsi anche in presente per Dileguarsi, nel signif. di Fuggir con preslezza o quasi sparire. DESFAR. DBSFAR EL GROPO,

detto met. ant., vale, Togliere di mezzo le difficoltà o ścio gliere i dabbii. DESFATO. DesFÀTO DA DISGRAZIB, Strutto;

Dic strutto; Ruinato; Desolato. DESFILA e DESPILATO, s. m. T. de' Ma

niscalchi, Sorta di malattia del Cavallo e del Bue, che consiste nella diflicollà ili camminare, di alzarsi e coricarsi. I Veterinarii la chiamano Debolezza dei lendini motori. DESFİTO, add. Vocę ant. che vale come Desfato, nel sentimento di Desolato; Affitto ; Sconfortato.

CHB FARÐI GRAMA DESFİTA, Senza vu CARO BEN CSRA MIA VITA ? Misera desolata, che farò mai senza di te? DESGIAZZAR.

DESGIAZZARSE, detto da alcuno metaf.

DESCUSIO DESSEGNÀR 775 Diruggirarsi; Dirozzarsi , Cominciar ad ammaestrarsi e perdere la rozzezza della mente. Uscir di gatto selvatico o di galto frugato, direbbesi d'un semplice Contadino che per la pratica della Città si fosse alquanto dirozzato e avesse perduto la stupidità. Scallrirsi o Scozzonarsi hanno lo stesso sign. ma si possono

ri. ferire al costume. V. MOLARSB DA LA RIVA e LASSANSB DA L'osso, in Molar e Lassaa. DESCUSIO, ada.

A VÉR EL CULO DESCUSIO, Aver la cacaiuola o la cacaia, che più modestamente dicesi Aver la soccorrenza - AUŠR LA BOCA DA CULO DESCUSO, Aver la cacaiuola nella lingua o La lingua a cacaiuola, Non poler tener un segrelo. DESGROPÅR.

DESGROPARSB, dello hg. Scialarsi; Sfogarsi, Dir l'animo suo liberameple. DESGUANTÀR, v. Voce usata figur. dal postro poeta Grilli nell'apologo I Do LIONI, nel significato di Cacciar fuori -- E LE SGBINFE I DESQUANTA SBREGHIFBRB , per dire Caccian fuori (i leoni) gli unghioni squarciatori.

DESGUAYTARSE , Trarsi i guanti dalle mani. DESGUSTÀR, v. Disgustare, Apportar disgusto, Amareggiare alcuno — Disguslarsi , Prender disgusto di che che sia DBSGUSTÅR I AVBNTORI,

V. AVENTOR. DESGUSTARSB CON QUALCUN, Disgustar si con alcuno , vale Alterarsi , adirarsi con esso loi. DESGUSTO, s. m. Disgusto; Disguste

volezza, Dispiacenza, Dispiacere. DESGUSTOSO, add. Disgustoso; Disgæ

stevole , Dispiacevole, Disaggradevole. DESMANEGA.

SIESTU DESMANEGÀ, Espressione fam. d'impazienza, che vuol dire, Che tu sia impiccato! ( Manego , si dice figur. per Boia ). DESMENTEGAIZZO, add. Voce ant. che si ba in più luoghi delle lettere del Cal. mo, lo stesso che DBSMENTEGÒN, V. DESMERDÅR, v. Mondar della merda, Nėliare, Far mondi i bambini lordati di inerda. 1 Siciliani dicono SMIRDULLARI.. DESMESSO, adıl. Dimesso o Dismesso, Senza adoroamenti. V. Soglio. ABITO DESMBSSO,

Dimesso, cioè Tralasciato.

LB PUTB LB GA D'ANDÅR DBSMBSSB , Le giovani o Le fanciulle debbono vestir positive , cioè Con abiti moulesti. DESPÅR, lo stesso che Dispar, V.

MBTER A COO VUOVI IN DBSPÅR, V. Coo. DESPAZZÀR , v. ant. che una volta dice

vasi in vece di Scoar o SPAZZAR.V. DESPETRÌR, v. Spetrare , Sciogliere, Disfar la durezza di cosa che sia come pielra. DESPRÈSIO, 4. m. (colla s dolce) Voce della plebe, lo stesso che DBSPRBZZO,

V. DESSEGNÅR.

DESSEGNÀR IN SABIÓN, V. SABIÓN.

DEMOSTRAR, v. usato, dalla gente di

bassa mano, Dimostrare, V. DISMOSTRÀN. DENTÅL.

Dental è anche voce di gergo de'Barcaiuoli, che vuol dire Balcone. DENTE. Bianco COME UN DENTE DE CAN,

V. Bianco.

Coxosso CHB DENTE GHB DIOL, Espressione fam. e inelaf. Conosco da quat pie egli zoppichi, cioè Conosco le sue inclinazioni, il suo genio ec.

LA FA I DENTI OCHIAI, Maniera fam, e meiaf, che si dice di qualche Donna, per voler dire, Ella è ricadiosa; noia o È noiosa : Iraila la metaf, íai Bambini che gridano e piangono quando mcilonu i denti occhiali. DEO.

È la notare che alcune volte diciamo Dea (coll’e strella) per plur. di Deo, inrece di Dei. Si dice per esempio, La Ga DO DEA DB LEA SUL MUSO; STA CARNE LA GA DO DEA DB GRASSO, Ella ha due dila di loia sul viso, cioè Due dita di surliciume. Questa carne ha due dila di lardo.

FAR I CONTI SU I DEI, prov, ant. Ch'è simile al nostro FARSELA SUI DEJ. V. Fan CASTELI IN ARIA, in Castèlo. DEPERIMENTO, s. m. Latinismo, verb, di Depereo, Vocabolo molio usilo fra noi dalle persone colle, ed anche Segretariesco, nel sign. di Guastamento; Guasto; Corrompimento; Corruzione ; Pulrefazione.

ROBE SOGBTB A DEPE U IMENTO, ruttibili o corrompevoli , soggette a danni e discapiti.

DEPERIMENTO DB AFANI O DEL NEGOZIO, Decadenza; Declinazione, Diminuzione di prosperità, e talvolta s'intende Disordine o ben anche Danno; Sterminio; Dissensione; Desolazione. DEPOSTA, V. in Posta. DERNO (1x) T. Marin. Issare la bandie

ra in derno, dicesi dell' Alzarla in cima all' asla c tenerla serrata.

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Cose cor

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