Immagini della pagina
PDF
ePub
[ocr errors]
[merged small][ocr errors][ocr errors][ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors][ocr errors]

VİTELA CATA, Locuz. fam. Va a trovar- Se la VECHIA NO MORIVA, Maniera fam.

tela ; Indovinala tu grillo, V. VALCERCA. Se il Nonno non moriva e' sarebbe vivo.
VE, pronunciato strelto e in forza di sust. Modo di dire che si usa con quelli che mil-
Un V consonante ; ed è mascolino.

lantano che avrebbero fatto se non fosse lo-
VE, pronunziato stretto è Particella che ro mancato il modo.
corrisponde al Vi, e serve ad esprimere il VECHIADA, 8. f. che per lo più si dice Ve-
terzo o quarto caso del pronome Voi ; e si CHIẢe al plur. Rancidume; Cose vecchie
usa o davanti al verbo o affissa al verbo o viete o ricantate, che hanno un palmo
Ve PROMÈTO; Ve vogio Ben, Vi prometto, di barba, Cose cioè tante volte sentite e
vi voglio bene Se le ve Piase, Se vi che ridette appoiano.
piacciono - Mi no so se el ve cognossa, VECHTÈTO, s. m. ( si pronunzia come in
Non so se vi conosca Ve lo FARÒ VE- toscano Vecieto ) Vecchiello; Vecchiuc-
DER , Vel farò vedere ; e così Vel farò cio; Vecchierello ; Vecchicciuolo, Vecchio
chiaro; Ve lo intendo dimostrare; Se ve le di piccola statura.
volessi tulle contare ec.

VECHIËTO BRAVO, Vecchietto, dicesi di
Ve, pronunziato aperto, corrisponde al Vecchio vivace.
Ve’accorciato di Vedi, ed è per noi un riem- Vechieto MINCHIÒN, Frannonnolo, Vec-
pitivo del discorso, ma che dà qualche for- chiuccio scimunito, mincbione.
za. — M. GAR VADO ve, lo ci vado ve, e EL XE VECHIETO EL No cocolo, Egli è
vale lo ci vado certamente.

vecchiuzzo il mio vezzo.
Ve pur pronunziato aperto, è Interiezio-

ROBA VECHIETA,

Vecchiccio.
de di minaccia, che corrisponde al Vre dei VECHİN ( pronunziato come in toscano Ve-
Latini – GRAMO TI ve ! Guai a le; Mise- cin ) --- SAVÈR DA VECAÌN, Saper di vieto
ro te !

Mi no ve, lo no, ve, Affermazio- cioè di Stantio, di rancio e di cattivo sa-
ne negativa come se si dicesse Guai a me.

pore per troppa vecchiezza.
V. ! ovvero o ve! parimente propunziato VECHINA, 8. f. (si pronunzia come in to-
aperto, To’e Tho voce accorciata da Togli, scano Vecina ) Imbozzacchilo; Indozzato;
in forza d'interiezione, dinota meraviglia Mezza sconciatura, Agg. d'Uomo che cre-

O ve chi vedo! To'ch'io mi vedo! sce a stento Gallina mugellese, si dice
VECE ( dal lat. Vice ) Vece si dice di Per- di Chi mostra meno assai di quello che ba.
sopa o di cosa che sia in luogo d'altro. EL GA UN MUSO DA VEchina, Ha del vec-

FAR LA VECE O LE Vece de uno, Pren. chiuccio nel viso; Ha un viso un po' an-
dere o Tener la vece o veci altrui, val- tichetto.
gono Entrare e Stare io suo luogo, QUAN- VECHIO, s. m. (pronunziato come in to-

mi SARÒ VIA, LA FARÀ LE Mie vece , scano Vecio ) Vecchio Veglio pronuncia-
Quand' io sarò assente, ella farà le mie to coll' e aperta, è voce poetica Molli-
veci, V. Invece.

lustre, per Angoso, che ha molti anni,
VECHIA, s. f. (si proferisce come in tosca- molti lustri - Annoso può dirsi anche al-
Do Vecia ) Vecchia.

le persone, ma più s' appropria alle cose :
l'echA BALÒTA O CARAMPANA, Vecchiar- come Annosa quercia.
da, Vecchia, ma si prende in cattivo sen- Vecajo

BALONER ,

Vecchio timento. V. in Coco.

squarquoio, Sucido, schifo, ma più coVECHIA RABÌNA, Vecchia rantolosa, ar- munem. si dice di Persopa vecchia cascarovellata, arrabbiata.

toia.
V&CHIA PELADA, Ha giocato al Pelacchiù,

VechO BAOSO ,
Vecchio moccioso,

ba.
dicopo a Lucca per significare una Donna voso.
pelata e calva per vecchiaia o per malattia. Vechi0 BARBOTO SEMPIO, Barbogio
È passata per la via de' pelacani:

sust. Quegli che per sovercbia elà non ha
VECATA BAPAPA, Vecchia grinza o grima. più intero il discorso Età barbogia,

VRCHIA PORCA, Vecchia Gabrina, Nome disse il Redi nel Ditirambo per dire Età
celebre di Donna vecchia e brutta presso decrepita.
l'Ariosto, passato io nome di disonore e di Vechio COTECAIO O cuco, V. in Coco.
disprezzo ed usato dal Menzini e dal Fagiuo- Vechio DE CASA, Vecchio o Tarlato di
li, aggiuntavi, l'idea de' laidi costumi. casa : intendesi de' Servitori.

BRUTA VECHIA O VECHIA MARANTEGA, Be- VECHIO DESPOSsente, Vecchio accascia-
sana ; Ceffo di befana ; Brutta scansar- to, cascatoio o cascaticcio, Vecchio de-
da ; Ancroia ; Può andare per la fava bilitato , aggravato delle membra per età
alle tre ore ; Vecchia grinzosa e brutta,

o per malattia

Vecchio chioccia, Vec-
sdentata , bavosa , tremola, stomache- chio malandato.
vole.

I VECHI NO GA DA SIMIOTAR I ZOVENI CO
Vecchia Tirada su, Vecchia ricardata, LE DONE, Il vecchio che scherza colle
cioè Rinfronzita, Azzimata, Abbellita per giovani accarezza la morte, disse savia-
comparir giovane.

mente un Autore, per avvertire i vecchi
Vechia ni ChB FIGURA DA Zovene, Don- essere già passata per essi la stagione an-
na antica di tempo ma giovane di viso. che autunnale.
Co LE VECHE NON SE s'INTRICA Mai, Chi Vecho PURBO,

Vecchio scaltrito acci-
a vecchia s'accosta, a mala ventura s'ag- vettato ; Quanto è più vecchio l'arcolaio
groita, cioè s'accosta.

meglio gira ; e vale che i vecchi pratici

e accivettati internandosi nelle operazioni,
più agevolmente v'impazzano che i gio-
vani. Dicono i Siciliani, Se il giovane vo-
lesse e il vecchio potesse, non vi sareb-
be cosa che non si facesse, prov. dino-
tante che i fatti sono proprii de' giovani
e i consigli de' vecchi.

VechIO IMPersurio, V. IMPERsotio.

Vecaio Mato, Vecchio impazzato, Contrario di Assennato.

Vechio PIATOLOSO, Vecchio chioccia, da Chioccia, gallina vecchia e spelata, che cova i pulcini come il malato cova il letto e si rammarica con voce chioccia.

Vecato pier De schinele, V. SCAINÈLA.

VechIO PROSPERoso, Ferrigno; Rubizzo;
Prosperoso, Sano, V. Suro.

Vechio BaBÌN, Vecchio arrapinato; Ar-
rovellato di vecchio; Arrovellataccio; Ran-
toloso; Arrabbiato: Vecchiardo. I vecchi
sono come il vino che quanto più invec-
chia sente d'amaro.

Vechio RIMBAMBIO o insensi, Imbarbogilo; Barbogio; Rimbarbogilo; Rimbambito,

Vechio scorezòn, Vecchio petardo, Che tira peti frequentemente. Bavoso coreggiero che puzza di sotlo e di sopra. Vechio SIMUNITO ,

Frannonnolo , Veccbiaccio scimunito.

VECHIO TAGIÀ IN BONA LUNA, V. Tagia.

Caro vechlo, Modo d'amicizia come se
si dicesse Caro amico; Caro figlio, parlan-
do con Persona confidente -

No, vechio,
No amico; No mio caro.

EL PIÙ Vechio de tuti, il Maggiornato,
il Vecchiardo, Di età maggiore degli al-
tri.

Esser vechio, Essere alle ventitre ore,
V. VEGNİR VECHIO.

Ghe NE SA PIÙ i vechi dei Zoveni, 11
tuo diavol è cattivo perchè egli è vecchio;
e l'altro, Quando il tuo diavol nacque il
mio andava rillo alla panca, valgono
che gli uomini di età come esperti si pos-
sono difficilmente inganpare.

MATO DA CAENA QUEL VECHIO CHE s' INAMORA, Chi vecchio s' innamoru, oltre ogni pena, gli convengono i ceppi e la 'catena.

I vecht XE BUTAI IN T'UN CANTÒN STRAPazzal, Al cane che invecchia la volpe gli piscia addosso; ovvero Al leone che invecchia le lepri insultano, detto figur. I vecchi sono trascurati e derisi o insultati.

PARER PIÙ Vechio DE QUEL CHE SE XE, Invecchiuzzire, che vale Intristire, Indozzare in guisa che si sembri più vecchio di quel che porta l' età.

Più vechio d'un sasso O DE L'ANO DE LA PAME, Più antico del brodetlo ; Ha più anni della Sibilla Cumana.

I VECHI GA DA STAR ALEGRI IN CONVBRSAZIÒN, Abbia il Giovane del senile e il Vecchio del giovanile, cioè La gioventù sempre vivace si temperi colla saviezza e il vecchio nella conversazione stia allegro.

DO

[ocr errors]

BALOTA

[ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors]
[ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors]

Quando un vecchio o una vecchia mangia bene e fa delle azioni da giovani, dicesi Capra vecchia bene sbrocca.

TOR VIA LE COSE VECHIE, Svecchiare.

Veania e DeventiR VECHIO, Cascare fra le vecchie ; Portare i frasconi ; Invecchiarc ; Inveterare ; Andare in cogli anni Gli anni gli hanno fatto somma addosso, disse il Firenzuola.

Vecaio, add. Vecchio, vale Antico, ch'è di più tempo avanti, contrario di Nuovo o di Moderno VECHIO COME CAGÅR A B&azzi, V. Cagir.

Nove vechIE, V. Nova.

Usi recal, Usanze invecchiate, Divenute vecchie. Errore invecchiato ; Opinione invecchiata; Consentimento invecchiato di molli autori.

PersÅR A LA Vechta, Preferire le vecchie usanze ; Essere o Dichiararsi contrario alle cose moderne; Essere del taglio antico; Io vo' fare come fuceva mio padre. A TOLA NO 88 VIEN MAL VECHI,

V. TOLA. VECHIO DE MAR, V. Foca. VEDÈLA (coll’e aperta) 8. f. Vilella mòngana, Vilella da latte, Vilellinu ; Vilel. letta Latlonso o Lattonsolo, Bestia vaccina da un anno addietro, che dice si anche Manzotta. VEDELAME, 8. m. Bradume, Quantità di bradi. Bradi è Agg. di Bestiame vaccino non ancora domato. VEDELATO, 6. m. Vitelletto , Ma inten.

desi molto nutrito. VEDELETO, 8. m. Vilelletto; Vitellino. VEDÈLO (colle aperta) s. m. Vitello; Boccino.

Vedelo DA LATE, Vitella mongana Latlonzo o Latlonzolo si dice la bestia bovina che ba meno di un anno - Birracchio o Sopranno, Quella dopo l'anno Giovenco, il Toro giovine sino al quarto apno. V. SORÁN.

I vedeli VA IN BECARIA PRIMA DE LE VACHE E' ne va prima in beccheria gli agnelli che le pecore, si dice Quando muore prima il figliuolo del padre o della madre.

VedèLO MARIN, V. Foca.

CAI VARDA CARTÈLO NO MAGNA VEDÈLO, V. CARTÈLO.

Vitello, dicesi anche assolut. o Pelle di vitello. VEDER, v. Vedere; Scorgere.

VEDER CAIRO, Veder chiaro, vale Veder bene e distintamente Veder chiaro in che che sia, detto fig. vale Profondarsi, Accertarsene, Levarne ogni sospetto. Non veder chiuro è il suo contrario - Vogio VEDERGAB CHIARO , Voler veder l'acqua chiara; Voler chiarirsi, cioè Assicurarsene sepza dubbio.

VEDER DA LONTAN, Veder di da’monti, vale Antivedere ed anche Conoscer l'ipterno altrui - Aver l'arco lungo, Esser accorto Largoveggente o Ampioveggenle, Chi vede da lungi, e dicesi anche delle cose inorali.

VEDER DB SGIANZO, Veder per ispicchio;

Co 'l se L'HA VISTA BELA EL SE L'AA SBIVeder una cosa per un buco o fesso di GNADA, Veduto il bello o Vedendo il bello o grallugia, Alla sfuggita.

Bel bello svigno: cioè Conoscendo l'occa-
VEDO BENISSINO, Veggo bene o benissi- sione opportuna se n'andò via. Potrebbesi
mo, cioè Comprendo, Capisco, Intendo - anche intendere Vedutosi in pericolo svi-
Ho visto, Ho veduto, cioè Ho compreso, gnò.
Ho capito.

FARGHELA VEDER A ONO, Farla vedere
Veder DBI NOVOLI PER ARIA, detto metaf. altrui; Farla vedere in candela; Sgarare
Vedere il ciel turbato o la marina torba, alcuno, Rimanere al di sopra nella contesa
Dicesi di uno che sia in collera.

Slare al gambone con alcuno, vale VEDERGHE , Vederci , cioè Conoscere, Stare in gara o a tu per tu. V. VOLERLA Comprendere, Avere gli occhi nella col.

VEDBR. lottola , Essere accortissimo I mucini

LA XB UNA COSSA CHE LA VEDARIA ANCA UK hanno aperto gli occhi, Prov. che si dice ORBO, La vedrebbe un cieco o il mio bue o di Chi non è facile a ingannarsi o lasciarsi Cimabue che aveva gli occhi di panno: ingappare ; Sopravvedere.

Se n'avvedrebbe Nanni cieco, La cosa è VEDER IN BANDA, Vedere in iscorcio o chiara. per banda, Vedere in profilo.

Lo VBDO B NO LO vedo, Aver la bocca VeDeR LA LUNA IN TEL POZZO, V. Luna.

sulla bara, dicesi di Chi per vecchiezza VeDeR LA LOSB DBL SOL ,

detto figura.

o per malsania par che non possa andar Romper la malia, Passata lunga disdetta,

molto in là. incontrarsi in qualche buona fortuna, Co- No GAB VEDO BEN, Abbaglio, vale Non minciar a veder chiaro o a ricomparir la

regge la mia vista al vedere distintamente fortuna.

le cose. Abbagliarsi, Perdere la vista per Veder I SORZI IN PIVIÀL, Maniera scher

soverchio lume. zevole e fig. che vale Vegliare ; Non poter

SE VEDE BEN CHE SÈ UN TILAN o simile, chiuder occhio la notte.

È si par bene che lu se' un villanzone, No VEDER DAL NASO A LA BOCA, Avere gli

cioè Apparisce, È chiaro, È manifesto. occhi di dietro ; Non vedere o tirare da

VEDE PIÙ EL PAPA B La Massera, CAE EL terza in , Non aver buona vista; e figur.

Papa solo, Vedono più quattr ucchi che Non aver buona cognizione.

due, V. Papa. No veder L'ORA, L'ora mi si fa un anno

DAL FEDBK AL NO VEDEB, Dal vedere al o mille di ; L'ora mi par cento di ; Andar

non vedere ; In un attimo, Improvvisa

mente.
matto di che che sia ; Avere alcuna cosa
fitta nelle ossa ; Esserne o Andarne paz-

VOLERLA veden, Vederla fil filo, vale zo, Desiderare ardentemente.

Trattar la cosa con rigore e guardare ogni No VENER PER ALTRI OCHI CHE PER I 801,

minuzia VoGio VEDERLA A COSTO DE 20Non veder lume per altri occhi che per

RÌR O A COSTO DE MI NO SO COSSA O A COSTO quelli di lei ; Non vedere avanti di lei ;

CHE ME VAGA LA TESTA, Volerla fil filo o per più qua più di lei'; Non vedere quanto la canna ; Voler vederne quanto alcuno a mezzo, Esserne innamorato o Vo

la gola; lo ne voglio veder quanto la canlerle il meglio del mondo.

na, quanlo io avrò fato, quanto io viva, Veder o FAR VEDER LE STELB, V. STBLA.

s' io non iscoppio, s'io non muoio, sin che VÈDERSELA Me la vedo, Mi veggo in

non m' è tagliato il collo, Tutte espressioimbroglio, in pericolo ; Temo; Preveggo

ni del medesimo significalo, usale da Chi una sventura o di restar soccombente

essendo in collera, vuol esprimere ch'egli EL se L'HA VISTA, Se ne accorse ; Se ne

si picca di voler sostenere la sua ragione. addò ; Ne pigliò pelo ; Ne dubito; Se n' è VÈDER, 8. m. Vedere ; Vista. dato - Me L'HO VISTA, Mi vidi in pericolo;

FAR ON BELO O BRUTO VEDER, Far un veMi conobbi o mi credetti in pericolo di ca

dere bello o brutto, vale Avere bella o dere, o di sommergermi VBDERSBLA brutta apparenza, Far bella o brulta vista. senza specchio, Maniera figur. Compren- VÈDOA, 8. f. Vedova ; Scompagnata. dere chiaramente il pericolo proprio."

VEDOANZA, 8. f. Vedovanja ; Vedovag. VEDER TORBIO, Vedere come per nebbia;

gio; Vedovezza. Aver caligine di vista ; Mi par di avere

VEDOÈLA, 8. f. Vedovella ; Vedovetia, come un velo che mi appanna gli occhi :

Dimin.
Il suo contrario è VEDER CHIARO, V. - Det-

VEDOÈLE (colle aperta) s. f. T. de' Fioto fig. V. Gh' È DEL TORBIO, in TORBIO. risti, Vedovina o Vedovine, Fiorellino noBISOGNA VEDER, Locuz. fam. Alla prova

tissimo la cui pianta è detta da Lion. Sca. si scortica l'asino, Al cimento si conosce biosa atro-purpurea. Il suo fiore è atrol'uomo.

purpureo. CHI STA A FEDER NO GHB DOL LA TESTA,

VÈDOO, 8. m. Vedovo ; Scompagnato. Chi sta a vedere non gli duole il capo, RBSTÀ vedoo, Vedovalo; Invedovito. Prov. significante che Chi non ha proprio | VEGIA (coll' e stretta) s. f. Vegghia; Veinteresse dell'affare non se pe sente. Chi glia; Vegliamento ; Vegghiamento; Vigista a vedere ha due parti o due tanti nel lia, Il vegghiare, Non dormire. giuoco, e vale Ha il vantaggio di lasciar Nondormire, che nel numero del più si tentare agli altri le cose pericolose.

dice I Nondormiri, vale Vigilia morbosa.

per Cuoio

[merged small][ocr errors][merged small]

[ocr errors][merged small][ocr errors][ocr errors]

FAR LA VEGIA A ON MORTO, Vegghiare o cussi Belo, Crescendo venne si bello della
Vegliare un morto, cioè Star desti la notte

persona.
per far la guardia a un cadavere.

Vegnir, Venire , dicesi non meno per
TRA LA VEGIA B 'L SONO, Sonnacchioni, Convenire, Esser dovuto -- La Ghe vien;
Tra 'l sonno. Stare fra il dormiveglia. LA GHE VEGNIVA, Gli viene o Gli conviene;
VEGIÀR, v. Vegghiare o Vegliare, Non Gli conveniva, V. PerveớNİR.
dormire la notte, Star desti.

VBGNÈR, parlandosi di donne, Venire i
VEGIÀR PORA DE L'ORDINARIO PER FAR fiori, i sangui , le purghe, il menstruo
Qualcossa, Cavarsi il tempo dagli occhi, No veGNIRGHE, Far una o due o più
vale Soffrire il sonno, Non dormire per at- passate.
tendere a qualche lavoro.

VEGNI&GAR FORA, V. FORA.
VegiÅR I MORTI, Vegghiare un morto, Vegnirse, Affarsi; Confarsi; Convenir-
Far la guardia a un cadavere; e quindi Veg- si; Addirsi, Adattarsi, V. Conpår.
ghiator di morti, dicesi a Quello che li Vegnir, si usa nel sign. di Valere
veglia; e Vegghiatrice, direbbesi alla fem- QUANTO VIENLO? Modo di domandare guan-
mida.

do si compra, che anche si dice, Quanto
VEGLION, 8. f. Veglia,dicesi a una Rauna- VARLO O QUANTO VOLEU ? Quanto vale ?
ta di gente per vegliare in ballando, can- Quanto costa? Quanto o quale è il suo
tando ec. per trattenimento della notte; ed

prezzo?
in questo significato si dice Fare un festi- Vegna QUEL CAE SA VEGXİR, Seguane che
no o veglia ; con questa differenza che per può, cioè Accada quel che si vuole; Checchè
Veglia s'intende adunanza d'ogni sorte di ne avvenga.
persone, laddove Festino si dice solamente

VEGNİR A LE BRUTE
di persone nobili – Veglia bandita , vale

VeGNİR A LB DAN V. BRUTO, Man, No.
Veglia a porta aperta , dove può andare

VBGNI A NU
Ognuno ; e Veglia formata , una Veglia Viesto? co ll'interrogativo o Viensto?
vera e solenne con tutte le formalità.

(dal lat. Venis tu) Vieni ?
Vegliòn, dicesi da alcuni per Viglion, V. VEGNÙA, 8. f. che suona Venuta, T. dei
VEGNİR, v. Venire, per Giungere ad un Pesc. intendiamo propr. quel Canaletto che
luogo L’È vegnùO, È venuto; È giunto. fassi nelle paludi per approdar col battello
Venir DA CASA, V. Casa.

al terren sodo.
VEGNİR DA LE NUVOLE O DAL MONDO NO-

VEGNUO, Venuto, add. da Venire.
vo, O DA LA VILA, V. MONDONOTO.

VEGRO colle chiusa ( dal barb. Vegrus )
VEGNÌR EL GRIZZOLO O PELO D'oca, add. Sodo, Agg. a Terreno e vale Incolto,
V. GRIZZOLO e Pelo.

Non lavorato, V. SVBGRÀR.
Vegnìr, Venire per Deriváre, Procedere, VELA (coll’e aperta) V. in Velo.
Nascere. Vienlo da Costa de re? Ma- | VELA, 8. f. Vela: i Pescatori dicono anche
niera fam. che dicesi di taluno, il quale Velo, dal latino Velum. Ogni Vela di pave
pretenda distinzioni incompetenti al suo prende il nome dall'albero su cui è appa-
stato o condizione.

recchiata.
VEGNÌR BEN, Venire a bene ; Venir su

Vele dell'albero di mezzana: la prima bene ; Allignare, dicesi degli alberi e delle è detta Vela di mezzana, cioè di tutt'alpiante.

tezza ma di mezzana larghezza; la secon-
VEGNİR A CHIACOLR, Venire a parole, da sovrapposta dicesi Contramezzana, Ve-
Contendere,

la quadra e piccola di supplemento; la ter-
Vegnja AL de soto, parlando di fortuna, za Belvedere; la quarta Contrappapafico
Venire al di sollo, Cadere in basso stato, di mezzana.
Venire a povertà.

Vele dell'albero di maestra: la prima e
Vegnir A MORTE, Venire a morte, Mo- più bassa dicesi Vela maestra o Arlimone,
rire.

Vela la più grande della nave; la seconda
Vegnir a stento, Imbozzacchire, Pro- Vela di gabbia ; la terza Pappafico di
prio delle piante e degli animali.

maestra ; la quarta Contrappapafico di
Vegnir, Venire, dicesi ancora per Riq- maestra.
scire VegniR BENISSIMO UN APÀR, Succe- Vela dell'albero di trinchetto: la prima
dere prosperamente ; Riuscire ; ere o dicesi di trinchetto; la seconda Par-
Venire la pasqua in domenica, Prov. cho rucchetto; la terza Pappafico di purruc-
si usa Quando alcun fatto succeda accon- chelto; la quarta Contrappapafico di trin-
ciamente.

chetlo.
In vegnir, Vegnenle ; Venienle ; Pros- VELA LATINA O VELA A TAGIO, Vela latina
simo a venire; Rigoglioso; Appariscente, o Wla a taglio o Vela a orecchio di lepre;
Agg. a persona che va crescendo ed è sa- è di figura triangolare o a tre punte. Nel
na. Vegnentoccio, Alquanto rigoglioso. Mediterraneo è grandemente in uso; e le

Vegnìo DA GNENTE, Misvenire, Venir Galere non portano che vele di questa sor-
mauco, Indozzare; Intristire, parlando di te. V. FIORIDOR e Ventane.
certi apimali che non crescono per qualche Vela QUARA O QUADRA, Yela quadra, Di
indisposizione.

figura quadrangolare.
Vegnir, Venire, dicesi anche per Diven- VELA TRINCHETINA -- Dalla cima del Bom-
lare, Divenire El XR VEGNÙO CRESCENDO presso fin quasi alla cima dell'albero di

Parrucchetto s'alzano due vele; quella più vicina all'albero di triochetto, dicesi Trinchellina; l'altra al di fuori Flocco.

Vela de LE LANCHIE, Tarchia, Vela delle Lancie e d'altri bastimenti sottili come le Filughe; è di figura quadrata.

Vela Ò FLOCO DE PORTONA, Cecarola , Vela o Pollaccone più piccolo del mezzo vento, di cui si fa uso allorchè il vento diviene eccessivo.

Vela o VBLE IN BANDO O IN ABANDÒN, Vele non tesate.

Vele basse o Basse vele, si chiamano la Vela maestra, la mezzana e quella del trinchetto.

VELE DE STRAGIO, Vele di siraglio, Vele triangolari e minori che si mettono agli stragli.

VELA A SACOLÈVA, lo stesso che Vela de LANCRIE. V.

ALTBZZA D'UNA vela, Ghindata d'una vela, cioè tutto lo spazio per cui può essere alzata una vela. V. GAINDÀR.

ANVÅR A VELA O A velo, Andare a vela; Veleggiare, Viaggiar con vento favorevole.

CALÅR LB vele, Calare o Piegare le vele. V. TERZARIOL.

Dar le vele al vento, Sciorinare, Sventare le vele; Sciogliere le vele al vento.

Esser A LA vela, Esser sulle mosse ; Esser pronto a partire.

Far vela, Far vela o Collar la vela, valgono Spiegar le vele per far cammino

Far poche vele, dicono i Marioari il Tenere spiegate poche vele o per cammino o per ragione del vento poco fre

- FAR vela CO UNA VISSIGA, Far vela con trinchetto a palo, Quando in tempo di burrasca si naviga con una sola veletta raccomandata ad una stuzza.

Guarnimento d'una vela, dicesi in Marineria quel Cavo ch'è cucito intorno alla vela per fortificarla, e si specifica con diversi nomi secondo la parte della vela a cui appartiene. V. INVERGADÙRA e Grativo.

Incavo d' una vela, si dice Il suo seno o la sua concavità in cui riceve il vento.

ImpenÅR e MAINÀR LA VELA, V. IMPENÅR e MAINÀR.

Meter a segno LE VELE, Orientar le vele, dicesi del disporle vantaggiosamente per ricevere il vento.

MURÅR LE vele, Murare le vele, dicesi dell'Assicurar i due lati delle vele alle due parti del vascello, col mezzo di due fupi dette volgarmente Mure, quando il vento soffia di fianco.

SICURAR LA VELA, V. SICURAR.

SCURTÀR LE VELE, Accorciare o Imbrogliare le vele, V. IMBROGIÀR TERZARIÒI.

POGIÀR LA VELA, V. POGIÀR.
SPORZÅR le vele, V. SFORZÀR.
Tell de le vele, V. Telo e Ferzo.

TIRAR SỰ le vele, Innalzar le vele ;
Spiegarle ; Dispiegarle.

TOMBADA DE LA VELA, V. TOMBADA. VELÀCHIO, s. mn. T. Mar. Piccola vela che

EL

[ocr errors]

far poco

[ocr errors]

SCO

[ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors][ocr errors][merged small]

grosse fila.

RENA, V.

Velo da

s'ubisce, come i Coltellacci, per appendice ai maggiori. V. Bonète. VELADA, 8. f. (che a Milano si dice MarSINA) Giustacore e Giuslacuore e Guardacuore, quasi juxta corpus, Abito proprio dell'uomo, che portasi sopra la camiciuola, che ha i quarti lunghi sino al ginocchio o poco più giù, che sta assettato alla vita e fassi ordinariamente di panno lano ed anche di seta o d'altra tela. Pare che la voce nostra verdacola derivi dal latino Velamen, Coprimento: essendo anche noto che l'antico Giustacore sostituitosi alla lunga vesta nazionale che qui portavasi anticamenle all' uso greco, era molto più lungo e largo di quello che le mode ed il gusto lo abbiano col variar de' tempi ridotto. Nella Toscana, nel Romano, nel Modenese, nel Ferrarese e pel Mantovano ec. si dice comunemente Giustacore ; per altro nelle Città colle d'Italia si chiama Abito, forse dal Francese Habit. Vedasi Giustacore nel Dizionario enciclopedico dell’Alberti.

PISTÀGNA DE LA VELADA, V. PistagNA.

QUARTI DE LA VELADA, Quarti o Falda o Faldata.

VELida, in forza di sust. è anche voce antiq. e vale Cesta velala, cioè Coperta. VELADİN, 8. m. dimin. di Velada, Piccolo

giustacore; Vestituccio; Abitino.
VELADÓN, s. m. accr. di Velada, Vesti-
mento più lungo e largo del giustacore, che
ha la forma a un di presso del Sopratodos,
ma n' è più stretto, e si porta tanto sopra
il giustacore, che in vece di esso.
VELAR, v. Velare, Coprire.

VELÅR I QUADRI, Lucidarei quadri, cioè
Coprir le pitture per via di luce.
VELE (coll’e larga) - Vele qua, Eccole

qui. V. Velo.
VELÈN, 8. m. Veleno o Veneno, Sostanza
mortifera.

Velèn, si dice ancora famil. pel sign. di Rabbia; Stizza - GO UN VELÈN CHE NO POSSO PIÙ, Ho una stizza o una rabbia o un cruccio a cui non resisto.

LA GA UN VELÈN CONTRA DE MI IMPOSSIBILE, Ella ha un veleno o un odio rabbioso contro di me, che non si può credere. VELENADA. V. InveLEnADA. VELENAR, v. Avvelenare; Venenare; Attoscare, V. TOSSEGÀR. VELENÀR QUALCON,

detto fig. Avvelenare, cioè Corrompere.

EL SPOZZA CH'EL VELENA, V. SpuzzÅR e SOOR BÀR.

Tuti I SPASSI SE velena COI PENSIERI IN
TB LA TESTA, Il continuo pensier fa infa-
stidiore ogni diletto: cioè Recare o Venir
noia.
VELÈTA, 8. f. Piccola vela, V. Bonete e

VELACHIO.
VELÈTA, 8. f. Velelto, Sorta d'abbiglia-

mento fatto di velo, che portano le donne di qualità per coprirsi il capo ed il volto. VELÈTA (coll’e stretta) s. f. detta anche ERBA PA PASSARINI, T. de' Pesc. Ulva ed

arche Lattuga marina, Pianta erbacea si della da' Botanici Tagetes palula. I suoi
marina, che ha per carattere una foglia- fiori sono gialli ma senza odore.
zione semplice, membranosa e molto espan- VELUDO e Veljo, s. m. Velluto, Tessa-
sa, cresputa e spiegata in varie maniere, to di seta ed anche di cotone, col pelo ta-
somigliando alle foglie della Lattuga. Liu- gliato a guisa di panno.
neo la chiama Ulva lactuca. Se ne trova VelÙDO COL pelo, Velluto, a cui non è
ne' bassi fondi marini, ma specialmente stato tagliato il pelo.
nella laguna; e se ne servono i pescatori VENA, 8. f. Vena, Vaso o cavale del cor-
per riporvi sopra il pesce, o anche per co- po animale che riporta il sangue daile par-
prirlo ne' canestri affinchè si mantenga fre- ti al cuore Arteria , dicesi prop. quel
sco: il che accostumando essi di fare sin- Vaso che porta il sangue dal cuore verso
golarmente per le passere, fu detta in ver- le estremità.
nacolo ERBA DA PASSARINI.

Vena D'agua, Vena o Pol'a o Scaluri-
VELETON, 8. m. acer. di Veleta in si- gine, Sorgente d'acqua continua.
goif. di Abbigliamento che cuopre il

capo

Vena de NINIERA, Vena o Filone. ed il volto delle donne, Grun velo.

Vene dei legni O DE LE Piere, Fibra o VELIÈR, 8. m. Treviere, T. Mar. colui Vena, Que’ segoi che vanno serpendo nei che lavora intorno alle vele, e che le visita legoi e nelle pietre. ad ogni quarto di muta, per vedere se sie- Vene, in T. de' Vetrai, Corde, essi cbiado in buono stato.

mano Certi difetti del vetro a guisa di VELINA, add. Velina, Voce dell'uso, dicesi per Agg. ad una Specie di carta fipis- VENA, 8. f. Vena o Avena, Specie di bia. siina, liscia e senza improota di filati o da uata da una pianta annuale del medetrecciuole, detta da’ Francesi Papier ve- simo nome, che da Linneo è detta Avena lin.

saliva. Il suo grano serve a nutrire i caVELIZIR, v. antiq. Veleggiare o Velifica

Valli e molli volatili. re, Andare a vela.

VENA, Venalo, Agg. che si dà a Pietra VELMA (coll’e aperta) 8. f. Yoce ant. Mel- od a Legno che sia segnato con quei segni ma, Fanghi pantanosi, lo stesso che BA- che per simil. si chiamano Vene.

VENARSE, v. Uscir spontaneo o NuoVELO (coll' e serrata ) s. m. Velo, Tela versi, Dicesi del Latte che per soprabbonfinissima e rada, tessuta di seta cruda. danza, specialmente nelle donne puerpere, Velo Broca, Velo broccato

esce dalle mammelle, benchè non ispremuto. MASCÀ, Velo damascato

QUANTITÀ DE

VENCÈGIA, s. f. T. Agr. Trulcio secco,

Ramo di vite secco.
Velo DA FIOR DE FARINA, Slaccio da fior | VENCER (colle serrata ) v. Vincere, .
di farina.

Vincer.
Velo de Le mureghe, Velo o Saltèro, VENCHIO (coll' e stretta) 8. m. T. de'Pa-
Acconciatura di velo che portano in capo le nierai, Vinco , Arboscello ch'è una spe-
Monache. Soggòlo è il Velo che portano cie di Salcio, delle vermene del quale, ap-
o sotto la gola o intorno ad essa.

pellate pur Vinchi o Vimini, si fanno ce-
Velo, detto in T. de' Paratori, Fusciac- ste, panieri, nasse, gabbie e simili arnesi.
co, Quel drappo che si mette sui Croci- V. STROPA e BACAÉTA.
fissi, che si portano in processione.

Vincastra o Vincustro e Scudiscio, BaeVelo de Le PIegore, Vello, La lana del- chetta , e per lo più si dice di Quelle dei le pecore cbe apnualmente si taglia - Bol- pastori. drone, dicesi a Tutto il pelo e tutta la la- VENDARIGOLO. Idiotismo per RxTexorDa degli animali bruti, tanto separata quan

GOLO. V. to unita alla pelle.

VENDE, Maniera ant. e vale Ve ne VELO VELO (coll’e aperta) Vello Vello; Vende suplico, Ve ne supplico ; ve ne Eccolo, Vedilo vedilo.

prego. Velo o Vela qua, Eccolo o Eccola quì VENDÈMA, 8. f. Vendemmia, Raccolta delVeli LÀ, Eccoli .

l'uva dalle campagne ne' tempi autunnali, VELUDÀ, add. Vellutato o Velluto , Fat- per fare il vino. to a guisa di velluto. In Botanica si dice VENDEMÀDA, s. f. Vendemmiamento e Tomentoso.

Vendemmia, L'atto del vendemmiare. VELUDÈR, 8. m. Maestro di far velluti, VENDEMÀR, v. Vendemmiare. L'artefice o il Tessitore di velluti.

VENDER, v. ( che la plebe dice Vende) VELUDİNI, 6. m. T. de' Fioristi , Ama- Vendere, e s'intende di Cose mobili, come ranto vellutato o Fior velluto e Fiorvel- Carpe, frutta , ec. TORNAR A VENDER , luto, Fiore potissimo, apnuale che si col- Rivendere. tiva ne' giardini e ne' vasi, la cui pianta VENDER DEI CAMPI O DE LE case, Alienachiamasi in Botanica Amaranthus cruen- re campi o case. tus. I fiori formano spighe di rosso di san- VENDER A BON MERCA, Vendere o Lague, che paiono barbate.

sciar la roba a buon pres:0 0 a buon Fiore chiamato da Do- mercato. dopeo Fiore Africano, prodotto da una VenDER À L'INGROSSO OA LA GROSSA, Pianta che si coltiva anche fra noi ne’ya- Vendere indigrosso, V. INGROSSO.

VELI, Velame.

CHE PAR

VeludiNI ZALI,

[ocr errors]

Senza pesare.

VENDER A LA MENÙA, Vendere a minu- Qualunque cosa che si profferisca è di mi- giuno ne' Venerdì del mese di Marzo, ch'è lo, a ritaglio. por pregio che quando è ricercata.

balzato il prov. I VENBRI DE MARZO ZONA VENDER A L'INCANTO, Vendere sotto l'a- ROBA DA VENDER , Roba venale o ven- ANCA I OSBI DE BOSCO, cioè Nei venerdi di sta o all asla; Subaslare; Vendere alla dereccia, Cbe si vende o Ch'è iu vendi- Marzo digiunano perfino gli uccelli del tromba o all'incanto, V. INCANTO O Asta. ta.

bosco; per far intendere che si deve invioVender A OCHIO, Vender a mạno, cioè Verder EL SOL D'AGOSTO, V. SOL.

labilmente osservarlo. VENDERİGOLA, 8. f. Voce ant. usata nelle VENEZIAN, da altri detto Virisbian, add. VENDER A PRONTI, Vendere pe' contanti prose del nostro Calmo, che si dice ancora Veneziano o Viniziano, Abitante di Veneó o Dare pe' contanti. dagl' idioti. V. RBVENDIGOLA.

zia. Veneto, dicevasi una volta per Suddito Vendee A ABSPIRO, Vendere o Dare pei VENDÈTA, 8. f. Vendetta; Ricatto ; Ri- Veneziano; ora direbbesi per Provinciale lempi. . scatto.

veneto o Delle provincie venete. VENDER A STRAZZAMERCÀ, Vendere a of

Vendella di cent'anni ha ancora i lat- VENEZIÁN NATO & spui, Veneziano pretferta o per un pezzo di pane; Strazia. laiuoli , quasi si voglia dire ch' È giova- to e spulalo, cioè Vero Veneziano, Che si re la roba ; Far gran merculo di che ne, Ch'è fatta in tempo.

conosce Veneziano, V. VENEZIANAZZO. che sia.

Vendetta trasversale, si dice Quella che A LA VENEZIANA, Maniera avv. Alla veVENDER A TEMPO, Il tempo vende mer. non è fatta a dirittura sulla persona offen- neziana; Venezianamente, All'usanza dei ce o Temporale vende merce, Bisogna va- dente e per quella tal offesa.

Veneziani. lersi dell'occasione che porge il tempo nel

FAR VENDKTA DB TUTO EL 800,

Locuz. FARSE VENEZIÀN, Locuz. scherzevole fam. render bene la mercanzia.

fam. e fig. Far lo spiano, detto pure fig. che si dice di quel Forestiere, il quale veVENDER Balsamo, detto metas. Spacciar- vale Consumare, Rifinire, Dilapidare tut- nuto per la prima volta a Venezia , sia le grosse; Spacciare a credenza , Voler te le sue sostanze.

per avventura caduto in acqua, ma poi ufar credere quel che non è.

VENDICÀR, v. Vendicare o Vendicarsi , scitone in bene: quasi che abbia con ciò Vender CARO, Vendere il sol di luglio, Far vendetta , l'ar bandiera di ricatto; riportato il diploma di naturale Veneziadetto fig. vale Vender caro

VENDI CA Ricallarsi o Riscallarsi o Riscuotersi. no, essendo la Città fondata sull'acqua. RO B PESI GIUSTO, Vendimi caro e giusto

TORNARSK A VENDICAR ,

Rivendicarsi. VENEZIANÀRSE, v. Parsi o Divenir vemi misura.

VOLERS& vendicar, Aver la coda tacca. neziano, Apprendere la lingua e gli usi di Vender COL FIOR IN RECHIA, Vender ca. ta di mal pelo; Legarsela o Allacciarse- Venezia. ro; Stare in sul lirato, Tenere in sover- la a un dito; Mordersi il dilo; Volerne IN TRENT'ANICA' BL Sta a Venezia EL chio prezzo la mercanzia. Sopravvendere, una qualtrinata con alcuno, Volersi sbiz- s' HA VENEZIARÀ PULITO, In trenť anni di vale Vender la cosa più ch' essa non vale. zarrire o scapriccire per vendicarsi di qual- domicilio a Venezia s' è falto o è divenuVender CHLACOLB O PENOCHI , Appalta- che sopruso ricevuto.

to Veneziano. re o Appallar colle parole, ladur altrui Lassa a Dio LA CURA DE VENDICARTE, Sie- VENEZIANAZZO, delto da altri Vinissiacon parole a far che che sia, Vender pa- di e gambetta e vedrai lua vendelta, E- Nasso add. Veneziano prelto, direbbesi in role; Far chiacchiere Dare o Vender portando altrui a lasciar la vendetta del- via scherzevole di Quello, che non avvezbossoletti o Vender vesciche per palle l'offesa a Domepeddio La più nobile zo ai costumi degli altri paesi e parlando grosse, vale Dar buone parole e cattivi maniera di vendetta è il perdonare e il il solo dialetto usato nella sua patria, esfatti. giovare al suo nemico.

terpasse poi nelle maniere e nel costume Vendee I CREDITI, Tagliare la detta, È VENDICAZION, 3. f. Lo stesso che Verde- il carattere nazionale, il quale consiste in il vendere altrui le pretensioni dei crediti TA, Ma è idiotismo.

una certa schiettezza, scioltezza e affabilità col perdervi qualche cosa. VENDIDOR, 8. m. Venditore.

paturale, VENDER IN ERBA, V. MAGNIR IN ERBA, in VENDIPESSE, 8. m. Pescivendolo, Colui VENBZIÁNAZZO, potrebbe anche dirsi nel MAGNÅR.

che vende pesce a minuto, sia al banco sign. di Veneziano rozzo, zolico, plebeo, VBNDER PER EL COSTO, Vender come s'è stando fermo, sia girando per la Città. Di. sguaiato. V. BARCAROLAZZO. comperato; La vendo come l'ho compe- cesi anche Pescadk, V.

VENEZIÈSE, add. Voce scherzevole, lo ra; Gliela do pel costo

Delto poi me

VENDISTORIE, 8. m. Storiaio, Colui che stesso che Venezian, Di Venezia o Venetaf. vale Non garantire la veracità d'uoa vende almanacchi o leggende, portando la ziano. Fu pur detto Toscanese per Toscacosa che si dice. lo vendo la carota e l'or- sua mercanzia dipapzi in un cesto, soste- no. In egual modo potrebbesi dire, benchè tolano.

nuto da una cigna che tiene al collo. per ischerzo, PADOVANESE, VICE ZESE, TREVender USA COSSA PER L'ALTRA, Vender VENDITA, 8. f. Vendita.

visese per Padovano, Viceplino, Trevivesciche per lanterne; Vender picchi per Rosa che NO GA vendita, Roba che non giado, ecc. pappagali; Incarlocciare le vecce per pe- si spaccia, che non ha spaccio o esilo, VENIALITÀ, 8. f. Peccatuzzo veniale, Falpe; Vendere per torta lu fava ; Dare o Che fa i tarli in bollega, che non è ven- lo leggiero, Piccola colpa, Errore volontaVender bossoletli ; Vender vesciche per dibile.

rio di poco conlo. V. Maròn. palle grosse, valgono Ciurmare.

Co I LAVORI XB FATI SE TROYA VENDITA,

VENIESIA

T. Ant. e vale Venezia o Via VENDER GATI IN SACO, V. Gato.

Lavoro fallo danari aspetta.
VENDER UNO IN GALIA, Maniera bassa fam. VENDÙO, add. Venduto; Derrate vendu- negia.
e fig. Rivendere uno, Vale Sopraffarlo , te; Privilegi venduti; Schiavi venduti e VENTADA. Y. REFOLO DE VENTO.
Sapendone più di lui. I fanciulletti di die- rivenduli.

VENTÀME, 8. m. T. Mar, Rilinga, dicesi a ci anni rivenderebbono uno di cinquuntu. Beni vendùi, Beni alienati.

Quella parte della vela latina, che non è Si dice pure in modo basso, No su ver- ZENTA VENDÙA PER Bezzi, Genle prez- bordata da corda ed è più agitata dal vento. vdo ir galia, che significa Non sono for- zolata; Dottori o Scrittori prezzolati.

V. F10RIDÒR. zato; Non sono vostro schiavo; Non so- VENERE, 8. m. Venerdì, dal lat. dies Ve. VENTAR, V. Venlare, Far vento Vennu obbligato a secondare i vostri capric- neris, come giorno da'nostri antichi dedi- leggiare vale Entrare ma pianamente. ci e simili. cato alla Dea Venere.

VENTÅR EL TORMENTO,

V. SvenTOLİR O AVBRORENE DA VENDER , Avere il buon Venerdi grasso, dicesi l' ultimo del car- PALÀR. dato, cioè Assai buona quantità.

novale; a Verona si chiama Venerdi gno- VENTÀRA o VentèRA, 8. f. Burrasca, ComBASTA VOLER VENDER PER PERDERGHE, Chi colare.

battimento di vento Uracano o Uragasi preferisce è peggio il terzo, e vale che È in tanta osservanza presso a poi il di- no, Specie di Turbine. Boerio.

99

VENIENIA

[ocr errors]
« IndietroContinua »