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C/tf r*4/4 7Vr*<f. '85 (A una ftatua giacente veftita alla Regale col manto fparfodi gigli dorati,e coronala tettajc perche* l'ioicrittione ftà guafta hà dato diverfamcte da dire à noftri Scrittori . Alcuni vogliono che fia di Giovanna prima figliuola di Carlo Illuftre.comc fi difie,chc in vendetta d'havere fatto ftrangolaro AndrcaUngaroPao marito, Carlo Terzo la fé morire nel medefimo modo, cnell'ifteiToluogo. Altri chefufleftata allogata lotto d'un guanciale nella Città di Muro, o che poi fufle flato trafportato iru Napoli il fuo cadavere , dove ftie» de per molti giorni infepolto. Altri fcrivono che quefto fia non di. ! Giovanna , ma di Maria di Valoisi (figliuola di Carlo Còte di Valoin ; e moglie di Carlo llluftre Duca di, ! Calabria , e lo fundano in quello ; che fcrifle Teodorico Secretano del Pontefice Uvbano Seflo , che dice, I che Giovanna fuflc ftatamenaca^ ! dal Rè carcerata n^Caftel di §,

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Angelo del monte Gargano i e che ivi mentre (lava facendo oratione in una Cappella del mcdefimo Caftello fu da quattro Vngari Aragobca,c fepoha pofcia nella Chicla di S.Francclco, che la mcdefima Regina per l'ua divotione haveva nel detto monte fatta edificare.» dove fin hoggi (e ne vede il fepolcrocie marmi colla Tua (tatua, & Una brt viftima infcritiionc, chc_, confitte induefole lettere puntate./?. &/. , che dir vogliono &£« fia Joanna,

In alcuni fi trova fcrìtto il feguentc ETaftico, che dicono eflere quello che (lava in detto fcpolcro, che cosi dice

PMtenopet, jMtt hie 7(«

tnifcr anela nimts, tjuant fardo geni» t multava Carolustlter qua morte ili* virum fuliniti Ante funtru wccelxxii.xxit. Adttti v. indie. /

Però quelra io la ftimo apografa, sì per lo itile, che non è di quei

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Gitrnut* 7*r*«. 87' tempi,itanco perche mi pare in veninnile haverlc eretto un cosìmaeItolb fepolcro, e poi poacrvi un* infcrittione così fvergognata.

Nel pavimento vi era una gran quantica difcpulturc, hoggj Iju maggior parte fono (tate tolte via.

Vi fono inquefta Chiefa molte belle Reliquie, e fra l'altre de'ca. pelli.c del latte della Beata Vergine,una gamba col piede deli'ApofloloS.Andrea,del dito di S. Gio: Bartilìa,un braccio, e cofta con altre molte Reliquie di S. Ludovico Vefcovo di Tolofa, fratello del Ré Roberto,un braccio di S. Caterina Vcrgine,e martir<r,la tefta di S.Criftina Vergine, e martire , delli ca. pelli, dcil'habito di S.Chiara , del gutturc, e cofta di S.lìlifabetta fi. gliuola del Rè d'Vnghcria , di San Girolamotdi S.Ann«,di S.Antonio Abbate,di S.Stefano Protomartiret della Maddalena,^altre, che vi (i confervano.

In qucfta Chkfd vi è una qoan» 88

cita d'argenti ,' e molti di quefti, anttchitfatti in tempo del RcRoberro. Vi è ancora una famofiflU maic gran Cuftodia d'argento,che s'arma folo nella fefla follenne,che fi fà del Sacramento, e quefto è quanto fi può dare di notitia di quefta Chiefa.

Nell'ufcirne à deftra , vedefi il campanile tutto di duratimi travertini di Cafcrta , quale fu principiatone! Gennaro del 13*8. & effendo fiato fatto tutto quello che è di travertini reftò per la mortCj del Kc imperfetto. Ilrcmanento chcineflbfi vedec (lato fatto à fpefe del Monafterio.

Ufciti nella ftrada, tiràdo av?àtì dalla parte deftra, attaccata alla Cafa Profefla , vedefi la Chicfa di S. Marta,la quale fi vanta fundata dalia Regina Margherita, raadro di Ladislao Rè di Napoli, circa-, Tanno 1400. e per renderla piu frequentata vi erette una Confta

temilà, doves'afcriflero i P«ral

Signori del Regno ,efinhora vi fi conferva preflo del Sacrifta un famofo libro in pergameno.dove no folo detti Signori s'annotavano, mà vi facevano dipingere l'infcgne delle loro famiglie, & è degno d'eflere veduto5 perche da notitia dell'armi vere di molte famiglio eftinte, e di molte altre, che fono fiate variate. Ne'tumulti poi popolari dell'anno i<J4<5.reflò quefta Chiefa fra le trincee Regie, e populari, fufaccheggiata, e data al fuoco,che la confuraò.e con qucfta occafione fi perderno molti ouadri, e particolarmente quello dell'AItaremaggiore, che era una tavola della Refurrettione di Lazaro,che ufciva involto nel lenzuolo dalfepolcro, che dava meraviglia àgl'Apoftoli. Eravi ancora Marta,e Maddalena buttate à piedi del Redentore: opera del noftro Cefa-' re Turco,& opera dagl'intendenti ftimatjflìma. Dalle carti,che andavano à torno neèftatoricavatoun

qua

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