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DOMENICO CIRILLO

Siccome Alessandro non volle da altri che da Apelle esser ritratto, nè il suo busto da altri scolpito, che da Lisippo, così non altri che Tacito, o altro filosofo scrittore, imitante il di lui vigoroso bulino, dovrebbe dare per la prima volta in luce la vita di questo immortale Archiatro, il di cui nome splenderà mai sempre appola più rimota posterità, velut interignes Luna minores. Tali, e così conti e noti sono i pregi che l'adornano, e gli tesson corona ! Domenico Cirillo nacque il dì 1o. Aprile 1739. in Grumo, villaggio amenissimo al Nord di Napoli, e tre miglia distante, da onesta famiglia, sempre feconda d'ingegni straordinari e sublimi. I di lui genitori furono Innocenzio Cirillo, nipote del celebre Niccola, e Caterina Capasso, nipote del ch. Niccola. Ornato dalla natura di un ingegno non men precoce che sublime, fece la delizia, e le più alte speranze degenitori. Tra l'infanzia e la fanciullezza, e precisamente all'età di sette anni, fu trasportato in Napoli presso il rispettabile di lui zio Sante Cirillo, l'unico, o il più gran Naturalista di quel tempo. Questi tutto amorevolmente s'incaricò della di lui educazione, ed egli corrispose alle paterne cure del zio così soddisfacentemente, che questi nel render conto ai genitori de di lui progressi meravigliosi, tra le altre cose loro scrisse un giorno, Forse un fia che la presaga penna Osi scriver di lui quel ch' or n accenna . Sotto un Mentore così degno egli fece i primi studi, e da ottimi maestri apprese il Greco ed il Latino. Gradatamente passò alla Filosofia, ed alle Matematiche, e sempre con eguali ed anche più rapidi progressi. Apprese anche il Disegno, e seppe così ben ripartire le ore del giorno, che niuna all'ozio lasciandone, tutte utilmente le spendea. Il detto di lui zio coltivando il Giardino botanico lasciatogli dal celebre Niccola, Domenico mosso da puerile curiosità si trattenea spesso col medesimo; e così cominciò a contrar passione per l'amenissima Scienza Naturale. Essendo presso al zio, che or sormava gli erbari, or esaminava le piante, or coltivavale, or intento a raccoglierle, disegnarle, disporle e classificarle nel così detto dai Botanici Erbario, o sia Giardino Secco, or ad altre operazioni di tale scienza occupato, dalla curiosità passò gradatamente alla conoscenza, e da questa al gusto per la medesima, ed al trasporto. Allievi di Sante Cirillo, amici e collaboratori nella Botanica erano allora, tra gli altri, i celebri Niccola Pacifico, Angiolo Fasano, Natale Lettieri, Niccola Braucci, e Vincenzio Petagna; e questi non si saziavano di ammirare e commendare l'attenzione, la perspicacia, la

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serietà e 'l genio, che oltre l'età il giovinetto Cirillo manifestava nelle botaniche speculazioni. Del che compiaciuto il zio, e secondando il già fissato genio del nipote, cominciò a poco a poco, e come in una specie di famigliar conversazione, a comunicargli le prime teoretiche cognizioni della scienza, indi a spiegargli compiutamente il sistema di Tournefort. L'immortale Francesco Serao conservando rispettosa riconoscenza al suo degno maestro Niccola Cirillo, era solito di frequentarne tuttavia la casa, e passar lunghe conversazioni col mentovato sante. Con queste occasioni fu anch'egli compiacente spettatore degli studi del giovane Domenico; ed ammirando in lui tanto genio er la Botanica, non gli fu difficile d'instillare nel di lui cuore anche quello della Medicina. Così Domenico volentieri, e col pieno assentimento del zio, allo studio di questa divina scienza si addisse. Fattone l'intero corso nell'Università de'Regj Studi con una incredibile rapidità, senza discontinuare i suoi studi botanici, incredibili eziandio furono i suoi progressi, e tali nell'una e nell'altra facoltà, che nel 176o. non avendo egli ancora compito il ventunesimo anno, fu in grado di fare un pubblico e glorioso concorso per la cattedra di Botanica, che a pieni suffragi ottenne. Fu allora che questa scienza cominciò a prendere un novello splendore; e fu per la prima volta inteso insegnarsi il tanto famoso ed abbracciato sistema di Linneo. Fu allora che questa cattedra divenne frequentatissima, ed ol . tra numero la folla del discepoli. Fu allora che il nome di Cirillo cominciò a rendersi celebre, la sua opinione a stabilirsi, ed a diffondersi colla rapidità della fama. Trasportato per questa scienza, che forma il più delizioso regno della Natura, e desideroso di estenderne le sue cognizioni, intraprese nel 1764. un viaggio per la Sicilia. Colà raccolse diligentemente tutte le piante a noi straniere, e che in quella feracissima isola abbondevolmente allignano. Di esse arricchì copiosamente il suo giardino, già cominciato da Niccola, continuato da Sante, e da lui con infatigabile diligenza portato al compimento. Ritornato da Sicilia continuò le sue lezioni fino al 1766. con maggiori, e sempreppiù crescenti successi. Ma il suo genio impaziente sospingevalo ad acquistar notizie oculari dei luoghi natali delle piante, e perciò volle intraprendere un secondo viaggio. Lo che egli fece col celebre Simons Naturalista Inglese, col quale scorse la Puglia, le Calabrie, e Terra d'Otranto. Nel seguente anno fece lo stesso negli Abruzzi, e seco menò l'ottimo suo amico e discepolo Niccola Pacifico. Incoraggiato dai letterari successi dei brevi viaggi nel regno, volle intraprendere nel 1769. quello della Francia. Profittando della - - COIO

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