Immagini della pagina
PDF
[merged small][ocr errors][ocr errors][merged small][ocr errors][ocr errors][graphic][graphic]

- - - ai , i a - - - , - - -- - - - - - - - - , i -: si i .. i - - s - s - - - - - - - - - -- - o i , . - ..: - a - - : e - - - . - - - - - - i -

[graphic]

MATTEO EGIZIo.

L. luce della critica e della metafisica riflettendo sugli studi dell'archeologia e di ogni maniera di erudizione, nuova utilità ne ridondava per le umane dottrine, le quali tutte, siccome Cicerone avvisa, han fra di esse certo comune legame. Napoli nel trascorso secolo primeggiò in somiglianti cognizioni, sommi uomini illustrarono questa parte, e fra questi fu oltre ogni dubbio Matteo Egizio, il quale ebbe pochi pari in pregio di colto sapere. Nacque egli in Napoli nel 1674 di civile famiglia. Era suo padre onesto Cittadino di Gravina, ma poco agiato de'beni della fortuna. Con accuratezza studiò le umane lettere, e nelle Greche ebbe a maestro il famoso Gregorio Messere. Fu suo primo disegno di applicarsi alla medicina, e ne imprese lo studio; ma venutogli bentosto a noja, a quello si diede delle leggi, il quale ben'anco indi a poco abbandonò, e tutto a quello delle belle lettere rivolse il suo animo, cui la natura avealo sin da prim'anni disposto. Con tale scopo s'insinuò egli nell'amicizia dell'Avvocato Giuseppe Valletta, che a quel tempo avea raccolta scelta e copiosa biblioteca. In questa ebbe l'Egizio campo di fornirsi di varia e peregrina erudizione, e ben tosto ne diede saggio con un dotto ragionamento Latino, de Ambiguitate Scientiarum, da lui recitato nell'Accademia degli Uniti. La sua ristretta fortuna gli se ricercar d'altronde onorato sostentamento. Si procacciò pur questo la carica di agente ne feudi che il Principe Borghese possiede nel Regno con conveniente provvisione. Esercitò quest'uffizio con rettitudine e con soddisfacimento di quel Signore che glie lo avea affidato, e degli abitatori di quegli stati.

Il Duca di Maddaloni gli affidò seguentemente la carica di Uditor Generale degli stati suoi, ed in premio degli onorati servigi da lui renduti, promover lo fece a quella di uno dei segretari della Città di Napoli. Spiccò in questa l' Egizio vienaggiormente, non meno per la sua sufficienza e coltura, che per lo zelo di ottimo ed onesto Cittadino. In alto grado era egli intanto salito di stima per la profonda cognizione delle cose antiche, e per l'eccellenza nella interpretazione delle antiche medaglie ed iscrizioni. Carlo VI perciò gli commise d'interpretarla celebre e singolare iscrizione incisa su di una lamina di bronzo contenente il Senatus Consulto per la prescrizione de Baccanali di Roma, rinvenuta nella terra di Teriolo in Calabria citeriore, e dal Principe di quella inviatogli. Egli scrisse un Commentario latino su di tal monumento, che fu poscia inserito nel tesoro del Grevio. Questo Commentario non sortì la piena soddisfazione del dotti, e lo stesso Autore, con raro esempio di moderazione, confessò in una lettera da lui scritta ad Egidio Van Edmond di avervi con poca critica ammassata ridondante erudizione , e l'avrebbe rifuso, se non fosse stato da morte impedito.

Il Principe della Torella, del quale era stato Precettore, inviato dalla corte di Napoli ambasciadore a quella di Francia nel 1735, seco il condusse come segretario di legazione. Seppe egli quivi attirarsi così la stima di tutti, e dello stesso Monarca Luigi XV, che ne fu regalato di una collana d'oro con medaglione di gran pregio rappresentante l'immagine Reale, dono che a segretari di gran merito si facea. -,

Al suo ritorno Carlo di Borbone Re delle Sicilie di loriosa memoria, onde rimunerarlo de suoi servigi, l'onorò del titolo di Conte e della carica di Regio bibliotecario. Terminò di vivere con rincrescimento de buoni nel a 745. Il Padre Gherardo degli Angeli recitò in sua lo

« IndietroContinua »