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Chi voglia oggi apprendere la storia del diritto di Roma può ricorrere a due diverse fonti, che dopo un esame superficiale ben possono fra loro distinguersi.

Offre l'una l'analisi più accurata delle notizie rimaste negli annali, nei libri dei giureconsulti, nelle antiche memorie in genere, e, sulla semplice scorta dei risultati offerti da tale esame, cerca ricostruire i diversi istituti giuridici, che per tanti secoli formarono l'orgoglio di Roma nostra. Inutile però in siffatta fonte par che si ritenga pel giurisperito lo studio del diritto romano primitivo, giacchè ad essa quasi non sono note leggi di evoluzione giuridica, nè i preziosi risultati offerti dalle indagini sui diritti dei popoli antichi, non che dei moderni, che ancor si trovano nei più bassi stadii di evoluzione, nè lo studio comparato di essi.

L'altra fonte in vece, ch'è poi tuttora la più scarsa, tra

scura in gran parte ciò che forma obbietto principale della attività di quella, e, preoccupata tutta del metodo da seguire, dei risultati da dare, fa sfoggio delle conquiste più recenti della sociologia e della filosofia scientifica, cercando, mi si permetta la frase, di adattare il mondo romano ai nuovi ritrovati. I lavori di questa scuola, come del resto è da aspettarsi, non studiano al di là dell'epoca regia, nè rifulgon certamente per profonda conoscenza del diritto di Roma.

A tanto sarebbe ridotto, e riesce doloroso il confessarlo, lo studio della storia giuridica romana, se un'eletta schiera di giuristi, rifuggendo dal metodo dommatico degli uni e dalle pericolose esagerazioni degli altri, non avesse brillantemente segnata la giusta via da seguire, e fissati, con l'esempio di splendidi lavori, i limiti entro cui, per fare opera utile e completa, debbono l'uno accanto all'altro svolgersi i sistemi diversi, anzi opposti, di quelle due scuole.

La ragion vera dell'esistenza di questo dualismo dev'essere cercata nella diversità degli scopi propostisi dagli storici del diritto di Roma.

Gli uni principalmente ebbero di mira il fine di ricostruire nei loro più minuti particolari i diversi istituti, ricercando ovunque il materiale a ciò necessario e formando, a dir del Cogliolo, dei veri << magazzini di antichità», si che, per quanto stracarichi di erudizione classica, pazienti nell'esame delle fonti, ammirevoli per conoscenza profonda della storia civile, non offrono in sostanza che un lavoro preparatorio, o meglio lo scheletro, su cui lo storico ha tanto e tanto da notomizzare per compiere opera veramente scientifica. Ed è gran ventura se a siffatto modo di comprendere la storia giuridica di Roma uniscasi talvolta lo scopo, tutto pratico del resto, di mostrare come lo studio delle vicende del diritto romano sia introduzione necessaria, chiave di volta, per l'esatto intendimento degl' istituti ancor oggi vigenti. Leggesi qua e là in taluno di questi lavori che v'ha un le

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game tra le molteplici parti del diritto, e che esso a sua volta collegasi alle condizioni sociali, economiche, morali in un dato periodo: ma tale avvicinamento del fenomeno giuridico al sociologico riman sopraffatto, se non del tutto frustrato, per lo sfoggio di una pesante e spesso non difficile erudizione. È naturale adunque che il diritto romano in tali opere appaia già bello e formato, e che non si faccia lecito al giurisperito conoscere donde e come provenga. Quale reazione a questa scuola, un'altra ne è sorta, che pur non manca di avere ben gravi difetti. Essa, che cerca di ricostruire il grande quadro della storia del diritto romano allo scopo soprattutto di ricercarvi le leggi del fenomeno giuridico, e che, servendosi dei risultati generali offerti dalla osservazione dei fenomeni sociologici, specialmente si sforza di rintracciare le origini dei varii istituti, non tien conto abbastanza delle notizie ad essi relative e nelle quali rivelasi l'impronta, la fisonomia propria del mondo romano, si che spesso manca il rapporto tra la vita del diritto e la vita sociale di Roma. Similitudini assai preconcette unisconsi al deficiente esame dei testi; la storia vien fuori dai limiti a lei assegnati per invadere il campo di altre discipline: tutto in somma dimostra chiaramente che questa scienza si muove, che vuole liberarsi dalle vecchie pastoie, che sente una nuova vita, ma che è incerta ancora nei suoi passi, né sa seguire addirittura una via, dubbiosa, com'è, della sua meta. Lasciamo d'indagare chi pel primo le diè l'abbrivo verso il suo novello fine, quando e come ciò avvenne: abbastanza noti sono i diversi pareri, le accuse mosse, le difese fatte. La quistione piuttosto sta nel sapere quale sia l'indirizzo da seguire per fare della storia del diritto romano opera « completa e significativa,» come con felice espressione fu da altri detto.

Compito della storia del diritto in genere si è quello di presentare le diverse fasi, che il pensiero giuridico percorre presso un popolo determinato, con accurata analisi delle

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